Newsletter Assofarm

Abbiamo 130 visitatori e nessun utente online

Con ogni probabilità il tema che dominerà il dibattito socio-emergenziale delle prossime settimane sarà quello del vaccino antinfluenzale. Scienziati, politici e osservatori sono tutti d’accordo sulla necessità di estendere quanto più possibile la sua copertura presso la popolazione italiana. Ma saremo pronti a questo obiettivo? E le criticità che potrebbero emergere, cosa possono insegnarci?


Di fronti ad un Covid-19 in larghissima parte ancora sconosciuto, il vaccino antinfluenzale può certamente fare la sua parte, riducendo di molto i rischi di indebolimento in soggetti a rischio, e soprattutto a livello epidemiologico evitando di confondere i primi sintomi influenzali con un’insorgenza Coronavirus. Per non parlare poi che l’avere meno  malati e ricoverati per influenza lascerebbe medici e ospedali più liberi di concentrarsi sui pazienti Covid.

Tutte queste opportunità potrebbero rimanere sulla sola carta se le istituzioni sanitarie del Paese non riuscissero a dotarsi di un numero sufficiente di dosi per ottenere una copertura quantomeno dei segmenti di popolazione che per età e condizioni di salute presentano rischi di alto e medio valore.

Non è infatti detto che le poche aziende produttrici dei vaccini possano assicurare adeguati volumi di prodotto, soprattutto ai prezzi di acquisto imposti dallo Stato Italiano.

E poi, ammesso e non concesso che questi milioni di dosi venissero effettivamente reperite, come somministrarle in poche settimane? Impensabile che ambulatori ospedalieri e medici di medicina generale possano farlo in tempo utile.


E’ a questo punto della sfida che ci permettiamo di entrare in campo noi farmacie territoriali.

E’ da anni che si dibatte sull’opportunità di coinvolgere i farmacisti nella somministrazione del vaccino antinfluenzale, senza mai superare l’opposizione degli ambienti medici.

Nel frattempo, solo lo scorso anno le farmacie italiane hanno distribuito oltre 850.000 dosi a pagamento di vaccino per i non rientranti nelle categorie di cittadini a rischio. E soprattutto una recente ricerca della Federazione Farmaceutica Internazionale dimostra come negli ultimi quattro anni i paesi che autorizzano la vaccinazione in farmacia contro gli agenti patogeni più diffusi sono passati da 20 a 36. Oggi, in tutto il mondo, quasi 1,8 miliardi di persone hanno la possibilità di rivolgersi alla loro farmacia di fiducia per proteggersi contro le principali malattie infettive. 

Paesi come Portogallo, Francia, Svizzera, Norvegia e Svezia considerano la vaccinazione in farmacia una pratica non pericolosa per la salute del cittadino. Francamente non comprendiamo perché da noi, dopo un’adeguata formazione dei nostri professionisti, debba esserlo.


Il nostro sistema tutto sommato ha retto per il semplice fatto che non avevamo mai dovuto affrontare un’epidemia da oltre 35.000 decessi. E in questo fatto sta l’insegnamento che dovremmo raccogliere dalla vicenda. Se davvero non raggiungeremo la capacità somministrativa che il paese richiede, dovremmo tutti riflettere sulla poca lungimiranza e poca prudenza che hanno guidato le politiche sanitarie del recente passato.


La programmazione sanitaria di un paese socialmente ed economicamente tra i più avanzati al mondo non può essere incagliata da pregiudizi ideologici e da piccole difese di potere che limitano il potenziale sanitario di alcune professioni a vantaggio di altre.

La pratica ormai consolidata di molti paesi dimostra come il farmacista possa somministrare vaccini in totale sicurezza. Liberare i medici di medicina generale da questo impegno non significherebbe sminuire il loro ruolo nel SSN, ma anzi lo accrescerebbe, perché permetterebbe loro di concentrare i carichi di lavoro giornalieri su patologie e situazioni in cui, queste davvero, è richiesta la loro esclusiva competenza professionale.


