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La drammaticità di quest’anno giunto ormai al termine è stata certamente caratterizzata da neri cupi e bianchi illuminanti. I caratteri estremi di quanto accaduto da marzo ad oggi non può però distrarci ad oltranza da appuntamenti sanitari certo più strutturali, ma non per questo meno impellenti. 

I neri quotidiani delle immagini dei pronto soccorso, delle colonne militari nella notte, delle tante storie di sofferenza e morte che tutti noi abbiamo vissuto nei telegiornali o nella nostra vita personale.

Il bianco dell’impegno anch’esso quotidiano delle donne e degli uomini del nostro sistema sanitario, e di chiunque altro ha continuato il proprio lavoro in condizioni spesso proibitive. Tra questi, anche i farmacisti comunali e tutti lavoratori delle nostre associate. 


Una delle proposte che in questi mesi difficili abbiamo portato avanti con maggiore impegno è sicuramente stata l’estensione della pratica vaccinale al farmacista. Il tema, lo ricordiamo con orgoglio, è uno storico cavallo di battaglia di Assofarm, ma siamo lieti che il coronavirus abbia esteso il fronte dei suoi sostenitori. 

Lo abbiamo sostenuto tutti in occasione dell’antinfluenzale, ricevendo un certo interesse dalle Regioni ma un netto diniego dai medici. Lo abbiamo ribadito quando hanno iniziato a circolare le prime voci sul vaccino anticovid. Ma qualcosa di sostanziale si è mosso solo in occasione della Legge di Bilancio (che nei giorni in cui scriviamo è stata approvata alla Camera e ora passerà al Senato).

L’emendamento del Governo confluito nel testo contiene infatti la possibilità di somministrare vaccini in farmacia, pur “sotto la supervisione di medici assistiti da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato”.

Condividiamo appieno quanto affermato dall’autore dell’emendamento on. Marcello Gemmato, farmacista e deputato da tempo in forte sintonia con Assofarm: con questo atto legislativo “si inizierà a dare concretezza all’attuazione dei disposti della legge sulla farmacia dei servizi che prevede l’erogazione di prestazioni professionali ai cittadini anche da parte delle farmacie”.


Attenzione però, perché l’agenda sanitaria italiana non manca certo di vicende di tendenza opposta a quanto appena affermato.

Ultimo, in ordine di tempo, è sicuramente il taglio della spesa farmaceutica convenzionata, anch’essa contenuta nella manovra di Bilancio. Una misura che non può che aggravare le condizioni di quelle farmacie già oggi in stato di grave fragilità finanziaria. Una misura però che riconferma nei fatti una certa disattenzione del Governo nei confronti delle farmacie. 

Tra i neri e i bianchi si scorgono insomma anche dei grigi.


Dello stesso tono anche il silenzio sulla riforma della Remunerazione del Farmacista. La proposta portata avanti da farmacie private e pubbliche è ferma al Ministero della Salute. Su di essa grava il dubbio sempre più manifesto e diffuso che non vi siano le risorse richieste nel documento.

Se davvero siamo di fronte ad un vicolo cieco, converrebbe a tutti invertire subito la marcia e studiare quanto prima un piano B. Sarebbe assai imprudente non sfruttare al meglio una certa atmosfera riformatrice che da qualche mese sembra respirarsi negli ambienti della Sanità italiana.

Certo è che, se da un lato non è ancora chiaro quale potrebbe essere l’alternativa alla nostra attuale proposta, dall’altro dovrà necessariamente rimanere ferma la condizione di un maggiore investimento nella farmacia territoriale. E’ impossibile immaginare una Nuova Remunerazione a saldi invariati rispetto al passato.


In questo anno davvero non ordinario, l’impegno delle farmacie ha certamente raccolto un riconoscimento sul potenziale sanitario del proprio ruolo. C’è ancora molta strada da percorrere, ma è innegabile che qualche importante passo in avanti sia stato fatto. 

Non è così invece per il sistema di finanziamento di questo ruolo. Sistema che deve essere mosso da visioni lungimiranti e fare tesoro delle esperienze degli ultimi mesi.

Le “tirate a campare” di sistemi evidentemente inadeguati alle sfide e ai rischi del presente espongono il paese a rischi drammatici. I numeri, i numeri italiani, della pandemia di questo 2020 sono qui a dimostarcelo.


Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

Gentilissimi,

in questo momento storico in cui siamo ancora nel pieno dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e tante persone si trovano a fare i conti con la conseguente crisi economica che si sta trascinando dietro, siamo orgogliosi di comunicarvi che anche quest’anno i fondi che avete versato, hanno permesso di tenere aperto il “Dispensario Medico Farmaceutico” che continua a fornire assistenza medica, materiale sanitario e medicine gratuite. A voi va il nostro più sentito ringraziamento, per aver reso possibile tutto ciò.

Le difficoltà di ricevere cure mediche in Tamil Nadu, sono sempre più in aumento, ma gesti come il vostro non ci fanno perdere la speranza e ci spronano a continuare a fare del nostro meglio per aiutare. 

In allegato un report che descrive le attività del dispensario nel corso del 2020, da cui si evince anche e soprattutto il fondamentale servizio alla popolazione povera e disagiata in questo periodo di particolare necessità. 

Con riconoscenza,

Il Presidente 

Tullio Attilio Dariol

ll Comune di Belpasso pronto ad aprire la prima Farmacia pubblica della Regione Sicilia “ad alto transito” nel Centro commerciale Etnapolis Il Comune di Belpasso ci è riuscito ! Con un percorso veloce ed efficace, è riuscito, prima, ad ottenere in tempi quasi record l’autorizzazione regionale necessaria, e poi, a concludere il percorso utile all’apertura della Farmacia comunale all’interno del Centro commerciale Etnapolis, esercitando, come primo Comune del territorio siciliano, la norma speciale di cui all’art. 11, comma 1, lett. b), del Dl. n. 1/2012, convertito con Legge n. 27/2012, che consente ai Comuni di esercitare la prelazione sull’assegnazione di nuovi punti vendita di Farmacia in Stazioni, Aeroporti e Centri commerciali. 

Il grande lavoro del Sindaco di Belpasso, Daniele Motta, dell’Amministrazione comunale e degli Uffici amministrativi, è stato coadiuvato anche dal ns. Gruppo di lavoro, che si è dedicato ad affiancare gli attori citati nelle diverse fasi del procedimento poi portato felicemente a positiva conclusione.

Questa nuova e buona opportunità, che evidentemente ha già destato attenzioni ed interessi in alcuni degli altri Comuni siciliani che teoricamente potrebbero esercitare l’opzione per la prelazione pubblica all’apertura di nuovi punti vendita nelle strutture collocate nel proprio territorio cosiddette “ad alto transito”, produrrà benefici di bilancio e di opportunità di lavoro e di sviluppo all’intera comunità belpassese.

E tra l’altro, questo costituisce una ulteriore occasione per la costituzione e lo sviluppo di un “gruppo di rete Farmacie comunali”, insieme a quelle già esistenti e funzionamenti, che avrà come scopo, non solo le economie di scala possibile, bensì soprattutto il conseguimento della qualifica di “Società benefit”.

Congratulazioni ed auguri di buon lavoro al Sindaco Motta e a tutta l’Amministrazione comunale belpassese per l’importante iniziativa avviata. (fonte: Centro Studi Area Sud Srl)

Ancora numeri importanti quelli dell’utile di esercizio 2019 per le due farmacie comunali follonichesi, che, nonostante la pandemia da Covid e tutta una serie di restrizioni, anche in termini di prestazioni lavorative chiudono questo consuntivo con 210 mila euro netti.

Una contrazione rispetto allo scorso anno di circa 40mila euro anche in parte preventivata, in quanto la maggior parte della distribuzione dei presidi e degli alimenti speciali non è più prerogativa esclusiva della Farmacia Comunale ed inoltre la ripresa a pieno regime di una farmacia privata a Senzuno ha comportato una diminuzione fisiologica dei flussi e quindi degli introiti.

A fronte di tutto ciò l’utile netto delle farmacie comunali anche quest’anno è davvero un grande successo, soprattutto se si pensa che 178.629 euro di questo utile è destinato ad iniziative di utilità sociale.

“Il vero successo – dichiara il vice sindaco Andrea Pecorini con delega alle Farmacie Comunali– è dato dalla possibilità di investire questa importante cifra a progetti sociali e di welfare a favore di tutta la nostra cittadinanza, soprattutto a favore delle fasce più deboli. (Ilgiunco.net)

A documentarne il buono stato di salute concorrono due fattori: un utile netto di 61 mila Euro e un ampio ventaglio di iniziative a beneficio dei suoi clienti. Viaggia a suon di sorrisi l’Azienda farmaceutica municipalizzata di Busto Garolfo. La disamina di quanto compiuto e dei programmi per il triennio 2021-2023 cammina sulle parole del presidente Andrea Ceriotti.

