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Un albero per ogni nuovo nato. È così che il Comune di Ponsacco diventerà più verde. Grazie alla collaborazione tra il Comune e Farmavaldera un nuovo albero verrà piantato per ogni bambino nato o adottato. 

Il Comune di Ponsacco e Farmavaldera SrL hanno deciso di cooperare per l’attuazione delle finalità richiamate dalla legge n.10 del 14 gennaio 2013, ovvero perseguire, attraverso la valorizzazione dell'ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e   la   protezione   del   suolo, il miglioramento della qualità dell'aria e la vivibilità degli insediamenti urbani.

A questo scopo hanno realizzato insieme il progetto “CRESCI CON ME”, tramite una convenzione triennale che formalizza un impegno concreto per il miglioramento del territorio con la piantumazione di circa 400 alberi in 3 anni, a partire da Gennaio 2021. 

Contemporaneamente prende forma il progetto del parco urbano che accoglierà i nuovi alberi con l’obiettivo di dare ulteriore respiro e fruibilità di spazi verdi alla città di Ponsacco. Un vero e proprio contenitore verde, integrato nel tessuto urbano, accessibile a tutti, sportivi, alunni, famiglie e anziani.

La collaborazione prevede da parte del Comune di Ponsacco la messa a punto di un progetto paesaggistico con la selezione delle specie arboree per ognuna delle aree interessate all’intervento, la piantumazione e la manutenzione dei nuovi alberi che saranno acquistati ogni anno da Farmavaldera in numero corrispondente ai bambini registrati all’anagrafe nell’anno di riferimento. 

E’ stata creata la pagina Facebook “Cresci con me”, con l’obiettivo di realizzare un canale di comunicazione informativo sullo stato di avanzamento del progetto, sulle iniziative che saranno programmate nel parco urbano e per la condivisione di foto e video a cura degli stessi cittadini.

Una apposita sezione del sito internet del Comune riporterà un rendiconto annuale degli alberi messi a dimora finalizzato anche alla stesura del bilancio arboreo di fine mandato.

Ci auguriamo che il progetto venga accolto con lo stesso entusiasmo con cui lo abbiamo ideato e che il parco urbano entri nelle consuetudini e nel cuore dei nuovi cittadini a cui è stato dedicato.  

Il Sindaco di Ponsacco Francesca Brogi

Il Presidente di Farmavaldera Simone Chiaverini

Quando, nel luglio del 2017, lanciammo per primi in Italia la figura del farmacista di famiglia, mai avremmo immaginato che tale idea oggi, nel pieno della più grave crisi sanitaria della nostra storia, avrebbe goduto di tanta considerazione.


Poco più di tre anni fa tornammo da un incontro dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali UEFS arricchiti dall’esperienza belga, paese che dal 2010 è impegnato nello sviluppo di innovative metodologie di presa in carico e che nel 2017 ha creato il Farmacista di Riferimento, il cui rapporto sanitario coi pazienti cronici è del tutto simile a quello del medico di medicina generale. A quel tempo ne parlammo con entusiasmo nei nostri strumenti di comunicazione, il tema venne ripreso da qualche testata di settore, poi più nulla.


Più nulla fino all’arrivo del Covid-19 e al suo impatto devastante sul sistema ospedale-centrico della nostra sanità pubblica, creatosi un po’ in conseguenza dei tagli un po’ per pigrizia progettuale di chi la governa. Sulla spinta delle terribili immagini delle tende militari nei giardini degli ospedali e dei letti di terapia intensiva  nei corridoi dei reparti, nei dibattiti di esperti e politici si ritorna a parlare della vecchia sanità territoriale. Da lì al Parlamento il passo è breve, soprattutto in un momento come quello del primo lockdown, caratterizzato da un incessante susseguirsi di decreti a tema sanitario.

E’ proprio durante la votazione del famoso decreto Rilancio che, lo scorso giugno, viene presentato un emendamento nel quale per la prima volta si parla del farmacista di famiglia. La proposta allora non ebbe esito positivo ma una versione molto simile di quel testo la si ritrova in un nuovo emendamento al ddl di conversione del decreto Ristori.


In quest’ultimo documento, che vede l’onorevole Lannutti come primo firmatario, il farmacista di famiglia viene considerato “figura di riferimento per lo sviluppo e il potenziamento dei servizi territoriali” e per esso si prevede una remunerazione per quota capitaria a fronte di un massimale di pazienti presi in carico. Pazienti che avranno diritto a scegliere il proprio farmacista di famiglia. Proprio come avviene per i medici di medicina generale e proprio come avevamo proposto noi tre anni fa.


Non sappiamo se questo secondo tentativo avrà esito più fortunato del primo, ma è chiaro che stiamo assistendo ad un fermento francamente inusuale per il mondo della distribuzione del farmaco. Oggi l’insistente azione politica sul farmacista di famiglia, ieri altri emendamenti a sostegno delle farmacie rurali e delle farmacie presenti nei comuni con meno di tremila abitanti. Nei mesi scorsi l’apertura da più parti alla vaccinazione antinfluenzale in farmacia. Il tutto accompagnato da attestati di considerazione per le farmacie da parte di amministratori regionali. Tra questi, ultimi in ordine di tempo, si ricordano gli Assessori alla sanità del Lazio D’Amato e del Friuli Venezia Giulia Riccardi.

