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La Onlus Farmacisti in Aiuto, fin dal 2002, si adopera, in maniera autonoma o in collaborazione con altre Onlus, per realizzare progetti in varie parti del mondo, dove esistono reali situazioni di bisogno. In India, ad esempio la pandemia ha creato enormi problemi in tutto il paese, soprattutto per la vita quotidiana e le condizioni economiche delle famiglie povere che sosteniamo, in collaborazione con Namaste Wings to Fly. Si tratta di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà e che a causa dell’emergenza si sono ritrovate senza alcun reddito. Tutte le famiglie che supportiamo sappiamo essere in salute, ma la maggior parte dei genitori dei bambini lavora a giornata, pertanto da mesi le famiglie, la maggior parte delle quali hanno in casa uomini dedite all’alcolismo e spesso violenti, non hanno accesso ad alcun reddito con gravi conseguenze a livello economico. Ecco quindi che diventa particolarmente importante qualsiasi tipo di aiuto. Al livello sanitario, ad esempio, sosteniamo il dispensario di Colachel, finanziato da oltre un decennio da A.S.SO.FARM, attivo grazie alla presenza di un'infermiera che si occupa della distribuzione di medicine gratuite per i malati che segue e di alcune mansioni come la cura di piccoli disagi, la misurazione della pressione, le punture, ecc. Attualmente il medico è impegnato in ospedale con i malati di Covid e in questo difficile momento, il progetto del dispensario è particolarmente utile; i pazienti possono recarsi singolarmente e muniti di mascherina. A livello alimentare, anche grazie a generose donazioni di amici ed aziende che ci sostengono, riusciamo a contribuire alla fornitura e distribuzione di alimenti e generi di prima necessità alle famiglie più in difficoltà, in supporto alle derrate alimentari che il governo distribuisce ma che naturalmente non sono sufficienti. La donazione di Anna Maria D’AGUANNO, un’amica che da anni ci sostiene per realizzare progetti di varia natura, ad esempio, è stata utilizzata per acquistare 50 kg di riso, 50 kg di verdure e 160 mascherine, tutto assolutamente utile in un momento particolare come questo. Per l’aspetto di istruzione invece, sono stati messi a disposizione gli strumenti e gli spazi per seguire le lezioni di didattica a distanza nelle case famiglia e nei 10 centri doposcuola; in particolare nel doposcuola di Puruthipara il Comune ha messo a disposizione degli alunni un televisore per seguire un canale televisivo dedicato all’insegnamento con il supporto della spiegazione dei docenti. Le scuole sono chiuse da marzo e non si sa quando riapriranno.

Uno dei modi per sostenere questi o altri progetti è quello di donare il 5x1000. Infatti, attraverso i fondi raccolti, ne potranno essere attivati di nuovi o continuare a sostenere quelli già esistenti.

In sede di dichiarazione dei redditi basterà indicare nell’apposita casella il Codice Fiscale di Farmacisti in Aiuto che è 97427160581; è bene ricordare che non si tratta di un costo per il singolo, ma si sta indicando allo Stato che il 5x1000 delle tasse che si stanno pagando, verranno versate a Farmacisti in Aiuto che le utilizzerà per realizzare progetti come questi.

“Sostenere i progetti di Farmacisti in aiuto – racconta il Presidente Tullio Dariolè davvero semplice: con poco, si può fare molto! Invitiamo tutti a prendere visione delle nostre iniziative o chiedere informazioni.”

Aiutaci a fare sempre di più. Aiutaci ad aiutare.

Per avere ulteriori informazioni, contribuire o sostenere in altro modo i nostri progetti vi invitiamo a visitare il nostro sito www.farmacistiinaiuto.org, la nostra pagina Facebook /FarmacistiinaiutoOnlus , a contattarci via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare la nostra segreteria al 346-4360567

Riportiamo di seguito il testo integrale della Relazione del Presidente di Assofarm Venanzio Gizzi alla XXXV Assemblea Federale, svoltasi lo scorso 24 luglio a Pesaro.

Cari Amici e Colleghi,

Abbiamo convocato l’Assemblea annuale della nostra Federazione non senza timori, fortemente convinti della necessità di ritrovarci dopo una terribile parentesi di distanziamento che ci ha permesso di lavorare solamente attraverso mezzi informatici. Abbiamo avvertito l’esigenza di non interrompere il nostro tradizionale incontro di fine luglio, prima della parentesi feriale, per sottoporre agli associati un Bilancio non solo economico che ormai, come ogni anno, chiude in perfetta salute e positività, ma soprattutto per una dovuta esposizione di quanto Assofarm ha realizzato nell’ultimo anno e per impostare insieme i programmi futuri.

La notevole mole di lavoro portata avanti, le iniziative, le attività ed i programmi non potevano che essere riassunti in un momento di incontro, tanto da individuare nella città di Pesaro le migliori condizioni di garanzia, al riparo da malaugurate condizioni che hanno favorito lo sviluppo della pandemia e che tuttora impone a tutti la massima prudenza e attenzione. Per questo ringrazio l’ASPES di Pesaro per la disponibilità e la collaborazione offerta nell’organizzare il nostro evento assembleare.

COVID-19

Nell’affrontare un argomento così triste e doloroso è d’obbligo, innanzitutto, rendere omaggio a tutte le vittime causate dalla pandemia, agli operatori della salute: medici, infermieri e farmacisti. Questi ultimi contano 15 vittime per il Coronavirus e, fra questi, Antonio Tilli – Direttore della Farmacia Comunale di Pontassieve e Luigi Francesconi che ha diretto le Farmacie Comunali di Piacenza.

Sarà nostra cura, in aderenza a quanto deliberato dalla Giunta Esecutiva, a titolo meramente simbolico di omaggiare tutti i nostri farmacisti per l’esemplare lavoro svolto durante la pandemia.

I fatti inediti e drammatici affrontati dallo scorso marzo fanno apparire il 2019 come un anno lontano e sostanzialmente appartenente ad un’altra epoca. In realtà, però, dall’epoca pre-Covid ci dividono pochi mesi e riportare la nostra attenzione a quanto stavamo facendo allora è importante almeno per due motivi.

Il primo: come l’economia e la vita civile, anche la politica sanitaria del paese deve quanto prima possibile riprendere le sue grandi sfide strutturali e di lungo periodo.

In secondo luogo riguardare con gli occhi e l’esperienza di oggi quanto appena un anno fa andavamo dicendo ci fa meglio apprezzare la virtù delle nostre posizioni. Parlavamo della necessità di rafforzare la sanità territoriale, avanzavamo proposte concrete di efficientamento della spesa pubblica senza rinunciare alla qualità del servizio, sostenevamo l’opportunità di integrare maggiormente la farmacia nel SSN e di sviluppare meccanismi collaborativi tra medico curante e farmacista. Se in questi ultimi anni fossimo stati maggiormente ascoltati, se fosse stato realizzato qualcosa di quello che proponevamo, forse saremmo arrivati a questo nefasto 2020 con un sistema sanitario territoriale più solido e forse, non possiamo saperlo con certezza ma è lecito supporlo, oggi i numeri dell’emergenza sarebbero meno drammatici.