Le riforme sanitarie non modificano solo ruoli e prerogative delle categorie sanitarie del SSN, talvolta possono anche ammodernare il sistema e renderlo più adeguato ad un mondo che cambia. Per anni si è dubitato nei fatti sul ruolo delle farmacie nel Servizio Sanitario Nazionale, poi si è visto che i cittadini acquistavano da noi le mascherine. Da anni si tergiversa su tutto ciò che è dpc, nuova convenzione, servizi in farmacia, poi arriva il Covid e si riscopre il ruolo della sanità territoriale. Nessuno ha mai creduto veramente nel fascicolo sanitario elettronico, ma oggi avrebbe giocato un suo ruolo nella diatriba vaccinale tra medici e farmacisti.


Ragionare sulla sanità italiana senza uno sguardo ai possibili scenari futuri (gli ultimi mesi ci hanno insegnato che si possono avverare anche le opzioni più tragiche) significa arrivare sempre in affanno al momento della verità. I numeri economici e i numeri umani della pandemia ci dicono che non possiamo più permettercelo.


Francesco Schito

Segretario Generale Assofarm

Un primo passo verso la rendicontazione sociale delle nostre attività è stato fatto lo scorso anno, ma l’impegno verso una gestione sostenibile e una rendicontazione trasparente nei confronti degli stakeholder continua e così, a distanza di un anno, presentiamo il nostro secondo bilancio di sostenibilità.

L’importanza delle tante iniziative svolte nei confronti dei cittadini e l’attenzione ai bisogni sociali del territorio hanno evidenziato l’esigenza di un report integrato che, affiancato al bilancio economico, analizzi i risultati delle attività di Forlifarma a 360 gradi. Lo strumento chiave è il bilancio di sostenibilità che nasce con una duplice funzione: esternamente soddisfare le esigenze informative degli stakeholder, alimentando con loro un rapporto di comunicazione diretto che promuova il confronto, internamente consentire alla Direzione assieme a tutto lo staff di fare un bilancio dell’anno, rappresentando nella loro completezza i risultati delle iniziative poste in atto al fine di riflettere sugli aspetti positivi e sulle potenzialità di miglioramento.

È con questo spirito che è stata promossa nel 2019 l’indagine del clima organizzativo, i cui risultati sono presentati nel presente bilancio. Il personale rappresenta per Forlifarma un valore fondamentale per lo sviluppo delle attività aziendali e centrale è la sua opinione. La percezione dell’ambiente lavorativo restituita dall’indagine presenta un team motivato, con forte senso di appartenenza nei confronti della Società ed un elevato grado di soddisfazione per l’ambiente in cui opera, caratterizzato da trasparenza degli obiettivi e condivisione delle conoscenze.

Un altro aspetto di rilevanza che ha caratterizzato il 2019 è stato l’importante rinnovo e ampliamento della farmacia zona Iva con ben 10 ambulatori medici al primo piano sopra la farmacia, che costituiscono una prima casa della salute a Forlì.

Un ulteriore elemento di novità di questa edizione di bilancio è l’inclusione dei risultati del primo anno di attività della farmacia “Punta di Ferro”, inaugurata nel dicembre 2018. I dati confermano la lungimiranza della scelta adottata, segnalando un incremento di fatturato complessivo per la Società di oltre un milione di euro, da attribuirsi a tale nuova sede. Ne consegue che tutti i dati rendicontati nel documento per il 2019 non sono direttamente confrontabili con quelli degli anni precedenti, poiché influenzati in forte crescita da tale sede. 

Un rilevante confronto può essere invece posto in atto con i dati medi del settore di appartenenza in cui opera la Società. Nel 2019 Forlifarma ha registrato un incremento di fatturato pari all’1,5% (che diventa il 9% se si considera anche la farmacia “Punta di Ferro”), in un quadro nazionale di settore che mostra una fase di stallo, segnale della giusta scelta fatta anni fa dai Comuni del forlivese di costituire la Società per la gestione associata delle loro farmacie.


