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Sono stati molti i commenti entusiastici al prossimo avvio della dematerializzazione della ricetta bianca. Si è parlato dei benefici di una maggiore tracciatura del farmaco, si è detto che sarà un altro passo avanti nel processo di digitalizzazione del Paese. Ogni partecipante a questo dibattito ha espresso elementi positivi in questa riforma. A mancare quasi del tutto è stata invece una riflessione sui rischi che certi cambiamenti potrebbero comportare per la nostra filiera. Rischi tutt’altro che remoti.

Partiamo dai fatti. Da febbraio, anche per le ricette bianche, il medico inserirà i dati nel sistema, il paziente si recherà in farmacia col numero di ricetta bianca elettronica (NRBE) o con il codice fiscale, e il farmacista dispenserà il farmaco prescritto.
A partire da questi fatti, evidentemente non eclatanti, alcuni hanno convintamente immaginato un futuro prossimo in cui l’inserimento della prescrizione in un sistema digitale potrà attivare processi automatici di consegna a domicilio del farmaco.

E qui sta il punto. Condividiamo anche noi i pregi poc’anzi citati di questa riforma , ma siamo altrettanto convinti che essa possa dare il là a fenomeni nocivi per la farmacia e per la cultura sanitaria italiana.
Immaginare sistemi distributivi a domicilio del farmaco rimanda ad una più generale cultura “della comodità” davvero imperante nella nostra società, così imperante da non farci più riflettere sui possibili effetti collaterali generati da certe pratiche comode.
Milioni di italiani comprano quasi tutto online perché è comodo, ma sappiamo che il risvolto di questa medaglia è la perdita di migliaia di posti di lavoro nel commercio al dettaglio.
Milioni di italiani cenano con pasti serviti a casa loro da app di food delivery. E’ certamente comodo, ma sappiamo che i rider sono lavoratori sottopagati e senza tutele contrattuali.
Sappiamo anche che Amazon, Just Eat e compagnia bella non hanno migliorato i bilanci di aziende produttrici e ristoranti. Li hanno invece resi dipendenti dai sistemi distributivi e dai capricci provvigionali di questi grandi player globali.

Quando potranno spedire a casa del paziente farmaci prescritti online dal medico, le farmacie diventeranno l’ennesimo servizio “comodo” per il cittadino. Ma quale sarà la controindicazione di questo fenomeno?
La prima che ci viene in mente è che non è detto che le farmacie che forniranno questo servizio saranno le nostre farmacie, le farmacie private o comunali così come le conosciamo oggi.
Dallo scorso agosto Amazon Pharmacy è un marchio registrato presso l’ufficio UE per le proprietà intellettuali. Vale anche la pena di ricordare come da anni il nostro sistema sia oggetto di attenzioni di chi vorrebbe rendere possibili maggiori aggregazioni proprietarie e ridurre il ruolo del farmacista professionista.
Una maggiore comodità di acquisto del farmaco, al di là dei risvolti sanitari della questione, non necessariamente significa un futuro più roseo per le nostre farmacie.

Se cadremo nella tentazione di sacrificare il rapporto diretto col paziente e di degradare la relazione consulenziale, se saremo disposti a perdere il nostro unicum professionale a vantaggio di una maggiore snellezza distributiva, allora diventeremo sempre più dei logisti e sempre meno degli operatori sanitari. Esponendoci così alla competizione del mercato della logistica.
M c’è di più. In un contesto di distribuzione automatizzata a domicilio, che senso avrebbe la pianta organica? Quanti dipendenti di farmacia sopravviverebbero ad un drastico calo dei passaggi quotidiani nel presidio fisico?

Insomma, multinazionali e distributori globali vedono nel farmaco una grande opportunità, e di conseguenza fanno il loro gioco, come è normale e legittimo che sia.
Sorprende però che una parte non inconsistente delle farmacie italiane sia tentata dal fare lo stesso gioco. Un gioco per il quale non siamo e non saremo competitivi, e che ha già visto illustri sconfitti in altri settori economici.
Se vogliamo vincere la partita della nostra sopravvivenza, una sopravvivenza peraltro ricca di senso sociale, dobbiamo invece imporre il nostro gioco. Non è il gioco della comodità, ma quello della sicurezza sanitaria, della presenza territoriale, del rapporto personale col paziente, del valore aggiunto al Servizio Sanitario Nazionale.