L’esperienza Coronavirus non ha, peraltro, aumentato l’attenzione nei nostri confronti. Le nostre aziende e i nostri farmacisti hanno svolto un lavoro encomiabile durante tutta l’emergenza, eppure le diverse misure di rilancio del SSN valorizzano certamente professionisti e ruoli dell’assistenza extra-ospedaliera, ma ancora una volta sembrano dimenticare la farmacia.

Dobbiamo interrogarci, con lucidità e severità, su tutto ciò. Siamo consapevoli del grande impegno profuso in questi anni: convegni e confronti istituzionali, ricerche e sperimentazioni, positivi risultati economici delle nostre aziende e di lusinghiero gradimento da parte delle cittadinanze locale. Eppure, quando lo Stato è chiamato a valorizzare i protagonisti del sistema salute nazionale, la farmacia non è mai abbastanza compresa in esso.

 

Lo scenario ad oggi

Prima c’era il farmacista con cui lo Stato si legava in un rapporto “organico” perché necessario per l’espletamento della funzione di assistenza farmaceutica, al quale assicurava un sostentamento economico indiretto affinchè potesse sostenere la struttura (farmacia) necessaria per l’esercizio della professione (servizio).

Ora c’è la farmacia cui lo Stato tende ad approcciarsi come ad un “fornitore”, che viene misurato in termini di utilità e non di necessità, subendo la concorrenza, rispetto alla distribuzione dei medicinali, del SSN stesso e delle parafarmacie e, rispetto all’organizzazione dei servizi, di tutti gli altri (MMG, infermieri, parafarmacie, grande distribuzione).

Lo diciamo con spirito realistico, senza alcuna polemica, ma consentire puramente e semplicemente alle società di capitale di essere titolari di farmacie significa smettere di considerare l’attività di dispensazione di medicinali sul territorio e la sua organizzazione come oggetto di un’attività professionale, cui è affidato un pubblico servizio, per il cui esercizio è necessaria un’organizzazione in termini di impresa in cui la componente imprenditoriale è marginale. Al contrario, la farmacia viene considerata come oggetto di un’attività di impresa nel cui ambito si inserisce, ma solo nominalmente e, di fatto, in maniera assai marginale, un’attività professionale.

Del resto, quanto appena detto, lo certifica la  recente Sentenza 5 febbraio 2020 della Corte Costituzionale. Il giudice delle leggi, a proposito della gestione delle farmacie private così si esprime : “ il precedente modello organizzativo … allo scopo di assicurare che la farmacia fosse comunque gestita e diretta da un farmacista, ne consentiva l’esercizio esclusivamente a società di persone composte da farmacisti abilitati, a garanzia dell’assoluta prevalenza dell’elemento professionale su quello imprenditoriale e commerciale” … mentre il “nuovo quadro normativo di riferimento che emerge dalla citata legge n. 124 del 2017 … segna il definitivo passaggio da una impostazione professionale-tecnica della titolarità e gestione delle farmacie ad una impostazione economico-commerciale

Appare, vieppiù, necessaria quindi, alla luce del mutato scenario normativo, la nostra azione tesa alla riaffermazione e al mantenimento del nostro modello organizzativo: l’essere Farmacie Comunali, ovvero organizzazioni produttive che “creano” per la società di riferimento e non hanno la massimizzazione del profitto quale unico scopo del loro agire.

 

Rinnovo della Convenzione

Giusto un anno fa andammo in vacanza in un clima di cauto ottimismo. A metà luglio infatti il riconvocato Tavolo per il rinnovo della Convenzione aveva restituito segnali molto positivi per il futuro e, alla fine di quello stesso mese, si riunì dopo anni di stallo, il tavolo per la riforma della remunerazione. E in effetti i lavori ripresi a settembre, pur in presenza di numerosi nodi ancora da sciogliere, avrebbero confermato queste sensazioni. Tutto sembrava procedere per il meglio, fino a quando non è iniziata l’emergenza pandemica.

Un anno dopo e con l’emergenza in corso, registriamo positivi segnali dalle nostre controparti istituzionali, tali da farci immaginare una ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.

Riguardo i contenuti, il tempo passato non ha modificato di una virgola le nostre posizioni, come del resto l’emergenza pandemica non ha che confermato la bontà delle nostre impostazioni: la nuova convenzione deve realizzare una maggiore integrazione collaborativa tra farmacia territoriale e altri soggetti del SSN, e il rinnovo della stessa deve necessariamente accompagnarsi ad una Nuova Remunerazione del Farmacista.

Uno degli snodi fondamentali della nuova Convenzione resta quello che il Servizio Sanitario Nazionale deve assicurare, attraverso tale strumento, che le farmacie convenzionate abbiano un’omogeneità di trattamento economico sia per i farmaci distribuiti dopo l’acquisto centralizzato al prezzo più vantaggioso mediante gare regionali, di alcune specialità di medicinali incluse nel Prontuario Ospedale Territorio (DPC), sia per i servizi previsti dal DL 153 del 2009.

La DPC nasce come necessità di assicurare la continuità assistenziale, ospedale-territorio, ai pazienti assistiti in ambito specialistico, qualora i relativi farmaci non richiedano una somministrazione direttamente controllata in strutture sanitarie (uso domiciliare), a tal motivo sono stati inseriti in elenchi speciali costituenti il già citato Prontuario Ospedale Territorio (PHT).

Purtroppo, nel tempo, tale obiettivo è stato in parte disatteso con due diversi meccanismi:

  • l’attivazione della DPC per farmaci non appartenenti al PHT e, quindi, estranei all’uso territoriale di farmaci che richiedono controlli in ambito specialistico, con obiettivi puramente economici, ossia, affidando la dispensazione alle farmacie di farmaci acquistati dalle Aziende Sanitarie/Regioni tramite gare;
  • il mancato ricorso alla DPC di farmaci del PHT per privilegiare forme di distribuzione ospedaliera diretta, estranee alla logica della continuità assistenziale (primo ciclo di terapia), ma piuttosto volte ad evitare l’onere della remunerazione delle farmacie, a parità di costo di acquisto da parte delle Aziende Sanitarie/Regioni.

In particolare, nel secondo caso, oltre a venir meno l’agevolazione dell’accesso al farmaco da parte del cittadino, si evidenziano condizioni diseconomiche segnalate da più studi (tra questi due studi commissionati dal coordinamento regionale di Assofarm Emilia-Romagna) e, a parità di costo di acquisto, riconducibili a oneri per le Aziende/Regioni ben più alti rispetto a quelli derivanti dalla remunerazione del servizio se affidato alla DPC (numero addetti alla distribuzione, spazi dedicati, consumo energia e materiali di consumo, rispetto della catena del freddo, oneri finanziari per gestione stock, scaduti e avariati, ecc).