Ing. Franco Sami

Amministratore Unico Forlifarma

Chi ha detto che le farmacie comunali devono essere in perdita o rimanere con gli scaffali vuoti? Anzi, non solo ci sono esempi di efficienza e redditività ma anche di inventiva che i mesi di Quarantena Nazionale hanno affinato. È il caso dei negozi a croce verde di Cerveteri che quest’anno hanno chiuso un bilancio con fatturato da 7,5 milioni di euro: roba da grande azienda, i cui benefici ricadono sui cittadini che possono incamerare un tesoretto da usare quando fa comodo. Il rischio è che possa essere speso per un contenzioso in atto ma almeno non peserà sui ceriti.

A dare il via questo meccanismo virtuoso, per la verità iniziato già da qualche anno e che sta raccogliendo i frutti oggi, la Multiservizi Cærite ovvero la partecipata del comune di Cerveteri a cui sono stati affidati una serie di servizi come la manutenzione del verde e dell’illuminazione pubblica oltre alle stesse farmacie. E lo stesso presidente della partecipata Claudio Ricci prova a spiegare il “fenomeno” che si trova a gestire: “Va specificato che i 7,5 milioni sono relativi solo alle farmacie – precisa – e nei primi 6 mesi del 2020 il fatturato è rimasto costante rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con una differenza: è il mercato virtuale che nei primi 6 mesi in Italia ha perso il 3% circa. Per ora con la Caerite siamo ad un +6% con obiettivo di arrivare entro giugno 2021 al 12%>.

Meglio fermarsi con i numeri, andando sul pratico: cosa ha lanciato una servizio pubblico nella galassia del mercato più feroce e con risultati sorprendenti: “La spinta è arrivata dalla consegna dei farmaci a domicilio tramite farmaci.me, la nostra piattaforma. Fortuna o lungimiranza? Non saprei, ma l’organizzazione della consegna era partita a settembre 2019 attraverso uno studio apposito perché il regolamento presentava dei coni d’ombra. Poi c’è stato il Covid e ci siamo trovati pronti a partire con il personale e la piattaforma. Solo che eravamo strutturati per qualche ordine giornaliero mentre ce ne sono arrivati a decine. Il domicilio viene effettuato nelle aree di prossimità cioè a Cerveteri e Ladispoli mentre una fetta di mercato è di puro commercio on line di prodotti senza ricetta>.

Ricci spiega il perché del funzionamento: “Per due ragioni: la struttura è già organizzata per il confezionamento da effettuare per il domicilio. Poi c’è il potere contrattuale nei confronti dei fornitori. Infine, la scelta di andare su una piattaforma di comparazione di prezzo. Altra sorpresa: pensavo a una competizione molto più feroce e invece siamo competitivi>. Finale su questa fetta di mercato: <Il vantaggio dell’e-commerce è l’essere un di più rispetto al lavoro classico della farmacia, che peraltro copre ampiamente i costi di consegna a domicilio. Quella virtuale – conclude il presidente Claudio Ricci – è di fatto la sesta farmacia di Cerveteri, un asset che il Granarone può utilizzare come crede”.
(terzobinario.it)

L’assemblea degli azionisti di Farmacie Comunali S.p,a, ha approvato all’unanimità il bilancio di esercizio 2019, che chiude con un utile netto di 138.530,00 euro a fronte di un andamento economico generale del mercato italiano della farmacia in calo nel 2019, anno in cui il fatturato di questo settore ha fatto segnare un -0,7% rispetto all’anno precedente.

L’assemblea, svolta in sala delle Baleari a palazzo Gambacorti, è stata presieduta dall’amministratore unico di Farmacie Comunali S.p.a. Andrea Porcaro D’Ambrosio che ha partecipato in videoconferenza da remoto. All’assemblea hanno partecipato Michele Conti, sindaco di Pisa, i soci Francesco Pasca e Barbara Gamba, i componenti del Collegio Sindacale Roberto Dell’Omodarme (presidente), Roberto Vaselli e Joselito Lagonegro e il revisore legale Simone Sartini.