Francesco Schito
Segretario Generale Assofarm
L’avvocato e professore genovese Massimiliano Cattapani, presidente delle Farmacie Genovesi S.r.l. (Società partecipata dal Comune di Genova che gestisce le farmacie comunali della città), oggi è stato nominato da Assofarm nuovo coordinatore regionale delle farmacie comunali Liguri.

L’associazione rappresenta a livello istituzionale e sindacale le aziende speciali, i consorzi, i servizi farmaceutici e le società che gestiscono le farmacie pubbliche. Assofarm è anche firmataria del regolamento recante norme “concernenti l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con le farmacie pubbliche e private”. Pertanto, nel settore, riveste un ruolo di primaria importanza al livello nazionale. La nomina è stata formalizzata presso il presidente della Regione Liguria (con delega alla Sanità) Giovanni Toti e presso le altre istituzioni locali. (Ligurianotizie.it)
Poco prima delle scorse vacanze natalizie la nostra Federazione ha siglato una convenzione col Gruppo Battistolli, soggetto leader a livello nazionale nel settore dei servizi ad alta tecnologia in ambito sicurezza e cash-management, dal 2013 presente nel settore farmacie anche con Sind Servizi srl.

L’accordo prevede l’erogazione di una serie di servizi di sicurezza a tariffe convenzionate per tutti gli associati Assofarm. “Le condizioni che Sind Servizi Srl e il Gruppo Battistolli hanno riservato ad Assofarm - dice Michele Marini, Sales & Marketing Manager del gruppo fiorentino - consentono, per le soluzioni di Security e Home Security, risparmi direttamente misurabili in termini di pricing reale del servizio e della gestione complessiva, di oltre il 15% rispetto a valori medi di mercato. Relativamente alle soluzioni di Cash Management, con l’adozione di Casseforti Intelligenti Top di Gamma, oltre al controllo in tempo reale degli incassi per singolo punto operativo, alla copertura assicurativa gratuita sul denaro ricoverato all’interno delle apparecchiature, e al costante monitoraggio funzionale che permette tempi di intervento rapidissimi, i servizi di ritiro denaro sono demandati ad un sistema previsionale che ordina lo svuotamento degli apparati solo quando necessario, consentendo il recupero diretto dei tradizionali servizi di trasporto valori con una riduzione fino al 30% del numero dei servizi e quindi dei costi ad essi associati”.
Sono quattro le tipologie di servizi compresi nell’accordo:
Servizi di cash management tradizionale e particolare, con utilizzo delle famose “casseforti intelligenti” fornite nella circostanza grazie alla forte collaborazione con Sind Servizi s.r.l., partner del Gruppo;
Servizio di ritiro e contazione valori presso le farmacie;
Servizi di sicurezza con sistemi di centralizzazione degli allarmi su Control Room presidiate h24 365/gg l’anno e di pronto intervento, sia per le farmacie, che a titolo personale per i loro gestori presso le abitazioni;
Eventuale fornitura degli impianti d’allarme, sia per le farmacie che per le abitazioni degli associati.
“E’ un importante accordo – dichiara il presidente Luigi Battistolli – che abbiamo fortemente voluto per offrire ad una realtà così importante, in un momento particolarmente delicato come quello che stiamo vivendo nel nostro Paese e che vede le farmacie protagoniste, una serie di servizi mirati all’incremento della loro sicurezza. La nostra presenza, di persona grazie ai nostri operatori non armati, alle nostre Guardie Giurate, o attraverso i nostri apparati tecnologici all’avanguardia, si pone l’obiettivo di garantire il massimo della tranquillità alle sedi farmaceutiche ed ai suoi operatori”
“È ormai pienamente percepibile la crescente considerazione goduta dalle farmacie comunali italiane presso il Governo e tutte le forze politiche presenti in Parlamento. La pandemia e, soprattutto, il contributo apportato dal nostro mondo per contrastarla, hanno offerto a tutti la possibilità di valutare appieno il potenziale sanitario delle farmacie, e la conversazione di questa mattina lo dimostra”: questo il primo commento del Presidente di Assofarm Venanzio Gizzi al termine dell’incontro avuto con il Sottosegretario di Stato alla Salute Sandra Zampa.