Gli accordi territoriali, come sopra accennato, risultano fortemente diversificati tra loro sia per quanto attiene all’elenco dei farmaci interessati da questa modalità di distribuzione sia per la remunerazione riconosciuta alle farmacie. Le differenze si rispecchiano nel numero e nel prezzo medio dei farmaci dispensati in DPC (regioni che distribuiscono in DPC molte confezioni spesso utilizzano questo sistema per farmaci di prezzo mediamente più basso, mantenendo in distribuzione diretta le confezioni più costose.

Il nostro obiettivo, quindi, è quello di pervenire, come riporta l’Atto di indirizzo delle Regioni per il rinnovo della Convenzione, ad una omogeneizzazione delle condizioni di svolgimento del servizio e, in generale, ad un potenziamento della DPC con conseguente riduzione della Distribuzione Diretta.

Il potenziamento della DPC comporterebbe sotto il profilo sociale ed economico:

  1. un accesso più agevole al farmaco da parte del cittadino;
  2. il venir meno di consegne massicce di farmaci ai pazienti da parte delle ASL e presidi sanitari, come oggi si registra, per evitare ai pazienti stessi di recarsi di continuo al presidio sanitario pubblico (tale esigenza è ancora più avvertita ove si considerino gli sprechi dei medicinali conseguenti a frequenti cambi di terapia farmacologica);
  3. un monitoraggio costante del paziente in un esercizio “di prossimità” qual è la farmacia;
  4. la completa e puntuale tracciabilità;
  5. il monitoraggio dell’aderenza e del corretto utilizzo, nell’ambito del quadro completo dei consumi del paziente, come conosciuto dal farmacista di comunità (terapie croniche, farmaci di automedicazione, integratori, ecc);
  6. un’ottimizzazione e trasparenza della spesa farmaceutica.

La nuova Convenzione deve assicurare un adeguato livello di remunerazione del servizio quale onorario professionale da corrispondere al farmacista e, in considerazione degli oneri di gestione in capo alla farmacia (energia, licenze d’uso delle piattaforme informatiche che assicurano la totale tracciabilità del farmaco, costo del lavoro, materiale d’uso, speciale flusso del farmaco, dall’ordine alla tariffazione), definire un elenco unico massimo di farmaci erogabili attraverso questa forma di distribuzione.

 Non deve, infine, certamente essere dimenticata la necessità di rendere realtà il Dossier Farmaceutico, previsto da una norma del 2013 e lì rimasto. Il fascicolo sanitario ci appare cosa di poca utilità se esso non comprende anche la storia farmaceutica del paziente. Come del resto non riusciamo ad immaginare alcuna presa in carico senza uno strumento di controllo come questo. Sette anni di nulla applicativo, però, non sono un ritardo quanto piuttosto una implicita dichiarazione di scarsa considerazione.

 

Remunerazione

Già nei primi mesi del 2019 scrivemmo che la “futura Nuova Remunerazione italiana dovrà avere due caratteristiche. La prima è l’emancipazione della remunerazione dal mero fatturato. Il perché è ovvio: se il farmacista vuole essere un professionista della salute, se chiama chi gli sta di fronte paziente e non cliente, allora è evidente che il suo lavoro non può essere valorizzato attraverso una sorta di margine commerciale sul prodotto che dispensa. Un sistema che non compie questo salto evolutivo condanna la farmacia a rimanere un negozio e non un presidio sanitario. La seconda caratteristica è la conseguente valorizzazione dei servizi cognitivi del farmacista. Il suo valore aggiunto non consiste nella mera consegna del farmaco-prodotto, ma nello sviluppo di un rapporto consulenziale col paziente. Concetti come Medicine User Review o Pharmaceutical Care fanno tutte riferimento ad un comune approccio di presa in carico del paziente lungo tutta la sua terapia farmacologica”.

E’ all’interno di questo quadro strategico che lo scorso anno, anche in Europa, ha iniziato a farsi largo il concetto di Farmacista di Famiglia che, come il medico di medicina generale, vede basato il proprio compenso su base capitaria per i pazienti che prende in carico e che segue direttamente. Il farmacista di famiglia è già realtà in Belgio e i primi risultati sono positivi.

A suo tempo scrivemmo quanto detto in diverse riviste di settore e oggi, appare quantomeno curioso, che si proponga l’applicazione di questo meccanismo agli infermieri e non a noi farmacisti.

Tutti i sistemi sanitari riformati europei condividono le due caratteristiche citate poc’anzi perché i problemi che hanno affrontato sono comuni: diminuzione delle risorse pubbliche, aumento delle malattie croniche, dovuto all’innalzamento dell’età media della popolazione. Di fronte a questo mix potenzialmente devastante di problemi (meno denaro per curare più persone con malattie costose) il percorso riformatore è tracciato: una nuova remunerazione deve accompagnarsi ad un vero e proprio sistema di presa in carico.

L’esperienza Covid-19 ha reso ancora più pressante la necessità di questo cambiamento. Negli scorsi mesi di aprile, maggio e giugno, i fatturati delle vendite nelle nostre associate sono calati in media del 15-20%. Come suggeriscono i dati macroeconomici sul nostro Paese, è probabile che gli italiani vivranno anche il resto dell’epoca Covid a consumi contratti. L’incertezza per il futuro ci fa spendere meno e risparmiare in attesa di tempi ancora bui.

Se questo contesto durerà a lungo, non possiamo escludere che diverse Amministrazioni Comunali siano tentate dalla dismissione delle loro Farmacie Comunali. Noi sappiamo che si tratta di un’operazione strategicamente miope ed economicamente sbagliata, ma sappiamo anche che un sindaco in difficoltà economiche non sempre mantiene la lucidità per visioni di lungo periodo.

Tutto ciò potrebbe essere ulteriormente aggravato da una futura contrazione dei trasferimenti da parte dello Stato agli Enti Territoriali.

Tutto insomma, dagli andamenti dei mercati alla finanza pubblica, ci porta a credere con sempre più forza che il valore della farmacia non debba essere misurato sulla sua attività commerciale ma dalla sua capacità di generare efficienza ed efficacia sanitaria pubblica.

Questo clima di incertezza ci impone quindi di impostare il lavoro futuro sulla Remunerazione predisponendo validi piani B, qualora le nostre proposte, congiunte con Federfarma, dovessero subire delle battute d’arresto.

A tal proposito, mi sia concessa una battuta sui farmacisti titolari. A suo tempo abbiamo accolto con sincero favore l’elezione di Marco Cossolo alla guida di Federfarma. Oggi possiamo dire che non ci eravamo sbagliati nell’individuare in lui e nei suoi collaboratori i rappresentanti di una visione della farmacia simile alla nostra. La nostra speranza per il futuro è che collaborazioni e fronti comuni si estendano oltre i contesti in cui Federfarma ha interessi e ritorni diretti. Per svilupparsi ulteriormente e in maniera organica, il potenziale collaborativo tra farmacie private e comunali italiane deve poggiare su una maggiore disponibilità mutualistica.