Nel corso del suo intervento l’amministratore unico Andrea Porcaro D’Ambrosio ha messo in evidenza le azioni intraprese nel corso dell’esercizio 2019 che hanno avuto effetto sul bilancio fra cui il contenimento degli incrementi del canone di locazione, la rinegoziazione del costo delle assicurazioni, la creazione di un fondo rischi. Fra gli investimenti effettuati sono stati menzionati il 'Progetto Farmacie Sicure' che prevedeva l’attivazione di un servizio di video sorveglianza allarmata in tutte le farmacie e parafarmacia collegato alla centrale operativa; l’acquisizione di nuovi software operativi per migliorare l’operatività amministrativa e beneficiare di un controllo amministrativo e di gestione più puntuale e tempestivo, contribuendo al miglioramento della gestione delle attività aziendali (contabilità, risorse umane, business intelligence, ecc.). Un’altra azione importante è stata l’attivazione di una piattaforma di controllo sui centri di costo relativi agli acquisti, in grado, in tempo reale, di dare una rappresentazione puntuale e veritiera sulle dinamiche di acquisto, sui costi sostenuti, sulle condizioni economiche e finanziare praticate, e sulla corretta declinazione degli input aziendali sugli acquisti.

"Farmacie Comunali di Pisa consolida le sue performance positive anche per il 2019 - ha dichiarato Porcaro D’Ambrosio - presentando una crescita di fatturato che, rispetto all’anno 2018, risulta pari a +1,37% con 138.530 euro di utile netto. Tale crescita, peraltro, è avvenuta in un contesto di mercato per nulla favorevole dove il fatturato di questo settore ha fatto segnare un -0,7% rispetto al 2018. Il calo del fatturato dei prodotti etici (farmaci erogabili sotto prescrizione) in farmacia è da anni costante, sia a causa della 'genericazione' di molti farmaci da prescrizione, sia per il forte controllo esercitato sulla spesa farmaceutica convenzionata, il cui costo è a carico dello Stato. Inoltre, la dispensazione del 90% dei farmaci più innovativi, più costosi e pertanto più remunerativi, avviene attraverso l’ospedale o l’Asl con l’obiettivo di ridurre i costi attraverso l’acquisto diretto di medicinali dall’industria farmaceutica. Il risultato positivo è scaturito anche dalla promozione del contenimento dei costi fissi che ne ha scaturito una loro sensibile riduzione pur mantenendo livelli occupazionali pari a quelli del 2018. Inoltre è stata promossa una forte campagna di investimenti nella formazione del personale che entrerà a regime nel mese di settembre. Se da un lato l’attenzione dell’azienda si è concentrata su investimenti atti a migliorare gli ingranaggi gestionali, dall’altra ha inteso consolidare un percorso di lavoro e di relazioni nazionali capaci di dare voce alle esigenze di un settore, quello della farmaceutica convenzionata, essenziale alle politiche socio sanitarie rispondenti alle necessità del territorio".

Fra le attività istituzionali, grazie all’impegno dell’amministratore unico, è stata organizzata a Pisa nel novembre del 2019 la quarta 'Giornata Nazionale delle Farmacie Comunali', evento organizzato da Assofarm, la Federazione Nazionale che rappresenta oltre 1.660 Farmacie Comunali presenti sul territorio nazionale, con il fattivo contributo organizzativo di Farmacie Comunali Pisa S.p.a. Sempre nel 2019 l’azienda ha promosso lo sviluppo del contributo per il 'Bonus bebé', ossia buoni spendibili presso Farmacie Comunali per l’acquisto di prodotti per la prima infanzia a partire dal 2020. Particolare apprezzamento è stato sottolineato per l’attività di tutte le farmacie e gli studi medici che nel corso dell’anno hanno pianificato e organizzato 24 giornate dedicate alla prevenzione e alla salute.

(pisatoday.it)