Durante l’incontro sono state affrontate tutte le principali problematiche che attraversano la farmacia italiana, dalla nuova remunerazione al rinnovo della convenzione, ma una particolare attenzione è stata rivolta al tema del Decreto ristori. “La Federazione è impegnatissima ad affermare il diritto delle farmacie a rientrare tra i soggetti che beneficeranno dei prossimi auspicabili aiuti– ha affermato il vice presidente di Assofarm Luca Pieri, anch’egli presente – riteniamo di meritare tale sostegno in ragione di un impegno mai venuto meno durante tutta l’emergenza, anche quando i nostri farmacisti non erano dotati di adeguate protezioni sanitarie”.
Il Sottosegretario Zampa ha sottolineato l’impegno profuso da tutte le farmacie italiane, rimarcando l’essenzialità del ruolo che hanno giocato nella risposta della sanità italiana al Covid-19 e ha accolto con attenzione le istanze illustrate da Assofarm.

In Piemonte i vaccini contro covid che richiedono temperature di conservazione a 2-8°C verranno distribuiti ai medici di famiglia dalle farmacie del territorio, che saranno anche autorizzate a vaccinare purché sotto la supervisione degli stessi mmg. E’ quanto prevede l’accordo siglato l’altro ieri dalla Regione con Federfarma e Assofarm, in vista del prossimo arrivo del vaccino di AstraZeneca. «Rimettiamo in pista il collaudato tandem farmacisti-medici di famiglia che in appena due mesi ha permesso di vaccinare quasi un milione di piemontesi contro l’influenza» ha commentato l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi  «è un sistema che ha dimostrato di funzionare bene e che sarà determinante anche contro covid, perché fa perno sulla capillarità delle farmacie nell’ambito della medicina territoriale».

Per quanto concerne la distribuzione dei vaccini ai mmg, le modalità pattuite sono quelle già utilizzate nella campagna antinfluenzale, con le farmacie che stoccheranno i vaccini e li distribuiranno ai medici su prenotazione. E per i compensi, riferisce Federfarma Piemonte, la Regione ha stanziato risorse per un milione di euro.

In aggiunta, poi, le farmacie potranno anche provvedere alla somministrazione dei vaccini, «sotto la supervisione di un medico». Per partire, però, sarà prima necessario attendere l’emanazione delle disposizioni attuative: requisiti strutturali, modalità organizzative, eventuali titoli formativi, competenze del medico supervisore eccetera. Al momento si sa solo che ogni somministrazione verrà retribuita alla farmacia 6,50 euro circa, la stessa quota riconosciuta ai medici.

«Anche in questa fase della pandemia la farmacia è parte integrante della filiera sanitaria» è il commento di Massimo Mana, presidente di Federfarma Piemonte. «Farmacie pubbliche e private collaborano con la Regione Piemonte per fornire un servizio fondamentale alla cittadinanza» aggiunge Mario Corrado, componente della Giunta nazionale di Assofarm «questo accordo ribadisce il ruolo della farmacia in un’ottica di tutela della salute». (fpress.it)

pubblichiamo di seguito l'intervista fatta al Presidente di Assofarm Venanzio Gizzi dal sito entilocali-online.it


Oggi, per la prima volta, in Sicilia si dà attuazione alla norma speciale di cui all’art.1-bis della Legge n. 475/1968, che consente ai Comuni di esercitare la prelazione sull’assegnazione di nuovi punti vendita di Farmacia in Stazioni, Aeroporti e Centri commerciali. E’ una buona notizia quella che arriva da Belpasso? Perché?

