Newsletter Assofarm

Abbiamo 145 visitatori e nessun utente online

Con l’emergenza sanitaria ancora in corso, aiutare gli altri diventa sempre più una necessità. Farmacisti in Aiuto, tra i suoi tanti progetti, ha coinvolto alcune farmacie sul territorio di Fiumicino, come la Farmacia della Stazione a Maccarese e la Farmacia Spada di Fregene, in una raccolta fondi destinata ai più bisognosi.

In particolare, in queste farmacie è presente un salvadanaio dove vengono raccolti i soldi che la gente decide di donare in beneficenza. Tale denaro è destinato al progetto “Fondo di Solidarietà”, che ha l’obbiettivo di ripartire proprio dal territorio del Comune di Fiumicino per sostenere famiglie che si trovano in un momento di difficoltà: fare la spesa, sostenere le spese scolastiche di un figlio,  pagare una visita medica o dentistica sono piccoli, grandi, ostacoli della quotidianità che diventano fin troppo spesso “insormontabili”, fino a trasformarsi in una fonte di preoccupazione e di forte disagio nella sfera personale ma anche relazionale.

Con il “Fondo di Solidarietà” si cerca di dare una speranza per superare tutti questi ostacoli. Basta versare una piccola offerta, negli appositi salvadanai posti nelle farmacie.

L’iniziativa vuole essere la risposta ad una crescente vulnerabilità sociale di alcuni cittadini del territorio in cui la nostra Onlus opera e si suddivide in tre sotto-progetti:

  • Spesa solidale – da destinare all’acquisto di beni di prima necessità e, genericamente, “fare la spesa” all’interno di supermercati convenzionati.
  • Scuola solidale – da destinare all’acquisto di materiale scolastico per studenti di tutti gli ordini e gradi, quali libri di testo, vocabolari, cancelleria, zaino, altro materiale necessario.
  • Ticket solidale – da destinare all’acquisto di voucher per effettuare visite mediche specialistiche o esami clinici urgenti presso presidi sanitari con cui abbiamo avviato un partenariato.

I volontari di Farmacisti in Aiuto si occuperanno di raccogliere le necessità dei potenziali beneficiari, valutare le richieste, acquistare il materiale e consegnarlo.

 “Siamo orgogliosi delle tante persone che, con un piccolo gesto, decidono di sostenere il nostro progetto – dichiara Tullio Dariol, presidente di Farmacisti in Aiuto -.  Abbiamo tanti obiettivi futuri: vogliamo ampliare il numero di beneficiari, estendere “Spesa Solidale”, “Ticket Solidale” e “Scuola Solidale” ad altri servizi, instaurare Partnership e convenzioni con realtà locali, istituzioni, imprese e non solo. Tutto questo per dare una speranza a chi ne ha più bisogno”.

In questo periodo riparte la campagna per il 5×1000, che consente ai contribuenti di destinare una parte delle imposte dell’IRPEF a favore delle ONLUS come Farmacisti in aiuto. In sede di dichiarazione dei redditi, basterà inserire il Codice Fiscale 97427160581 per contribuire in prima persona a realizzare molti progetti solidali.
Per avere ulteriori informazioni, contribuire o sostenere in altro modo i nostri progetti vi invitiamo a visitare il nostro sito www.farmacistiinaiuto.org, la nostra pagina Facebook /FarmacistiinaiutoOnlus , la nostra pagina sul quotidiano online “Il Faro” ,a contattarci via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ';document.getElementById('cloak26603ae144ba6bfa4a513485708baf87').innerHTML += ''+addy_text26603ae144ba6bfa4a513485708baf87+'<\/a>'; oppure contattare la nostra segreteria al 346-4360567.

Attraverso il proprio profilo facebook, il sindaco di Spigno Saturnia, Salvatore Vento, ha reso noto quanto comunicatogli dalla Asl di Latina, e cioè: “L’Azienda Sanitaria Locale mi ha appena comunicato la positività di un nostro concittadino, già in quarantena fiduciaria. La stessa ASL, di concerto con le autorità, sta lavorando all’indagine epidemiologica prevista in questi casi. Siamo prudenti, non facciamoci prendere dal panico e mandiamo tutti un grande in bocca al lupo di pronta guarigione al nostro concittadino”.

Il concittadino in questione lavora nella farmacia comunale. Proprio per questo motivo il locale è stato chiuso per essere sottoposto a sanificazione.