Nell’esercizio 2019 Farmavaldera SRL, la società a totale partecipazione pubblica che gestisce le Farmacie comunali di Le Melorie a Ponsacco, Santo Pietro B.re a Capannoli e Ponticelli a Santa Maria a Monte, realizza ricavi complessivi per 8.987.010 euro (vs 8.507.193 del 2018) con un incremento di fatturato pari a 479.817 euro (+ 5,64 %). “Crescono tutti i punti vendita- commenta il presidente del CdA Simone Chiaverini- dimostrando di avere ancora capacità di attrattiva verso un ampio bacino di utenza, grazie all’ampio orario di apertura, l’elevato numero di servizi aggiuntivi, le politiche di prezzo, l’assortimento e la disponibilità del nostro personale a farsi carico delle problematiche dei cittadini.” Il risultato lordo di esercizio, al netto dei costi sostenuti per la gestione dei diversi servizi sociali e i contributi erogati sopra dettagliati, degli ammortamenti per gli investimenti sostenuti e degli interessi finanziari è pari a euro 701.554. Tolte le imposte di competenza dell’esercizio 2019 il risultato netto è pari a euro 471.108. L’assemblea dei soci ha deliberato la distribuzione di 300.000 di utili, risorse che andranno a alimentare i bilanci comunali incrementando i budget in ambito sociale. “Una vera e propria forma di restituzione ai cittadini dei ricavi maturati dalla gestione delle tre farmacie comunali.”

Per meglio rendicontare a cittadini e amministrazioni comunali i risultati della gestione, la società presenta, per il secondo anno consecutivo, il bilancio sociale che dà conto del valore aggiunto creato e degli impatti economici che l’azienda produce, in primis l’occupazione di 33 lavoratori (di cui 30 a tempo indeterminato). Inoltre la società ha finanziato nel corso del 2019 iniziative e progetti sui territori dei 3 comuni per complessivi 105.411 euro. Farmavaldera si conferma anche quest’anno un’azienda capace di tenere i conti in ordine coniugando una gestione in libera concorrenza sul mercato con l’erogazione di numerosi servizi socio sanitari, dentro e fuori le farmacie, anche in collaborazione con le associazioni del territorio. Arriva soddisfatto il commento della Sindaca di Ponsacco Francesca Brogi: “Farmavaldera è un fiore all’occhiello del nostro territorio e la partecipazione del Comune di Ponsacco come socio di maggioranza costituisce un valore importante per tutta la comunità. La farmacia de Le Melorie offre un servizio non soltanto ai cittadini residenti, ma anche alle centinaia di persone che quotidianamente vi si rivolgono, in virtù della sua posizione strategica, dell’estensione dell’orario di apertura e dell’ampia offerta di prodotti e prestazioni che la rendono una delle farmacie più grandi ed efficienti di tutta la Toscana. Grazie a Farmavaldera il nostro Comune è riuscito in questi anni a portare avanti iniziative di carattere sociale, ambientale e culturale di grande importanza. Sia attraverso la redistribuzione degli utili, interamente impiegati negli ambiti socio-sanitari, sia attraverso la diretta gestione di progetti da parte di Farmavaldera, Ponsacco ha potuto contare su un supporto imprescindibile per lo sviluppo del tessuto associativo e cittadino locale. Il nuovo bilancio sociale lo conferma: siamo di fronte ad un’eccellenza di cui essere orgogliosi”. Arianna Cecchini, Sindaca di Capannoli, ricorda il percorso nato quarant’anni fa: Farmavaldera è, oggi, il risultato di quell’azienda municipalizzata nata negli anni ’80 a Santo Pietro Belvedere per volontà dell’allora Amministrazione Comunale di Capannoli: la finalità fu quella di istituire una farmacia nella frazione del Comune non pensando che quella scelta avrebbe potuto significare, dopo quarant’anni, la presenza nel territorio provinciale di una realtà aziendale consolidata che oggi gestisce tre farmacie e garantisce servizi sociali a tre Comuni, oltre ad assicurare occupazione a oltre trenta unità di personale. Questa scelta ha fatto sì che la necessità di un paese di poco più di mille anime, a quel tempo, si sia trasformata in una strategia imprenditoriale lungimirante di cui il Comune di Capannoli si pregia, dando risposte ai cittadini in termini di qualità e di molteplicità dei servizi offerti. Ilaria Parrella, Sindaca di Santa Maria a Monte conclude: Il Comune di S. Maria a Monte è soddisfatto della partecipazione in Farmavaldera. Una partecipazione attiva che va al di là delle quote che si trasforma nell’apporto sia in termini di valore creato che di ritorno sul territorio. La farmacia comunale di Ponticelli è ormai un punto di riferimento non solo per i residenti ma anche per tante persone di passaggio che la scelgono per l’accessibilità, l’ampio orario di apertura, la professionalità del personale farmacista, i servizi aggiuntivi come il CUP. La società, oltre a rendere un servizio farmaceutico di qualità, contribuisce a migliorare i servizi di welfare su territorio, come i prelievi del sabato mattina nel nuovo distretto socio sanitario. E’ inoltre partner dell’amministrazione comunale in diversi progetti che hanno come focus l’ambiente e la prevenzione del benessere psico-fisico.
(gonews.it)