 

La farmacia dei servizi

Dopo undici anni dall’approvazione della Legge 69/2009 e del D.Lgs. 153/2009, il 17 ottobre 2019, la Conferenza Stato-Regioni ha perfezionato l’accordo riguardante “Linee di indirizzo per la sperimentazione dei nuovi servizi nella farmacia di comunità”

Si tratta, come è noto, del disciplinare tecnico della cosiddetta “Farmacia dei servizi”, che consentirà di sperimentare in 9 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia) la resa, da parte delle farmacie, di prestazioni ulteriori (es. servizi cognitivi, telemedicina, farmacovigilanza, prestazioni analitiche di prima istanza, ecc.).

Le misure sono già finanziate con le risorse della L.205/2017 (€ 6 milioni per il 2018, 12 milioni per il 2019 e 18 milioni per il 2020). Con l’ultima legge di bilancio sono stati messi a disposizione ulteriori fondi nell’ambito di quelli destinati annualmente al raggiungimento degli obiettivi del Piano sanitario nazionale per le altre regioni che volessero avviare analoghe iniziative.

L’estensione a tutte le regioni della sperimentazione avviata per la “farmacia dei servizi” consente:

  • di fornire servizi omogenei a tutta la popolazione, evitando sperequazioni tra cittadini appartenenti alle regioni individuate come referenti del progetto e quelli residenti nei restanti territori;
  • di estendere la raccolta dei dati di sperimentazione a tutto il territorio nazionale, avendo così un quadro completo delle diverse realtà regionali. Il finanziamento troverebbe adeguata copertura nell’ambito degli stanziamenti per il conseguimento degli obiettivi del Patto per la Salute, senza necessità di appostare ulteriori risorse economiche.

Finalità ultima è giungere a:

  • una sostanziale decongestione dei presidi ospedalieri (in modo particolare per quanto attiene al sovraffollamento delle strutture di pronto soccorso) e una parallela ottimizzazione nell’erogazione dei servizi di primo e secondo livello;
  • il conseguimento di evidenti facilitazioni di carattere logistico per i cittadini che potrebbero contare sulle strutture farmaceutiche di prossimità senza sottoporsi a trasferimenti spesso difficoltosi e comportanti oneri economici rilevanti;
  • evidenti vantaggi di carattere tanto terapeutico per i cittadini quanto economico per il SSN, mediante i servizi cognitivi e l’attività di farmacovigilanza.

Con questo non abbiamo ancora raggiunto un traguardo, ma siamo appena alla linea di partenza di un percorso che ci porterà al vero obiettivo che è la stabilizzazione dei nuovi servizi su tutto il territorio nazionale, il loro inserimento nel quadro della Convenzione e la loro remunerazione.

A conclusione della trattazione dei tre temi tecnico-politici più rilevanti per il nostro settore, mi pare importante aprire una piccola riflessione riassuntiva della logica che dovrebbe ispirare queste riforme, logica peraltro alimentata dai meriti sul campo che la farmacia si è guadagnata in questi anni.

Noi crediamo che la farmacia, come un ospedale o un ambulatorio medico, sia un luogo dotato di una sua sacralità sanitaria. I farmaci, al pari di uno strumento medico, altro non sono che mezzi attraverso i quali il farmacista instaura e realizza una relazione curativa col paziente. In questo si misura la superiorità sociale della farmacia italiana, così com’è oggi, rispetto ai drugstore così come li vediamo altrove. Ci siamo guadagnati questo ruolo sul campo delle idee e della credibilità politica. Siamo stati i primi, quasi quindici anni fa, a proporre una riforma sostanziale del rapporto con il SSN basata sul valore consulenziale e non più sul fatturato dispensato. Siamo stati i primi, più recentemente, a sviluppare idee e pratiche di presa in carico del paziente lungo tutta la sua terapia farmacologica. Abbiamo sempre portato avanti queste posizioni in totale coerenza, senza mai strizzare l’occhio a tentazioni commerciali.

Crediamo fermamente che una farmacia così come appena definita serva all’Italia di oggi. Di fronte ad un progressivo arretramento del welfare noi rispondiamo con la Farmacia dei Servizi e la Nuova Remunerazione, cioè un sistema che controlla la spesa e migliora le prestazioni sanitarie attraverso la leva relazionale farmacista-paziente. Di fronte all’aumento della povertà di ampie fasce sociali, noi rafforziamo i servizi sociali, resistiamo nelle zone geograficamente deboli, miglioriamo le performance di bilancio a favore degli enti locali. Più insomma vanno svanendo condizioni e conquiste sociali novecentesche, più noi torniamo alle origini della nostra storia. In questo sta, curiosamente, la modernità della nostra proposta.

 

Digitalizzazione

Tema trasversale, sempre presente eppure mai in cima all’agenda, la digitalizzazione della farmacia e della sanità italiana è uno snodo imprescindibile per la farmacia del futuro.

E’ servita una pandemia globale per far emergere l’opportunità di meccanismi distributivi in grado di far muovere meno le persone. Non stiamo evidentemente parlando dei corrieri e di specifici sistemi in grado di recapitare in sicurezza i farmaci a casa dei pazienti, ma di quelle infrastrutture digitali che rendono accessibili le informazioni su farmaci e pazienti, su ricette mediche e stato d’avanzamento della terapia. E’ questo l’elemento che ci permetterà di dematerializzare e delocalizzare l’assistenza sanitaria senza degradarne il livello di efficacia.

I processi di sviluppo sul tema appaiono estremamente lenti e talvolta vittime di pregiudizi e insensibilità ideologiche. Assofarm sta rispondendo a tutto ciò attraverso la stipula di convenzioni con aziende primarie in grado di offrire servizi di qualità alle nostre associate.

A preoccuparci è il rischio di rimanere indietro non nei confronti dei nostri concorrenti, ma rispetto ai cittadini. La domanda di sanità online, anche di semplici “consigli” sulla salute, è in vertiginoso aumento. Ci piaccia o no, questo terreno di confronto continuerà ad ampliarsi e noi non possiamo evitare di esserci.

Quello che ci viene chiesto non è una rivoluzione bensì un’evoluzione. Crediamo che oggi possano cambiare alcuni modi in cui si realizza il rapporto scienza-paziente, mentre non si debbano accettare compromessi sulla qualità scientifica del contenuto: è il farmacista che può parlare di farmaci, è il farmacista che deve chattare su Whatsapp. Allo stesso modo devono essere intesi kit digitali di autoanalisi, app di consultazione e altri contenitori digitali che attraverso il meccanismo dell’interattività migliorano la qualità della comunicazione scienza medica – cittadino. Sono prospettive, queste, che non vanno considerate a cuor leggero. Di fatto stiamo immaginando di calare il rigore scientifico, l’autorevolezza professionale, nel caos informativo della rete. I rischi connessi a tale impresa sono facilmente immaginabili, come lo sono i danni certi cui andremo incontro se non accetteremo l’impresa e la conseguente sfida.

 

CCNL e farmacisti dipendenti

Vorrei ora parlare di un tema che deve starci molto a cuore. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei farmacisti dipendenti di farmacie comunali è scaduto nel 2015 e le posizioni di Assofarm sono note da allora. Non apriremo i tavoli fino a quando Federfarma non avrà firmato il contratto coi suoi dipendenti. Solo così sarà possibile un più equo allineamento dei termini dei due contratti nazionali, oggi sensibilmente sbilanciato a favore dei nostri farmacisti. Allo stesso tempo, troviamo condivisibile la condizione posta da Federfarma: non si definisce il contratto coi dipendenti prima della nuova remunerazione. Non possiamo definire le uscite se prima non sappiamo quali entrare avremo.