Come scritto dal sindaco, tutte le procedure da adottare in questi frangenti sono state avviate. Facile pensare che, vista l’importanza che l’attività riveste per tutta la cittadinanza, la chiusura verrà revocata nel minore tempo possibile. (latinaquotidiano.it)

Un corredo gratuito composto da oggetti utili come pannolini, detergenti, creme idratanti e garze oculari per 154 neonati lissonesi, assieme ad alcuni buoni-sconto e a materiale informativo per i genitori di bimbi appena venuti al mondo.

In queste settimane il Comune ha inviato a 154 famiglie residenti in città altrettante lettere per invitarle a ritirare gratis in una delle 4 farmacie comunali di Lissone a marchio Lloyds il pacco-dono per i nuovi nati realizzato nell’ambito del progetto “Benvenuti nella casa delle coccole”, promosso da Amministrazione, Admenta-Lloyds Farmacie e agenzia Energie Sociali Jesurum Lab.

Finora gli inviti sono stati spediti a casa dei bambini nati tra l’1 marzo e il 28 luglio; da qui in avanti, con cadenza bimestrale, toccherà alle famiglie che hanno avuto un figlio nei mesi successivi di quest’anno.

Il kit vuol essere una sorta di benvenuto ai bimbi nella comunità locale. Ogni anno a Lissone nascono circa 400 bambini.
(ilgiiorno.it)

Csp ha registrato un notevole miglioramento della gestione nel settore delle farmacie comunali. I ricavi dei primi otto mesi del 2020 sono stati pari ad euro 1.781.097. I ricavi dello stesso periodo del 2019 si erano fermati ad euro 1.383.678.

“L’incremento del fatturato è stato quindi pari a circa 400.000 euro in più, pari ad un incremento del 33% dei ricavi complessivi in un anno” – afferma la Civitavecchia Servizi Pubblici Srl.

Tale ottimo risultato va valutato anche alla luce del contenimento dei costi di produzione, ridotti di circa 80.000 euro. I responsabili del piano di rilancio delle farmacie hanno quindi perfettamente rispettato la tabella di marcia che si erano imposti ad inizio anno, che prevedeva una inversione dei risultati della gestione (negativi fino allo scorso anno) in ventiquattro mesi.

Più in particolare, il piano prevedeva un riequilibrio della gestione nel 2020, mentre i responsabili prevedevano un margine positivo di contribuzione a partire dal primo semestre 2021. Visti però gli attuali risultati, se i dati dei primi otto mesi del 2020 venissero confermati nell’ultima parte dell’anno, il servizio potrebbe raggiungere un utile di esercizio già a cavallo tra la fine del 2020 ed inizio 2021.

Va considerato inoltre che sono già al vaglio degli amministratori le iniziative per il potenziamento di alcune farmacie, attualmente più in difficoltà. Tra pochi giorni verrà presentata una iniziativa di collaborazione con il canile municipale. Mentre iniziative più strutturate e di impatto economico estremamente più significativo sono già state definite dai responsabili aziendali e sottoposte all’attenzione del Cda.

Il lavoro da compiere è ancora lungo. La prossima “sfida” è quella di valutare l’eventuale attivazione di progetti innovativi a favore di particolari fasce di cittadini. Tali iniziative potrebbero rivoluzionare il concetto stesso di farmacia comunale, garantendo al contempo servizi innovativi e particolarmente preziosi soprattutto per le fasce di utenti più deboli. Sarà cura della CSP illustrarne i contenuti già nelle prossime settimane.

La Csp intende comunque ringraziare i Direttori delle Farmacie e tutti gli addetti che, in un momento di grande difficoltà, hanno dimostrato professionalità e serietà, ed hanno permesso un miglioramento significativo della qualità dei servizi resi nonché del risultato economico del servizio.