“Prevediamo investimenti a livello conservativo – esordisce – per rinforzare la dotazione, si erano già fatti in precedenza acquisti di nuovi computer da banco e registratori di cassa, e per quanto concerne la politica delle vendite proseguiremmo con l’offerta a prezzi scontati di prodotti soft che hanno dato e daranno ampi vantaggi alla collettività. Proseguiremo poi con l’applicazione di una scontistica su un paniere di prodotti scelti periodicamente con agevolazioni per enti come scuole e associazioni del territorio”. Tra gli altri benefici di cui la Farmacia intende proseguire l’erogazione figurano anche la pesatura e la misurazione della pressione gratuita. Vendita, fornitura di servizi ma anche proposta di momenti di approfondimento per la prevenzione della salute. “Quest’anno – premette Ceriotti – non siamo purtroppo riusciti a organizzare per via del Covid le giornate gratuite di prevenzione che ci eravamo prefissati di fare ma è nostra intenzione riproporle , penso a iniziative per quanto riguarda a esempio l’osteoporosi e la pelle”.  L’azienda ha anche provveduto e provvederà a intensificare l’informazione a beneficio dei cittadini attraverso alcuni canali come Facebook , l’Informatore parrocchiale  e il sito “Garzone” attivato dall’amministrazione comunale. L’educazione sanitaria risbarcherà anche tra i banchi delle scuole perché, specifica ancora Ceriotti, “in collaborazione con l’amministrazione comunale riattiveremo iniziative di prevenzione e progetti per le scuole collaborando con il comune anche per problematiche specifiche”. L’organico dell’azienda è attualmente disposto da sei operatori e tre dottori. Soddisfazione per il servizio Cup che, precisa Ceriotti, “continua ad avere un buon funzionamento” . Non da ultimo, “qualora qualcuno si sentisse male improvvisamente, abbiamo predisposto una previsione a bilancio per dotarci di un collaboratore per eventuali situazioni di emergenza”. Una municipalizzata farmaceutica che prosegue il suo cammino con  la fierezza per quanto compiuto e la voglia di dilatare sempre di più il fronte dei suoi servizi per la cittadinanza. (ticinonotizie.it)

Il trend nazionale e il boom delle vendite online di farmaci rimane piuttosto stabile dopo una crescita esponenziale nei mesi iniziali del 2020. Le farmacie comunali di Cerveteri, in provincia di Roma, sono la conferma della bontà di quest’approccio ormai necessario per poter competere in un settore in continua evoluzione. Sono state le prime farmacie comunali italiane, attraverso la loro società di gestione Multiservizi Caerite, a credere nella vendita online. Un’intuizione che si rivela giusta poiché numeri e fatturato sono più che soddisfacenti.

A sei mesi dall’avvio della piattaforma farmaci.me, il bilancio conferma un andamento positivo del nuovo servizio offerto alla cittadinanza, con risultati piuttosto significativi avvalorati da un fatturato di circa 330mila euro.

La vendita online, in particolare, ha consentito l’ingresso in un mercato nuovo per la partecipata che gestisce le cinque farmacie comunali. L’e-commerce, in piena crisi sanitaria, ha prodotto risultati importanti, con oltre 3.400 ordini di nuovi clienti, la quasi totalità (il 99%) dei quali fuori dal territorio comunale di riferimento. Altro dato importante è che il 90% del fatturato è stato sottratto al mercato concorrenziale mentre solo il 10% è realizzato sulla base clienti già esistente.