Tutto ciò è valido anche oggi, ma non possiamo dimenticare quanto fatto dai nostri farmacisti durante l’emergenza dei mesi scorsi. Quando la curva del contagio saliva in maniera vertiginosa e mancavano le mascherine, quando altri soggetti della sanità territoriale riducevano la loro presenza, i nostri farmacisti hanno tenuto aperte tutte le farmacie comunali italiane. Di fronte a questa dimostrazione di spirito di servizio, oggi siamo chiamati ad un impegno di riconoscimento capace di dialogare e con i problemi congiunturali e con posizioni negoziali che continuiamo a considerare eque e ragionevoli.

Fondazione “Il talento all’opera”

Con grande soddisfazione siamo stati chiamati dalla prestigiosa Scuola Universitaria Sant’Anna di Pisa a partecipare, tra i soci fondatori, alla Fondazione “Il talento all’opera”. Si tratta di un ente filantropico che, tra  l’altro,   ha tra le proprie finalità di intraprendere iniziative per valorizzare, anche nella prospettiva dell’uguaglianza delle opportunità, il talento e il merito, fondati su competenze di qualità e sull’impegno personale, quali motori di sviluppo della mobilità sociale e risorsa fondamentale per contribuire a risolvere le sfide di sostenibilità e di equità che il pianeta sta affrontando, in attuazione di quanto previsto dagli articoli 2,3 e 34 della Costituzione Italiana.

E’ per noi un grande onore collaborare con un’istituzione così prestigiosa come la Scuola Sant’Anna la cui rettrice, Prof.ssa Sabina Nuti, svolse un chiaro ed efficace intervento durante la 4^ Giornata delle Farmacie Comunali di Pisa nel quale espresse, tra, l’altro, parole di apprezzamento nei confronti del nostro sistema.

La partecipazione a tale organismo per la quale, a norma di statuto, chiedo la vostra approvazione, non comporta nessun onere iniziale per la nostra Associazione.

 

La Federazione

Su uno dei temi politicamente più amareggianti di tutta l’emergenza, la nostra struttura ha dimostrato capacità impressionanti. Sulla vicenda delle mascherine a prezzi calmierati la nostra categoria ha ricevuto un colpo basso così plateale da rendere superflui altri commenti. Alla situazione creatasi allora tutti noi abbiamo reagito come da nostro stile, cercando un accordo con le istituzioni e lavorando nell’interesse del cittadino. Assofarm Servizi dall’inizio dell’operazione fa da hub amministrativo per tutte le nostre associate: per conto di queste ultime e in maniera non onerosa, il nostro braccio operativo rendiconta migliaia di documenti amministrativi per un valore complessivo di ristori che ad oggi si aggira sui 400.000 euro. Il tutto in un clima di grande complessità e incertezza, visto l’andamento altalenante delle istruzioni di Invitalia.

L’analisi tecnica del nostro bilancio fa emergere elementi decisamente positivi. Anche quest’anno abbiamo conseguito un piccolo utile, cosa tutt’altro che frequente tra le associazioni di categoria, senza peraltro aumentare i contributi delle nostre associate.

La dimensione però più positiva, con rilevanti effetti anche nel futuro di Assofarm, è certamente stata l’acquisto della sede di via Nazionale. Alle dimensioni di prestigio di un ambiente di alta rappresentanza, si sommano ora quelle di solidità patrimoniale che una proprietà di questo valore offre alla nostra Federazione.

Si rafforza anche nostro il patrimonio per così dire immateriale. Anche nel 2019 è stato infatti confermato il trend di crescita delle associate. Tra esse, menziono in particolare il ritorno in Federazione delle Farmacie Comunali di Ciampino, azienda storica del nostro movimento e ben radicata nel suo territorio. E’ inoltre aperto da tempo un confronto con FarmacieUnite per incrementare l’esistente collaborazione individuando interessi e tendenze comuni.

Continua inoltre l’ottimizzazione della governance federale. La riduzione da due a un vice presidente aumenterà l’efficacia dell’azione dei nostri vertici.

Convince pienamente il lavoro svolto da tutti i Coordinamenti Regionali di Assofarm con i loro coordinatori Acquistapace, Poli, Corrado, Toschi, Della Gatta, Montolli, Accolla, Piccaluga, Di Meco, Sciuto, Puletti e Belleggia e dal Comitato Tecnico dei Direttori con il coordinatore Brambilla,  elementi della nostra federazione ormai giunti ad una piena maturità e consapevolezza tanto dei loro compiti quanto del potenziale che possono esprimere. Aveva visto giusto chi tra noi ha sempre creduto nel decentramento d’azione e nel coinvolgimento dei direttori. Molto però hanno fatto e sta facendo la qualità umana delle persone che animano questi soggetti.

A proposito di patrimonio umano, rivolgo un pensiero personale ai colleghi di Giunta e tra essi al vice presidente Luca Pieri. Tutti loro condividono con me il piacere ma anche gli oneri della guida di Assofarm.

Tra essi, un arrivederci a prestissimo lo rivolgo al nostro Virgilio Puletti, che concludendo la sua presidenza in AFAS Perugia lascia anche la Giunta ma non il coordinamento di Assofarm Umbria. In questi anni Virgilio ha svolto un lavoro notevolissimo presso la politica e le istituzioni della sua Regione, e noi siamo ben felici che continuerà a farlo anche nel prossimo futuro.

Un affettuoso pensiero anche ad Andrea Porcaro D’Ambrosio, coinvolto un mese fa in un grave incidente. Le ultime notizie ci fanno ben sperare per una sua guarigione. Andrea, lo ricordiamo tutti, lo scorso novembre ci ha fatto vivere una splendida Giornata Nazionale delle Farmacie Comunali a Pisa, incontro ricco di piacevoli momenti conviviali e contenuti di alto profilo. Andrea però si è anche adoperato con impegno e successo ad aprire contatti istituzionali importanti che hanno ampliato sensibilmente la nostra capacità di essere ascoltati in Parlamento. Speriamo quindi di tutto cuore che possa tornare presto tra noi.

Ringrazio sentitamente per l’eccellente lavoro svolto Roberto Mastromatteo, Presidente uscente della Commissione per le relazioni industriali e auguro un proficuo lavoro a Roberto Rava che gli subentra e che, insieme a Bruna Baldassarri e Fabio Armani raccolgono il testimone di un organismo decisivo per la nostra Federazione.

Auguro, inoltre, buon lavoro ad Alessandro Menapace che si farà carico di avvicinare al nostro sistema associativo i servizi legati alle residenze per anziani.

Del nostro Segretario Generale Francesco Schito, quasi sempre ci limitiamo a lodarne le competenze tecniche e la cultura di settore, dovremmo però ricordare anche la sua straordinaria capacità di dialogo, ascolto e mediazione, doti di inestimabile valore per chi dirige una federazione nazionale come la nostra.