Si tratta di una buonissima notizia che va in controtendenza rispetto a quando avviene nel resto della Sicilia ed è invece in linea con quanto accade nel resto del Paese. Possiamo dire che questo è il primo risultato dell’importante iniziativa che fu condotta ad Enna: il Convegno delle Farmacie comunali siciliane, organizzato da Assofarm, Fonservizi, Ancrel e Centro Studi Area Sud, tenutosi un anno e mezzo fa ad Enna. E’ giusto sottolineare che si trattò di un evento di alto livello, sia per i temi che furono trattati che per la qualità degli interventi e dei relatori. In quella sede, tra le altre cose, fu lanciata l’idea di costituire una rete d’impresa tra le farmacie comunali. Si discusse del futuro delle farmacie comunali e soprattutto del ruolo strategico della farmacia pubblica quale primo presidio pubblico che tutela il diritto alla salute dei cittadini. Mi preme precisare che quando parliamo di farmacie pubbliche non dobbiamo pensare a dei punti vendita in cui vengono distribuiti dei “farmaci-prodotto”, bensì a veri e propri presidi sanitari che prendono in carico il paziente, lo seguono nel tempo e fanno rete con gli altri rami territoriali del sistema sanitario nazionale per fornirgli la migliore assistenza possibile.

Stando alla sua esperienza, che tipo di impatto hanno solitamente, sulla collettività e sul bilancio degli Enti, operazioni di questo tipo?

Le farmacie comunali in generale sono servizi pubblici essenziali che portano sempre economie ai Comuni. Oltre a creare lavoro e a svolgere, come detto, una importante funzione sociale a tutela della salute pubblica nel territorio, danno quindi utili alle Amministrazioni comunali che queste ultime possono, auspicabilmente, reinvestire nel sociale. Inserire questi presidi sanitari, al servizio delle Amministrazioni comunali, in contesti altamente frequentati come Stazioni, Aeroporti o centri commerciali rappresenta quindi una opportunità straordinaria per i Comuni.

Con riferimento allo stato di attuazione della norma in questione, qual è la situazione nelle altre Regioni?

In generale le farmacie pubbliche sono, in generale, molto presenti nel nord, moderatamente presenti nel centro e hanno invece poca storia nel sud Italia e, nello specifico, in Sicilia.

Quali sono le peculiarità delle farmacie comunali rispetto a quelle private e perché è importante non disperdere questo tipo di esperienze?

Le farmacie comunali sono nate i primi del ‘900. La prima, proprio nell’anno 1900, fu quella di Reggio Emilia. Il Comune di Reggio Emilia assunse la gestione e la proprietà del servizio farmaceutico perché la popolazione più bisognosa potesse beneficiare di visite mediche e della distribuzione gratuita dei medicinali. Reggio Emilia aveva allora 9000 persone iscritte nelle liste degli indigenti.

C’è dunque una sorta di funzione “sociale” storicamente insita nel Dna delle farmacie comunali, sebbene sia assolutamente indiscussa la straordinaria ed elevata professionalità di tutti i farmacisti in generale, indipendentemente dal fatto che prestino i propri servizi all’interno di farmacie pubbliche o private. In generale, la presenza di questi presidi pubblici tende a far innalzare il livello del servizio farmaceutico nelle aree interessate perché innesca una sana concorrenza con le farmacie private che va a beneficio dei cittadini e del territorio.

Farmacie e “Covid-19”: quale impatto? Qual è lo “stato di salute” del comparto?
Mi preme ricordare l’essenziale ruolo svolto dalle farmacie nel contesto emergenziale della pandemia. Le farmacie sono sempre rimaste aperte ed hanno svolto un compito fondamentale, quello della dispensazione del farmaco, esponendosi a rischi altissimi così come medici e infermieri. Un rischio che si è tradotto in un tristissimo bilancio di vite umane perse: 18 farmacisti, tra cui comunali, hanno perso la vita e credo che questo loro sacrificio renda doveroso inserire anche la categoria dei farmacisti tra quelli a cui sarà somministrato in prima battuta il vaccino. Per questo ho scritto al Commissario all’Emergenza Arcuri e al Ministro Speranza e stiamo monitorando attentamente l’evoluzione di queste decisioni.
La categoria potrebbe fare ancor più la differenza se si consentisse anche in Italia ai farmacisti, come già accade in diversi altri paesi nord europei, di somministrare direttamente i vaccini e i test sierologici ai cittadini. (www.entilocali-online.it)