L’Azienda ringrazia anche i Signori utenti che sempre più numerosi si rivolgono alle nostre farmacie. Csp rimane al loro servizio con rinnovato entusiasmo e garantendo maggiore impegno per il futuro”. (ilfaroonline.it)

La farmacia comunale n. 5, nel quartiere Risorgimento, è stata certificata come "farmacia oncologica", riconoscimento conferito da Certiquality di Milano. Ieri l’inaugurazione ufficiale alla presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica, gli assessori Barbara Capponi e Pierpaolo Borroni, Massimo Belvederesi, presidente dell’azienda Atac che gestisce il servizio farmaceutico, il cda al completo e la dottoressa Alice Senesi, la farmacista che ha seguito il percorso di formazione. Sarà attiva tutti i martedì dalle 10 alle 12 e i giovedì dalle 16.30 alle 18.30. In caso di urgenza e dove il farmacista specializzato sia presente, il paziente viene immediatamente preso in carico. "È un ulteriore servizio che l’azienda mette a disposizione della comunità – commenta Massimo Belvederesi –, il tutto in modo gratuito". Stesso concetto viene ribadito dal sindaco con una sottolineatura particolare. "Appena qualche anno fa si parlava di cedere uno o due punti farmaceutici indebolendo così l’azienda, noi, invece, per essere sempre più vicini alla gente, la rafforziamo con altre specializzazioni oltre a quella veterinaria (farmacia n. 3), la telematica (nella 5) e la telemedicina (nella numero 1)".

Il ruolo del servizio oncologico, gestito da Alice Senesi, sarà quello di dare un supporto al paziente e alla sua famiglia, sia in termini psicologici (consigli e suggerimenti vari) sia in termini di alimentazione, estetica ed in genere nella gestione della malattia, nei casi in cui essa determini nel paziente stesso mutamenti traumatici, come caduta di capelli, arrossamenti cutanei, infiammazioni, pruriti, nausee, inappetenze, e così via a causa delle terapie solitamente pesanti. "Il farmacista – spiega Alice Senesi – in questi casi può dare indicazioni e suggerimenti nutrizionali, indicare integratori specifici in modo da supplire ad eventuali carenze alimentari". La farmacia oncologica non sostituisce, naturalmente, il ruolo del medico oncologo che è figura centrale nel percorso terapeutico, ma sarà a lui complementare oltre che punto fisso di riferimento per i cittadini e tutto il territorio.
(ilrestodelcarlino.it)

Dobbiamo ammettere che stiamo scrivendo questo editoriale in uno stato d’animo negativo. Non è la prima volta che il nostro impegno, anche quando supportati da  numeri proiezioni oggettivamente valide, riceve una marcata disattenzione da chi ci sta di fronte. Questa volta però, ad essere sono due cose: la gravità della situazione e il valore dei nostri compagni di viaggio.

Stiamo ovviamente parlando del grande tema sanitario delle ultime settimane, la possibilità di estendere ai farmacisti la somministrazione del vaccino antinfluenzale.

La proposta, partita dai soli farmacisti, ha via via convinto esperti e istituzioni. Ultima, in ordine di tempo, la Regione Lazio, che qualche giorno fa ha formalmente chiesto un parere al riguardo al Comitato Tecnico Scientifico. Lo ha fatto con una motivazione molto convincente: dal momento che è la regione che dispone del più alto numero di dosi (2,5 milioni), desidera che nemmeno un vaccino vada inutilizzato, e per questo sarebbe allo studio un piano di somministrazione che coinvolge almeno 400 farmacie su tutto il territorio laziale.

Motivazione convincente perché basata sulla realtà di un presente potenzialmente drammatico. Dobbiamo ridurre ad ogni costo la concomitanza di un’epidemia influenzale con la ripresa espansiva del Covid-19.

Se la Regione Lazio riceverà parere negativo e se tale posizione sarà sostanzialmente estesa a tutto il Paese, ancora una volta avrà prevalso il formalismo corporativo sulla realistica tensione all’obiettivo finale.

Da quando è stata lanciata l’idea della vaccinazione antiflu in farmacia, buona parte della classe medica italiana ha reagito come se il Paese non fosse attraversato da un’emergenza sanitaria senza eguali.  Di fronte a numeri che dimostrano come la sola rete dei medici di medicina generale non potrà reggere l’impatto di una vaccinazione di massa da realizzarsi in poche settimane, di fronte a proiezioni grigie sulle conseguenze economiche di un numero eccessivo di lavoratori influenzati, troppe sigle sindacali hanno lapidariamente ripetuto ad oltranza che la vaccinazione è un atto medico. Punto e basta.

Ad essere criticabile non è la posizione in sé, ma il fatto che essa sia rimarcata oggi, senza tener conto del contesto drammaticamente inedito e gravido di conseguenze insopportabili per il nostro sistema sanitario.