Accanto a lui le dipendenti dei nostri uffici centrali, la cui dedizione e professionalità ci permette di competere con organizzazioni dotate di ben altre disponibilità e organigrammi.

Tutti insieme abbiamo lavorato anche a distanza ed in cartella troverete sintetizzata l’enorme mole del lavoro svolto.

La nostra Federazione gode insomma di ottima salute. Diciamolo senza timore di apparire arroganti. Sono in ordine i nostri conti economici e sono parimenti sane le relazioni che intercorrono tra noi e con i diversi attori del settore. Assofarm si avvale di un gruppo dirigente coeso, dialettico eppure capace di produrre sintesi e comunione d’intenti. Assofarm gode anche di una base associativa capace di generare nuove energie, persone e idee che di anno in anno rianimano le sue strutture federali e regionali.

Tutto questo non sarebbe possibile senza il lavoro e i risultati eccellenti prodotti dalle nostre associate, dai loro manager e dal personale di farmacia. Il dramma Covid ha confermato l’adeguatezza professionale ed etica di ognuno di noi. Dobbiamo essere consapevoli e orgogliosi di tutto questo.

Cari Amici, il prossimo futuro non si annuncia facile. Col prossimo autunno nessuno oggi può sapere se e con quale aggressività il Coronavirus ritornerà a diffondersi tra noi. Ancor più incerte sono le previsioni sull’economia italiana. I provvedimenti post-emergenziali di queste settimane sono invece dei chiari di luna poco incoraggianti per le farmacie.

Il confronto tra quanto tutti noi abbiamo fatto in questi mesi e le risposte istituzionali che stiamo ricevendo può risultare davvero scoraggiante. E’ come se la Farmacia italiana, nonostante i suoi sforzi, non riuscisse ad emanciparsi dai pregiudizi di cui è vittima. Più dimostriamo le opportunità economiche e sanitarie che la farmacia può offrire al SSN, più veniamo messi ai suoi margini. Più l’emergenza stimola la mission sociale e pubblica della nostra presenza sul territorio, più veniamo accusati di speculare sulle mascherine.

Al momento non ci è chiaro cosa possiamo fare di più di quanto stiamo già facendo per uscire da questa situazione. Non dobbiamo però arrenderci, perché come diceva Nelson Mandela, uno che di pregiudizi se ne intendeva, “tutto sembra sempre impossibile finché non lo hai fatto”.

Venanzio Gizzi
Presidente Assofarm

Si chiude con un utile netto di di 902.098 euro e una liquidità aziendale a fine anno di oltre 3.000.000 di euro il bilancio 2019 di Far.com spa. Un risultato che conferma e consolida le ottime performance economiche e finanziarie conseguite dall’azienda nel corso degli ultimi anni.

Questi importanti risultati dimostrano il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissati per il 2019 da parte di un’azienda competitiva, capace di rispondere in modo positivo alle sollecitazioni del mercato e in grado di garantire un servizio pubblico sul territorio di alto livello.

 

«Il bilancio presentato oggi – sottolinea il vicesindaco e assessore alle politiche di inclusione sociale Anna Maria Celesti - rende ancora più evidente come i dati delle farmacie comunali siano estremamente positivi soprattutto in termini di impatto sociale e di presidio del territorio. I dati oggi analizzati ci consentono di fare previsioni per il futuro assolutamente positive, a vantaggio di tutta la comunità. Un particolare ringraziamento a Far.com per il contributo dato nel contesto di emergenza sanitaria, sia in termini di rifornimenti di emergenza dei presidi di protezione che di sostegno ai cittadini».

Gli investimenti correnti effettuati da Far.com spa superano i 110.000 euro e sono stati funzionali al potenziamento di tutti i servizi alla persona. Altri 164.000 euro sono stati destinati alla comunità locale attraverso la promozione di eventi pubblici, svolti in collaborazione con il mondo della cultura ma anche del volontariato sociale e sportivo. Sempre sul fronte degli investimenti il 2019 è stato caratterizzato dal perfezionamento di tutte le gare per il trasferimento della farmacia comunale n. 2, località Il Fagiolo, in un fondo di oltre 500 metri quadrati con al primo piano numerosi ambulatori medici. L’apertura della nuova farmacia consentirà il rafforzamento e lo sviluppo di nuovi servizi sul territorio e nonostante il rallentamento dei lavori dovuti all’emergenza sanitaria, l’avvio dell’attività partirà comunque entro l’estate del 2020. Il trasferimento e l’apertura di questa nuova sede comporteranno inoltre un aumento dell’organico aziendale.

“Questo risultato di esercizio è il frutto di una oculata gestione di Far.com in questi anni – evidenzia l’assessore alle aziende partecipate Margherita Semplici -. Le farmacie comunali sono un patrimonio importante per la città e con la loro attività producono risorse che sostengono molti servizi essenziali del Comune, specialmente nell’attuale contesto dove gli equilibri economici del settore pubblico sono messi in forte crisi dall’emergenza economica e sanitaria. Quest’anno le amministrazioni socie hanno deciso di distribuire 800mila euro di utile sui 902mila disponibili. Anche in previsione del trasferimento della farmacia comunale n. 2 e dato che la società è in crescita, sono state deliberate dall’assemblea nuove assunzioni per il 2020»

Sotto l’aspetto degli indicatori qualitativi e quantitativi, l’azienda è riuscita ad incrementare sia il numero che la tipologia di servizi erogati alla cittadinanza. Potenziate tutte le iniziative di welfare. Fra queste, l’impegno più grande ha riguardato la predisposizione e l’attuazione del bando di contributo/sponsorizzazione da 64.000 euro fra agosto e dicembre 2019 con il coinvolgimento di 34 associazioni di volontariato sociale e sportivo in progetti sanitari e socialmente utili.

Alla fine del 2019 si è chiuso un altro innovativo percorso che ha consentito di rafforzare ulteriormente il ruolo trainante delle farmacie: progetti di sostegno alla cultura come strumento di welfare e benessere sociale. Far.com attraverso un’erogazione di 77.000 euro e beneficiando di un credito di imposta per le erogazioni liberali (attraverso lo strumento normativo dell’Art-Bonus (legge n. 106/2014), ha supportato l’attività dell’Associazione Teatrale Pistoiese ma anche la riqualificazione del teatrino Gatteschi (ad opera degli Istituti Raggruppati). Il progetto, che si svilupperà anche nel 2020, ha come obiettivo informare e coinvolgere sempre più cittadini sull’offerta culturale del territorio come fattore di benessere psicofisico, come lo sport.

Nel 2019 l’azienda ha continuato il percorso di valorizzazione e potenziamento di tutte le attività di screening gratuito alla popolazione mantenendo fede alla promessa fatta agli utenti attraverso il “calendario della salute” donato a Natale ai cittadini e che ha previsto per ogni mese una attività di prevenzione gratuita.