Nella campagna vaccinale contro covid saranno coinvolte «anche le nostre farmacie, che potranno mettere a disposizione spazi e professionalità per rafforzare la nostra offerta vaccinale». Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nell’intervento con cui ieri ha illustrato alle Camere i contenuti del Dpcm approvato ieri sera dal Governo, che proroga lo stato di emergenza fino al 30 aprile, e ha fatto il punto sulla somministrazione del vaccino Comirnaty. «L’Italia è pronta a mettere in campo una squadra molto larga e forte» ha spiegato Speranza «con il prossimo ingresso di oltre 40 mila medici di medicina generale, circa 7.500 pediatri di libera scelta e i potenziali 15 mila professionisti reclutati con il bando del commissario straordinario (più le farmacie di cui s’è già detto, ndr».

Quanto agli obiettivi della campagna, ha ribadito il Ministro, «la priorità è quella di vaccinare il personale sanitario, le Rsa e le persone dagli ottant’anni in su, in totale 6 milioni di persone. Al termine di questa prima fase avremo raggiunto tre obiettivi molto importanti: mettere in sicurezza il nostro personale sanitario, che ha pagato un prezzo altissimo anche in termini di vite umane e che è la nostra prima linea di battaglia; mettere in sicurezza i nostri ospedali e le nostre Rsa; difendere i nostri anziani, che sono stati quelli più duramente colpiti in termini di vite umane».

Quanto alle forniture di vaccini, ha detto ancora Speranza, «riceviamo da Pfizer 470 mila dosi a settimana e da Moderna (l’azienda produttrice del vaccino approvato dall’Ema nei giorni scorsi, ndr) 1,3 milioni di dosi in tutto il primo trimestre». Il vaccino di AstraZeneca potrebbe avere il via libera dell’Ema il 29 gennaio «e sempre nel primo trimestre è attesa l’autorizzazione per il vaccino di Johnson & Johnson».

Intanto le prime 47mila dosi di Moderna sarebbero già in via di consegna ai centri vaccinali. Poste Italiane consegna alle Regioni i vaccini Moderna. Lo riferisce una nota della Conferenza delle Regioni, secondo la quale i primi lotti sarebbero partiti l’altro ieri dall’Istituto Superiore di Sanità verso Sicilia, Valle d’Aosta, Campania, Marche, Umbria, Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo e Veneto. A differenza del vaccino Pfizer, i flaconi di Moderna possono essere conservati dopo lo scongelamento (ma prima di essere aperti) a una temperatura di 2-8 gradi fino a un massimo di 30 giorni. La consegna ai centri regionali è stata affidata a corrieri di Poste Italiane-Sda, provvisti di furgoni attrezzati con celle frigorifere. (fpress)

“Un incontro molto positivo. L’Onorevole Morani ben conosceva il lavoro delle farmacie italiane nella lotta al Covid e si è dimostrata attenta e sensibile alle nostre riflessioni. Abbiamo la sensazione che da oggi il nostro mondo potrà ricevere più attenzioni dal Governo”: questo il primo commento del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi al termine dell’incontro a distanza tra i vertici della Federazione delle Farmacie Comunali italiane e il Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Alessia Morani.

Assofarm ha fortemente voluto questo incontro per “evidenziare una situazione quasi paradossale: nel momento storico in cui le farmacie hanno offerto un servizio insostituibile alle loro comunità locali, esse hanno visto peggiorare sensibilmente le loro condizioni economiche” continua il vice presidente di Assofarm Luca Pieri, presente all’incontro insieme al segretario generale Francesco Schito. “Le farmacie, infatti, svolgono si un servizio sanitario pubblico, ma sono anche soggetti di mercato, e pertanto esposti ai problemi che la maggior parte delle aziende locali stanno vivendo con la pandemia”.