Non è certo questo il momento per poter capire se tutto ciò darà vita ad un vero e proprio periodo riformatore di cui il nostro settore ha vitale necessità ma che da anni stenta a partire. L’emergenza Covid rende facili i proclami e favorisce gli approcci radicali. La sanità italiana e le farmacie abbisognano però di cambiamenti strutturali, da realizzarsi con una convinzione che travalica le emozioni contingenti.

Certo è però che l’epidemia ha radicalmente mutato il modo in cui è considerata la farmacia territoriale: da ramo secondario e trascurabile del sistema, oggi siamo diventati una risposta ai problemi latenti che il Covid ha reso manifesti.

A noi il compito, non demandabile a nessun altro, di battere questo ferro caldo


Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

Prenotare farmaci, saltare la fila, avere la consegna a domicilio, chiedere consigli on line tramite whatsapp. Tutto questo è possibile grazie a FarmaCity App, l’applicazione delle farmacie comunali di Viareggio FarmaCity che permette di essere sempre in contatto con la propria farmacia ma soprattutto di accedere a servizi che, a maggior ragione in questo periodo, sono importanti per i cittadini.

Con pochi semplici click è possibile scaricare l’app sul proprio smartphone e iniziare a navigare fra le offerte delle farmacie comunali.

Come si accede: per prima cosa è necessario scaricare l’App Pharmaqui. Una volta fatto va inserito il codice di accesso legato alle farmacie comunali di Viareggio, 00197946, oppure si può inquadrare con la videocamera dello smatphone il quarcode identificativo che si trova sia sul sito di iCare (sezione farmacie) sia su “Parole di salute” il freepress informativo delle farmacie comunali. 

Con FarmaCity APP è possibile prenotare parafarmaci o farmaci, ovviamente tramite la ricetta elettronica, ma anche rimanere informati sulle novità, sulle offerte e sulle campagne screening: si può inoltre accedere al numero whatsapp per avere consulenze e videoconsulenze su prenotazione.

Ma soprattutto con la App si può usufruire del servizio “prenota e ritira” in modo da evitare le file e sostare il meno possibile all’interno delle farmacie ma anche accedere alla consegna a domicilio eseguito direttamente dal personale FarmaCity che si presenterà sempre riconoscibile dal tesserino identificativo rispettando privacy e modalità di conservazione dei prodotti al costo promozionale di 5euro e gratuito per le spese sopra i 20euro.

E’ stata subito accolta dal sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini la richiesta di aiuto lanciata dal suo omologo di San Severino Rosa Piermattei, relativamente alla carenza di presidi di contenimento epidemiologico per la casa di riposo comunale “Lazzarelli” nella quale è scoppiato un focolaio di Covid che ha contagiato ospiti e personale socio-sanitario.

Così, nel pomeriggio di mercoledì, in forza delle scorte in carico alle farmacie comunali, Piemattei ha ricevuto dalla mani del presidente dell’azienda municipalizzata potentina Mario Properzi un quantitativo di circa 3.500 mascherine Ffp2. All’incontro avvenuto presso il Palazzo del Municipio potentino erano presenti anche l’assessore Marco Mazzoni e Tartabini, che ha ribadito alla sua collega settempedana la disponibilità ad ulteriori aiuti. (viverecivitanova.it)

Una giornata per sensibilizzare sui diritti dell’infanzia e per aiutare bambini in situazioni di povertà sanitaria. Le Farmacie Comunali di Arezzo tornano ad ospitare il tradizionale appuntamento annuale “In farmacia per i bambini” che, venerdì 20 novembre, ha proposto una raccolta solidale di prodotti per neonati e di farmaci da banco ad utilizzo pediatrico che saranno interamente consegnati all’istituto Thevenin. L’iniziativa sarà ospitata dalla farmacia “Campo di Marte”, dalla farmacia “Giotto”, dalla farmacia “Fiorentina” e dalla farmacia “Mecenate”, con i clienti che potranno liberamente donare una serie di prodotti a sostegno dei bisogni dello storico istituto cittadino che spaziano tra alimenti per l’infanzia, termometri, pannolini, garze, cerotti o biberon.

L’iniziativa, inserita nell’ambito della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e promossa dalla Fondazione Francesca Rava, sarà svolta nel rispetto delle misure per la prevenzione del contagio da Covid19 e si svolgerà capillarmente nelle farmacie di tutta Italia che, nella stessa giornata, attiveranno questa raccolta orientata a portare un contributo concreto ad associazioni, enti e altre realtà impegnate nel sociale. Le Farmacie Comunali di Arezzo aderiscono a “In farmacia per i bambini” ininterrottamente dal 2014 e, fin dal primo momento, hanno scelto di orientare il loro impegno verso il Thevenin per sostenerne l’importante azione quotidiana nell’ospitalità e nella tutela di minori e donne in situazioni di disagio. (arezzonotizie.it)

Creme idratanti e antiossidanti per il viso in dono agli operatori del Santa Maria Nuova. È il regalo che l’azienda Fcr (Farmacie Comunali Riunite) ha fatto al reparto di Malattie Infettive dell’ospedale reggano.