Interventi di miglioramento e di manutenzione sono stati inoltre portati a termine in tutte le sette farmacie proseguendo il potenziamento di tutti i servizi di telemedicina. È stato aumentato il numero delle prenotazioni delle visite specialistiche Cup-Asl e delle vaccinazioni obbligatorie nonché tutti i nuovi servizi legati all’istallazione di un Totem Punto Si della Regione Toscana nella farmacia sempre aperta, 24 ore su 24, di viale Adua. Questo importante strumento ha consentito ai cittadini, in modalità self service, di poter effettuare il cambio del medico, il controllo della fascia di reddito, e di ritirare i propri referti. Nelle farmacie di Agliana e Quarrata si è consolidata la possibilità di prenotare le visite specialistiche, oltre che sulle agende Asl di Pistoia, anche su quelle di Prato. Le farmacie inoltre si sono rese disponibili ad aiutare i cittadini nell’utilizzo della nuova piattaforma Asl di prenotazione delle visite specialistiche “prenota facile”. Come evidenzia il buon andamento degli indicatori quantitativi, questi servizi hanno riscosso il gradimento dei cittadini con un costante e progressivo incremento delle prenotazioni e delle presenze in farmacia.

Aumentato tutto il settore della sanitaria e conseguentemente anche il noleggio dei presidi ed ausili come, letti, carrozzine e altro con un nuovo servizio di consegna gratuita a domicilio e montaggio dei presidi sanitari.

 

«Far.com s.p.a. in quanto azienda pubblica - dichiara l’amministratore unico Alessio Poli - ha voluto rappresentare le ricadute ed i risultati delle proprie attività per la prima volta anche attraverso la stesura del bilancio sociale: la Società ha coniugato gli ottimi risultati sotto il profilo economico e finanziario con gli obiettivi di welfare, partecipando in modo significativo alla sostenibilità sociale della comunità. A livello economico il valore aggiunto generato da Far.com e messo a disposizione degli stakeholder aziendali nel 2019, è pari a 3.763.901 euro. Un apprezzamento particolare va a tutto il personale di Far.com che ha reso possibile il conseguimento di questi importanti traguardi rendendo le farmacie pubbliche un punto di riferimento socio sanitario irrinunciabile per il territorio».

E' stata inaugurata lo scorso lunedì 6 luglio, alle 17.30, in via Manzoni 10, la nuova farmacia comunale n. 2. di Pistoia. Al taglio del nastro sono intervenuti il sindaco Alessandro Tomasi, l’amministratore unico Alessio Poli, il presidente Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo e numerose autorità cittadine, oltre a molti pistoiesi.

Far.com, dopo aver chiuso un bilancio con oltre 900.000 euro di utile e nonostante il rallentamento dei lavori dovuti all’emergenza sanitaria per il Covid 19, porta a termine un altro grande progetto di investimento per la città di Pistoia: il trasferimento della farmacia comunale n. 2 in località il Fagiolo, in via Manzoni 10, angolo via Guicciardini.

«Dietro la scelta dei Comuni soci di Far.com c’è la volontà di migliorare l’offerta dei servizi al cittadino, reinvestendo gli utili su un’area strategica – dichiara il sindaco Alessandro Tomasi –. Le scelte legate alle politiche del territorio vedono nelle farmacie comunali uno strumento potente di facilitazione dei servizi e sostegno alla cittadinanza in questo difficile momento. Non solo, le sinergie sul territorio che le farmacie favoriscono danno conto di un percorso di valorizzazione delle eccellenze pistoiesi. Ne sono un esempio il sostegno al volontariato, alla cultura e ora alla valorizzazione del vivaismo e delle filiere biologiche locali. Tutto questo senza mai perdere di vista il costante e straordinario impegno per garantire servizi di assistenza sanitaria di primo livello grazie agli ottimi rapporti con il servizio sanitario regionale di cui le farmacie comunali sono a tutti gli effetti parte integrante

La nuova farmacia ha una superficie di oltre 450 metri quadrati, rimane aperta h12 (dalle 8.30 alle 20.30) ed è dotata di una tecnologia all’avanguardia che consentirà il rafforzamento e lo sviluppo di nuovi servizi accessibili a tutti. Entro la fine dell’estate è prevista anche l’apertura dell’istituto medico privato Centro Polispecialistico Manzoni, situato al primo piano della stessa struttura, che ospiterà sei studi medici, destinati alla specialistica ambulatoriale: oculista, ortopedia, cardiologia, dermatologia, ortopedia e molto altro. A completare questo presidio sanitario sono gli ulteriori due ambulatori al piano terra, destinati a ospitare i medici di medicina generale.

«La farmacia che inauguriamo oggi – precisa l’amministratore unico di Far.com Alessio Poliè stata pensata per andare incontro alle nuove esigenze della popolazione, sempre più anziana e soggetta alla cronicizzazione delle malattie. Il nuovo modello di farmacia dei servizi deve avere la struttura e la tecnologia per monitorare in modo agevole e continuativo lo stato di salute del cittadino in maniera integrata con il fascicolo sanitario del servizio sanitario. Durante l’inaugurazione è stato distribuito ai cittadini anche il bilancio sociale redatto per la prima volta quest’anno che rendiconta e quantifica in modo oggettivo il valore aggiunto prodotto dalla società anche in termini sociali e sanitari oltre che economici. Un ringraziamento particolare a tutte le aziende del territorio che hanno contribuito a questo evento».

Si tratta di un investimento di oltre 600.000 euro, completamente autofinanziato, che ha visto la ristrutturazione completa del piano terra e del primo piano di un immobile di oltre 700 metri quadrati, completamente riqualificata, dove un robot automatizzato consente di gestire un magazzino di 18.000 prodotti, lasciando ai farmacisti più tempo da dedicare all’assistenza dei cittadini che verranno accompagnati nei percorsi di cura e assistenza offerti in sinergia con il Servizio Sanitario Nazionale. Un modello di farmacia dei servizi che traduce nel concreto le migliori soluzioni pensate per garantire una assistenza sempre più all’avanguardia.

Anche le casse sono automatiche, per una maggiore velocità e sicurezza nel servizio, mentre un termoscanner per la misurazione automatica tramite telecamera della temperatura dei clienti, con segnalazione in tempo reale di eventuale anomalia al farmacista, garantisce l’accesso in sicurezza di tutti, nel rispetto della privacy e senza rallentamenti.

Tra i principali servizi offerti dalla farmacia pubblica n.2: prenotazione delle visite specialistiche CUP, attivazione delle tessere sanitarie, ECG, Holter pressorio, Holter cardiaco, autotest diagnostici (colesterolo, trigliceridi, glicemia profilo lipidico, profilo glicemico, misurazione della pressione) per proseguire con controllo del peso, foratura lobi, ma anche giornate a tema per la prevenzione (MOC - densitometria ossea, venoscreen arti inferiori, nutrizione e udito), visite senologiche, dermatologiche, pediatriche e di prevenzione all’ictus, fino all’assistenza psicologica e nutrizionale e, non ultimi, numerosi progetti di sensibilizzazione ai problemi sociali.