Un unico soggetto che rappresenta a livello istituzionale e sindacale le Aziende Speciali, i Consorzi, i Servizi Farmaceutici e le Società che gestiscono le farmacie pubbliche della nostra regione: è A.S.SO.FARM Umbria, federazione che si sviluppa in iniziative, attività e interventi a favore delle aziende farmaceutiche e dei servizi farmaceutici comunali associati, a tutela dei loro interessi politici economici e amministrativi.

Il Consiglio Direttivo di A.S.SO.FARM Umbria è formato da Virgilio Puletti (responsabile del Coordinamento), Gianluca Matilli, Paolo Scarabottini, Emanuela Venturi, Paolo Scarpellini, mentre nel Comitato Tecnico figurano Ilario Baratta (coordinatore), Raimondo Cerquiglini, Luca Mancini, Nicola Nulli Pero.

Tra gli obiettivi al centro dell'azione di Assofarm, uno degli elementi cardine è costituito dai rapporti con la Regione, declinati in una serie di punti: rapporti programmatici con la Direzione Regionale della Sanità; dematerializzazione della ricetta; remunerazione integrativa; attuazione del Fascicolo Sanitario Elettronico; progetto della Farmacia dei Servizi; aderenza alla terapia farmacologica; riconciliazione della terapia farmacologica.

«Dedicando del tempo a elaborare e promuovere iniziative comuni non solo viene svolto un ottimo lavoro, ma si creano progetti di grande valore sia sanitario che sociale», ha dichiarato Virgilio Puletti, in occasione dell'ultima assemblea del 15 luglio. «Partecipando all'attività regionale, si intensifica e si rafforza la fiducia tra le farmacie pubbliche umbre e questo è davvero importante».

«Le farmacie comunali lavorano quotidianamente con impegno e soprattutto in questo periodo di emergenza Covid-19 hanno operato con sacrifici e abnegazione», ha affermato nella stessa sede il presidente della Giunta Nazionale, Venanzio Gizzi. «Nonostante la situazione fosse stata difficile, le farmacie pubbliche hanno saputo gestire un lavoro costante, accurato e attento». Gizzi ha inoltre ricordato l'importanza di una nuova remunerazione per il farmacista e di una nuova convenzione con il sistema sanitario nazionale.

«L'occasione dell'incontro con il Ministro della Salute On. Roberto Speranza è stata utile per illustrare il sistema delle Farmacie Comunali nel nostro Paese, le attività e le iniziative e i programmi che la Federazione porta avanti», ha aggiunto Gizzi. «Il Ministro ha espresso un notevole interesse per il ruolo che le Farmacie Comunali svolgono sul territorio. Inoltre, il Ministro della Salute si è soffermato su alcuni temi di attualità per quanto riguarda le farmacie italiane, dall'esigenza di una nuova remunerazione alla ferma volontà di operare per una vera Farmacia dei Servizi. Il lavoro svolto dalle Farmacie nel periodo di lockdown e la preziosa azione e presenza sul territorio hanno raccolto il plauso e l'ammirazione da parte delle Istituzioni. Le farmacie comunali sono un patrimonio per i Comuni».

«La farmacia non è fatta solo di margini e fatturato ma soprattutto di territorialità e socialità», ha concluso Puletti. «È proprio questa socialità che unisce le farmacie comunali e che le fa distinguere dalle farmacie private più orientate, giustamente, verso una filosofia imprenditoriale».