Nel frattempo altrove hanno maturato diverse conclusioni. Di fronte ad una situazione di contagi ben peggiore della nostra, con lockdown parziali un po' ovunque nel paese, nel Regno Unito le farmacie dispenseranno vaccini antinfluenzali dopo una breve ma evidentemente adeguata formazione dei farmacisti e la predisposizione di un’area interna dotata di pratiche tendine per la privacy del paziente. “I pazienti al primo posto” sembra che sia stata la risposta dei medici inglesi, mentre tra l’altro le autorità sanitarie stanno predisponendo sistemi di scambio dei dati sanitari tra le diverse categorie professionali.

Questa è la tensione all’obiettivo di cui parlavamo poc’anzi: la capacità di smontare i propri schemi ordinari e affrontare un contesto straordinario, rinunciando a tutto ciò che non è indispensabile.

E in questa faccenda sono solo due le cose indispensabili: la sicurezza del paziente durante la vaccinazione, la necessità di vaccinare quante più persone possibile. Salvo proposte alternative, al momento non pervenute, formazione dei farmacisti e farmacie sono le condizioni più facilmente affrontabili per realizzare il tutto.

Oltre al  realismo, l’altro grande assente di questa storia è l’opinione pubblica. Il tema ha dominato la stampa di settore, ma raramente è arrivato ai grandi media.

C’è davvero da domandarsi se il cittadino comune sia a conoscenza del problema, o se tra qualche settimana succederà come per le mascherine, un’improvvisa caccia al pezzo raro nell’angoscia di rimanere senza difese adeguate.

Il tema della comunicazione al cittadino è ancora troppo spesso dimenticato. Assofarm intende colmare questo vuoto avviando specifiche campagne di comunicazione online sfruttando le principali potenzialità di questo canale, dalla straordinaria capacità di selezione dei pubblici al coinvolgimento interattivo di questi ultimi.

Noi non crediamo che internet sia veicolo di sola disinformazione e marketing aggressivo. È popolato ogni giorno di milioni di persone attente e impegnate in ricerche informative riguardanti la loro vita di tutti i giorni. Tra queste ricerche, i dati lo dimostrano, la salute personale e i diritti sanitari sono tra i temi più presenti.

Se tutti noi ci fossimo maggiormente impegnati a diffondere le nostre ragioni anche su questi canali di comunicazione, è probabile che oggi il fronte del farmacista vaccinatore avrebbe avuto un alleato in più, quel cittadino in nome del quale esistiamo nei nostri territori.

Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

E’ accaduto lo scorso 4 settembre alla Farmacia Comunale 3 di Campobasso, quando la direttrice Maria Carmela Di Stefano si è trovata di fronte un uomo in gravi condizioni di salute. Due punture di calabrone gli avevano causato una forte vasodilatazione, pressione bassissima, perdita della vista, crescente difficoltà respiratoria. Ad una prima immediata telefonata al Pronto Soccorso ne è seguita un’altra dopo pochi minuti, ma tutte le ambulanze cittadine erano impegnate e la prima disponibile stava coprendo 35 chilometri di distanza.

“A quel punto che ho capito che non potevamo attendere i medici e ho deciso di intervenire – continua la dottoressa Di Stefano – Gli ho somministrato un farmaco a base di cortisone antistaminico e nel giro di pochi minuti la persona ha iniziato a respirare meglio. Quando poi è arrivato il medico, ha confermato la correttezza di quanto ho fatto”.

Nelle ore successive il paziente è rimasto in osservazione, ma le sue condizioni sono subito apparse non preoccupanti ed è stato dimesso in giornata.


Riportando alla dottoressa Di Stefano i complimenti da parte di tutte le Farmacie Comunali italiane, per il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi  la vicenda “conferma non solo l’ottima preparazione tecnica del nostro personale, ma suggerisce anche qualcosa di più. I cittadini hanno integrato le farmacie nel sistema sanitario nazionale molto più di quanto hanno fatto le istituzioni. Le persone considerano le farmacie come un luogo sicuro e affidabile, e non indugiano a servirsene quando ne hanno necessità. Nessuno vuole sostituirsi ai Pronto Soccorso. Riteniamo però che quanto accaduto a Campobasso debba far riflettere sul potenziale professionale dei farmacisti e sul ruolo di prossimità territoriale che la farmacia può giocare nelle strategie sanitarie territoriali”.

Newsletter Notiziario 170