La richiesta di Assofarm al Sottosegretario Morani è stata tanto chiara nella sostanza quando aperta nei contenuti: “Abbiamo espresso la speranza che i prossimi provvedimenti sul Decreto Ristori possano comprendere anche le farmacie private e pubbliche che versano in maggiori difficoltà – continua Gizzi – Si tratta di una richiesta che, come ha convenuto l’Onorevole Morani, è più che legittima e meritata dall’impregno profuso in questi mesi da tutti i farmacisti italiani”.
Al termine dell’incontro, il Sottosegretario Morani ha auspicato una riforma complessiva del settore e il rinnovo della Convenzione.

Un albero per ogni nuovo nato. È così che il Comune di Ponsacco diventerà più verde. 

Grazie alla collaborazione tra il Comune e Farmavaldera un nuovo albero verrà piantato per ogni bambino nato o adottato. 

Il Comune di Ponsacco e Farmavaldera SrL hanno deciso di cooperare per l’attuazione delle finalità richiamate dalla legge n.10 del 14 gennaio 2013, ovvero perseguire, attraverso la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e   la   protezione   del   suolo, il miglioramento della qualità dell'aria e la vivibilità degli insediamenti urbani.

A questo scopo hanno realizzato insieme il progetto “CRESCI CON ME”, tramite una convenzione triennale che formalizza un impegno concreto per il miglioramento del territorio con la piantumazione di circa 400 alberi in 3 anni, a partire da Gennaio 2021. 

Contemporaneamente prende forma il progetto del parco urbano che accoglierà i nuovi alberi con l’obiettivo di dare ulteriore respiro e fruibilità di spazi verdi alla città di Ponsacco. Un vero e proprio contenitore verde, integrato nel tessuto urbano, accessibile a tutti, sportivi, alunni, famiglie e anziani.

La collaborazione prevede da parte del Comune di Ponsacco la messa a punto di un progetto paesaggistico con la selezione delle specie arboree per ognuna delle aree interessate all’intervento, la piantumazione e la manutenzione dei nuovi alberi che saranno acquistati ogni anno da Farmavaldera in numero corrispondente ai bambini registrati all’anagrafe nell’anno di riferimento. 

E’ stata creata la pagina Facebook “Cresci con me”, con l’obiettivo di realizzare un canale di comunicazione informativo sullo stato di avanzamento del progetto, sulle iniziative che saranno programmate nel parco urbano e per la condivisione di foto e video a cura degli stessi cittadini.

Una apposita sezione del sito internet del Comune riporterà un rendiconto annuale degli alberi messi a dimora finalizzato anche alla stesura del bilancio arboreo di fine mandato.

Ci auguriamo che il progetto venga accolto con lo stesso entusiasmo con cui lo abbiamo ideato e che il parco urbano entri nelle consuetudini e nel cuore dei nuovi cittadini a cui è stato dedicato.  

Il Sindaco di Ponsacco Francesca Brogi

Il Presidente di Farmavaldera Simone Chiaverini

Lo scorso 27 gennaio una delegazione di Assofarm è stata ricevuta dal Presidente dei Senatori della Lega, Massimiliano Romeo, unitamente alla Vice Presidente della Commissione Sanità, Maria Cristina Cantù ed alla Senatrice Sonia Fregolent, Capogruppo dei Senatori della Lega in seno alla stessa Commissione.

Sono state affrontate le tematiche di attualità del settore della distribuzione finale del farmaco e, in particolare, si è discusso del ruolo di assoluta preminenza socio sanitaria acquisita dalle farmacie, durante la pandemia in corso.

È stato dato ampio riconoscimento alla funzione socio - sanitaria delle farmacie comunali e si è preso atto del fondamentale sostegno, di queste ultime, alla sostenibilità economica delle comunità locali.

Infine, è stato evidenziato il contributo che le farmacie italiane potranno fornire alla riuscita della campagna di vaccinazione anticovid auspicando, fin da subito, il loro coinvolgimento attivo nella programmazione che dovrà essere attuata da tutte le regioni.

L’incontro, ritenuto utile e importante dalla delegazione A.S.SO.FARM., consolida l’attenzione che storicamente la Lega ha da sempre avuto nei confronti del sistema comunale delle farmacie.

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