Hanno inoltre partecipato all'assemblea il vice presidente della Giunta Nazionale Assofarm Luca Pieri, l'avv. Antonio D'Acunto (presidente del Consiglio di Amministrazione di AFAS Perugia), Mauro Scarpellini (amministratore Unico di Farmacia Terni Srl), Dina Centogambe (dirigente Comune di Umbertide), Emanuela Lombardi (direttrice Farmacia Comunale di Gualdo Tadino), Elena Massetti (Farmacie Tifernati srl), Nicoletta Donatelli (Farmacia Terni srl), Giada Bollati (Consigliere di Amministrazione di AFAM Foligno), Roberta Gabrielli (direttrice Farmacie Comunali Bastia Umbra), Andrea Damiani (Farmacie Comunali di Spoleto), Gabriele Moretti (AFAS Perugia) e Annalisa Mierla (vice sindaco Comune di Umbertide).

(umbrianotizieweb)

Se “comunicare” – dal latino communico (mettere in comune, far partecipe, costruire insieme) - indica in generale la condivisione d’informazioni, nel caso di FarmaCity si può dire a pieno titolo che questo concetto è stato sviluppato a 360 gradi per far “parlare” la farmacia sotto ogni punto di vista: architettonico, tecnologico, editoriale, professionale e naturalmente umano.

Con questi obiettivi è nato infatti nel Comune di Viareggio il piano di rinnovamento delle farmacie comunali gestite da iCare sotto il nuovo marchio FarmaCity. Una concezione innovativa di farmacia, che utilizza l’originale format “tutte le parole per dire salute” sviluppato in collaborazione con Shackleton Group per caratterizzare ogni farmacia in modo fortemente distintivo. A cominciare dagli spazi che non solo comunicano comfort, funzionalità e tecnologia, ma sono anche un luogo dove le parole creano un filo conduttore grafico e concettuale all’interno del negozio, tra i reparti e gli scaffali, su tutti i materiali di allestimento e comunicazione, dai “category” ai cartoncini consiglio.

Un format studiato per aumentare la visibilità e la chiarezza espositiva dei prodotti, rendere più chiare le esigenze che questi soddisfano, approfondire alcuni temi di salute e favorire il “cross-selling”, aiutare il cliente a servirsi anche da solo in attesa del proprio turno, orientandolo verso il giusto settore.

Al tempo stesso il format contribuisce a mettere in evidenza fattori essenziali della professione come la competenza acquisita, le specializzazioni, i valori fondanti della farmacia e del team, i tanti servizi innovativi: la Carta Salute, che offre non solo punti-sconto ma anche la prenotazione di prestazioni mediche in regime privato a condizioni agevolate tramite il portale iCare Cup; gli strumenti di autodiagnosi e telemedicina, le iniziative di sensibilizzazione e prevenzione, le tante piccole e grandi scelte compiute dalla farmacia in tema di salute al servizio dei cittadini.

In questo modo si crea all’interno del negozio un percorso guidato fatto di parole-chiave e messaggi mirati, che conduce il cliente-paziente fino al banco del farmacista, dove la comunicazione si trasforma in un ascolto attento, competente e sensibile, capace di mettere la persona realmente al centro, così da consigliare sempre la soluzione o terapia più adeguata. Ma il percorso continua anche fuori dalla farmacia con il magazine “Parole di salute” della rete FarmaCity: uno strumento pensato per offrire numerosi consigli in base alle stagioni, tante utili notizie di benessere psicofisico, offerte selezionate anche nel prezzo. Una forma concreta e ulteriore di vicinanza alle persone, resa possibile dai preziosi e qualificati contributi medici, scientifici ed educativi del team FarmaCity, che collabora alla stesura dei contenuti per favorire la prevenzione, la cura e il mantenimento della salute.

La comunicazione si conferma così come un'espressione sociale, un servizio prezioso delle farmacie a disposizione delle persone per aiutarle a vivere meglio e più a lungo, nella consapevolezza che si comunica davvero solo quando l'informazione e la sensibilizzazione arrivano dall’altra parte del bancone e diventano patrimonio comune per la costruzione di un dialogo, di un sapere, di una cultura. Parola di farmacista FarmaCity.

Dott. Moreno Pagnini presidente iCare s.r.l Uninominale

Newsletter Notiziario 170