In apparenza potrebbe sembrare un dono superfluo, ma basta indossare correttamente la mascherina per qualche ora, senza mai togliersela, per capire che così non è. L’idea di donare all’ospedale degli unguenti idratanti e antiossidanti per il viso destinati al personale del reparto, infatti, è venuta sapendo che i dispositivi di protezione individuale indossati per diverse ore possono di frequente causare qualche problema alla pelle.

«Un piccolo presente alla squadra da parte del consiglio di amministrazione e dei dipendenti di Fcr – scrivono dall’azienda – in segno di gratitudine e profonda stima per tutto quello che state facendo per noi». Il regalo è stato molto apprezzato, a dimostrazione che dietro camici, mascherine, visiere e occhiali, ci sono prima di tutto uomini e donne.

«Il direttore della struttura complessa di Malattie Infettive Marco Massari e la direzione generale dell’Ausl Irccs di Reggio Emilia – rispondono infatti colmi di gioia dall’ospedale – ringraziano di cuore Fcr per la sensibilità dimostrata con questo gesto di apprezzamento nei confronti dell’impegno degli operatori sanitari nel corso di questo difficile periodo di emergenza epidemica». (Gazzettadireggio.gelocal.it)

Prosegue la distribuzione delle mascherine gratuite fornite al Comune di Pisa dalla Regione Toscana. Saranno nuovamente attivi gli 11 punti di distribuzione. «Nella prima settimana abbiamo distribuito oltre 100 mila mascherine a più di 20 mila persone – spiega il Sindaco di Pisa Michele Conti –, cioè a tutti coloro che si sono presentati nei punti di distribuzione allestiti a Pisa con l'aiuto delle associazioni di volontariato e le Farmacie Comunali. La distribuzione coordinata dalla Protezione Civile Comunale riprenderà da lunedì, per chi non le ha ancora ritirate, con le stesse modalità e orari. Desidero ringraziare di cuore tutto il mondo del volontariato, che si è dimostrato prezioso e insostituibile anche in questa occasione». E’ prevista la consegna di 5 mascherine chirurgiche per ogni tessera sanitaria presentata da residenti, domiciliati o studenti universitari. I volontari incaricati del servizio, che saranno presenti al momento delle consegna, annoteranno in un documento informatico condiviso il codice fiscale della persona che ritira la mascherina, per garantire l’approvvigionamento a tutti i cittadini. Una volta ritirate le mascherine gratuite assegnate non sarà possibile ripetere l’operazione in nessuno dei punti di distribuzione sul territorio. Le mascherine saranno consegnate ai cittadini in buste alimentari confezionate dal personale incaricato che avrà cura di igienizzarsi frequentemente le mani durante le operazioni. (gonews.it)

Il 2019 è stato un anno turbolento per le otto Farmacie Comunali genovesi, eppure, superato il baratro di una paventata cessione quello stesso anno è stato anche quello della rinascita. Il 2020, poi, si sta confermando come quello della seconda giovinezza.

Sì perché se la delibera di vendita delle farmacie comunali, elaborata dopo mesi di trattative con i sindacati e l’applicazione di una clausola di garanzia occupazionale, è stata annientata dal fatto che nessun privato ha voluto acquisire la società (la gara è andata deserta), la governance e i responsabili hanno cambiato marcia e, diciamo, dalla terza sono passati alla quinta.

Il passato, il presente e in parte il futuro delle Farmacie Comunali genovesi sono stati al centro della commissione consiliare che si è svolta oggi in video conferenza. Una discussione durata un paio d’ore e che però non ha portato una risposta alla domanda principale: la vendita è scongiurata per sempre oppure no? . La domanda è stata posta da alcuni consiglieri ma né l’assessore Matteo Campora (rappresentante dell’azionista Comune) né l’amministratore unico Massimiliano Cattapani hanno affrontato la questione.

In effetti, pensare a una vendita oggi, sarebbe un peccato. Perché la partecipata è in attivo e funziona. In questi ultimi due anni meglio che mai anche in forza di alcuni alleggerimenti gestionali. Il risultato di esercizio nel 2019 è stato di circa 194 mila euro. Nel 2018 era stato di 37 mila euro, quello precedente 58 mila. “Siamo in linea con il budget 2020 – continua Cattapani – che prevedeva un risultato economico anche maggiore rispetto al 2019, e posso dire che l’obbiettivo sarà conseguito anche in questo esercizio, l’utile netto sarà superiore rispetto a quello dell’anno scorso”.(genova24.it)

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