“Con le nostre Farmacie – afferma l’amministratore unico di Multiservizi, Claudio Ricci – ci troviamo di fronte ad un mercato che era già in rapida evoluzione e che con la crisi innescata dalla pandemia vede travolti modelli di approccio al cliente che hanno resistito per decenni, ma che ora necessitano di una completa e radicale rivisitazione se non addirittura una loro totale riscrittura. Con un pizzico di fortuna, che però ha alla base l’intuizione ed una buona conoscenza del settore di riferimento, siamo riusciti ad anticipare un trend ormai non più arrestabile e che, nonostante alcune ma sempre più rare anacronistiche resistenze, è per l’Azienda un’opportunità che, se colta, potrebbe rappresentare un’enorme creazione di valore per la nostra comunità. È bene infatti ricordare che le nostre Farmacie sono pubbliche e quindi di tutti noi, senza alcuna distinzione; per cui benefici o perdite ricadono e ricadranno nel tempo sulla collettività. Raggiungere gli obiettivi non sarà facile ma è anche necessario osservare che non abbiamo altre possibilità che riuscire a vincere questa ennesima sfida”. (socialfarma.it)

Con un opportuno emendamento presentato alla Camera dei Deputati alla legge di bilancio, primo firmatario l'on. Marcello Gemmato, sono state individuate le farmacie pubbliche e private quali strumenti sanitari territoriali per procedere, così come avviene in numerosi Paesi Europei , alla vaccinazione della popolazione.

Tale emendamento , con alcune modifiche, è confluito in quello del Governo dove, all'interno del Piano Strategico Nazionale dei vaccini per la prevenzione delle infezioni da SARS-CoV-19 viene prevista, in via sperimentale per l'anno 2021, la somministrazione dei vaccini all'interno delle farmacie, con la supervisione dei medici assistiti da infermieri e personale sanitario.

“Si tratta di un primo passo concreto per l'attuazione della Farmacia dei Servizi - sostiene il Presidente di Assofarm , Venanzio Gizzi - che auspica un esito positivo della sperimentazione medesima, affinchè si proceda successivamente a stabilizzare la farmacia quale presidio sanitario di prossimità a favore dei cittadini per l'esecuzione delle vaccinazioni, in generale”

“Sarà necessario che le Istituzioni Sanitarie , previa trattativa con le organizzazioni sindacali delle farmacie, creino le condizioni per operare in merito, fornendo strumenti e risorse affinchè la sperimentazione abbia l'esito positivo auspicato” - continua il Presidente Gizzi.

“Il condivisibile obiettivo dell’emendamento governativo elaborato grazie alla meritoria iniziativa dell’On. Gemmato – conclude Gizzi – preconizza la farmacia del futuro che Assofarm auspica venga realizzata, valorizzando il ruolo e le funzioni del farmacista, quale operatore sanitario per cui, fra l'altro, abbiamo richiesto al Ministro della Salute che venga ricompreso all'interno delle categorie sanitarie a cui offrire i primi vaccini anti COVID19”.

Francesco Schito

Segretario Generale

Egregio Presidente,

Le scriviamo a nome dell’intero movimento delle Farmacie Comunali italiane, che in questi giorni sta accogliendo con entusiasmo e gratitudine la Sua comunicazione al Ministro della Salute Roberto Speranza nella quale chiede l’abilitazione delle Farmacie convenzionate all’effettuazione dei tamponi antigenici rapidi.

Come certamente saprà, fin dai primi momenti della crisi epidemica le oltre 1.600 Farmacie Comunali italiane hanno interpretato con coraggio il proprio ruolo sanitario e sociale. La  quasi totalità di esse ha sempre operato a serrande alzate nei diversi lockdown generali e locali, i nostri farmacisti hanno lavorato anche quando non erano dotati di tutti i presidi di sicurezza. Anche la nostra categoria ha avuto rilevanti casi di contagio e diverse vittime.

In più la nostra Federazione e le sue Associate hanno attivato fin da subito sistemi di dispensazione di farmaci al domicilio di anziani e malati cronici, e in moltissimi contesti locali sono state distribuite gratuitamente mascherine e gel igienizzanti alle fasce meno abbienti della popolazione locale.

Al fine di ridurre il rischio di contagio dovuto alla periodica necessità di recarsi presso le farmacie ospedaliere, tutte le nostre Associate hanno proposto una DPC non onerosa per le Asl, ottenendo il favore di diverse Amministrazioni Regionali.

Le Farmacie Comunali hanno insomma interpretato questa fase drammatica della storia del Paese come un’occasione per dimostrare il loro potenziale all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, mettendo a disposizione delle Istituzioni tanto il loro unicum professionale quanto la diffusa presenza territoriale. Una visione della Farmacia, signor Presidente, che ritroviamo nelle Sue parole e che ci auguriamo possano essere il viatico per future collaborazioni tra Farmacie Comunali e Regioni.

Venanzio Gizzi - presidente Assofarm

Luca Pieri - Vice presidente Assofarm

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