Non solo, la farmacia garantisce, come la farmacia h24 di viale Adua, la consegna a domicilio dei farmaci per tutto il periodo di emergenza sanitaria e, in modo permanente, la consegna e il montaggio dei presidi sanitari per le persone non autosufficienti, in modalità del tutto gratuita.

Anche l’inaugurazione è stata pensata per contribuire al sostegno del territorio: a tutti i partecipanti è stato offerto un piccolo regalo, una pianta in vaso di erbe officinali. Nei prossimi mesi, infatti, le farmacie comunali, in un nuovo percorso di collaborazione con il settore vivaistico, sosterranno la diffusione dell’utilizzo delle piante e delle filiere biologiche, sia nella coltivazione che nella preparazione dei prodotti erboristici e fitoiatrici, per una migliore qualità della vita e protezione dell’ambiente, che valorizzi contestualmente le eccellenze di Pistoia, un aiuto anche alla ripresa economica locale.

A Torino i 5stelle si preparano a vendere le quote residue delle Farmacie comunali e dell'Inceneritore del Gerbido. Ieri, dopo una maratona di 5 ore in consiglio comunale, complice l'ostruzionismo delle opposizioni che hanno presentato centinaia di emendamenti, la maggioranza e Forza Italia hanno approvato le modifiche statutarie necessarie alla dismissione delle azioni che la Città di Torino ancora possiede nelle due società un tempo a maggioranza pubblica. In un caso si tratta del 20 per cento delle Farmacie Comunali, la Spa che gestisce le 34 farmacie comunali torinesi, le tre di Chieri, quella di San Maurizio Canavese e quella di Villastellone. Per quanto riguarda Trm, la società che controlla il termovalorizzatore, l'amministrazione comunale aveva già autorizzato la vendita del 17.36 per cento delle azioni (con la conservazione da parte della Città di una quota dell'un per cento), ma la dismissione con la delibera approvata non è più vincolata all’acquisto dell'intero pacchetto azionario posto in dismissione.


Le opposizioni si sono scagliate contro la scelta di vendere le farmacie, su cui anche i sindacati dei dipendenti avevano chiesto un ripensamento. Eleonora Artesio di Torino in Comune ha rinfacciato ai 5stelle l'incoerenza di volere la trasformazione di Smat in società di diritto pubblico, per altro tramontata per il voto contrario degli altri soci, e poi di approvare la vendita delle partecipate: “Si sta tradendo un principio di tutela dei beni comuni. Mi chiedo come facciano a essere così sereni nel dismettere qualunque partecipazione nella gestione di un servizio pubblico essenziale gli appartenenti a una formazione politica che giustamente chiede la conversione di Smat in società consortile – dice la consigliera di sinistra - In questo caso tra l'altro si tratta di una società che gestisce un servizio che riguarda la tutela della salute. Fino al 2000 la gestione diretta delle farmacie comunali era ottima. Da lì è iniziata la progressiva espansione della partecipazione privata a scapito di quella pubblica, che finisce oggi per essere annullata con un’operazione politicamente arretrata e non necessariamente vantaggiosa”.

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Duro anche il vicepresidente del consiglio comunale, Enzo Lavolta del Pd: “La Città rinuncia al controllo di un servizio finalizzato alla tutela generale della salute, senza neanche aver coinvolto gli operatori sanitari”. La replica dei 5stelle è legata però proprio alle scelte dem quando erano al governo della Città: “Oggi siete contro questo provvedimento, ma avete iniziato la privatizzazione – attacca Monica Amore, consigliera pentastellata – Quella che venderemo è una partecipazione simbolica, ma con i 15 milioni di euro che incasseremo si potranno tappare i buchi di bilancio causati dall'amministrazione precedente e dare linfa a interventi non simbolici, ma importanti per i cittadini”.

I lavoratori delle farmacie comunali denunciano di essere stati “completamente ignorati” dalla giunta Appendino. “I lavoratori e le organizzazioni sindacali hanno appreso dai giornali la richiesta di manifestazione di interesse , pubblicata dal Comune di Torino, per la vendita delle quote pubbliche dallo stesso possedute. Hanno richiesto formalmente un incontro con la sindaca o un rappresentante della giunta, con lettera datata 13 giugno 2020, ma non ci è stato dato alcun riscontro – spiega Cosimo Lavolta della Uiltucs - Ieri siamo stati uditi in conferenza dei capigruppo, ma alle domande che abbiamo posto non ci sono state date risposte. Abbiamo chiesto di sospendere il voto alla delibera che modifica lo statuto, al fine di avviare un legittimo confronto di merito a tutela dei 210 farmacisti e dei cittadini torinesi che oggi beneficiano dei servizi previsti dalla carta sociale che solo le farmacie pubbliche possono garantire”.

Sia Federica Scanderebech che Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia, invece hanno sostenuto la bontà della privatizzazione: “È in linea con quanto il centrodestra ha sempre tenuto in questi anni – ha detto Napoli - Ma sono preoccupato che vista la situazione l'asta vada deserta”. (repubblica.it)

Bilancio positivo per l’Azienda Multiservizi Farmacie SpA di Cinisello Balsamo, che ha chiuso il 2019 con un fatturato di 13,5 milioni di euro e un utile netto che sfiora i 560mila euro. Un risultato importante in termini di volume d’affari che va a incrementare l’utile in favore del Socio Unico Comune.

Nonostante un leggero calo del fatturato che si pone in linea rispetto al trend nazionale, l’azienda che gestisce l’attività farmaceutica di Cinisello continua a migliorare la redditività finale registrando un utile netto di quasi 560mila euro che si aggiungono ai 350mila euro riconosciuti dal Comune come canone concessorio. In crescita anche il margine operativo lordo che supera, per la prima volta nella storia delle farmacie comunali, il milione di euro e le risorse messe a disposizione delle attività cittadine. Risultati significativi che dimostrano il raggiungimento degli obiettivi che l’azienda aveva preso in fase previsionale con l’Azionista Unico. Una gestione dinamica e coerente che ha permesso di mantenere sotto controllo i costi, nonostante il calo del fatturato, per poter garantire la miglior redditività possibile: “Il bilancio 2019 si è chiuso con degli ottimi risultati – dichiara Carlo Mauro Agliardi, Amministratore unico dell’azienda – oltre agli utili da distribuire e al canone concessorio già erogato al Comune, abbiamo ulteriormente aumentato l’investimento a sostegno delle attività sul territorio che ci permettono di veicolare i nostri valori aziendali, cioè salute, benessere e sviluppo dei corretti stili di vita”.

L’attività sociale dell’Azienda Multiservizi Farmacie SpA dell’anno 2019 è racchiusa nell’opuscolo “Bilancio Sociale” già recapitato diffusamente ai cittadini cinisellesi ed evidenzia il consistente incremento che ha visto impegnati oltre 40mila euro durante lo scorso anno. Ma non si ferma qui, molti sono infatti i progetti che l’azienda ha messo in campo per il futuro: “Servizi cognitivi verso i pazienti, quali la riconciliazione della terapia farmacologica e monitoraggio dell’aderenza terapeutica per l’ipertensione- diabete- BPCO, servizi di front-office come il CUP per prenotazione presso gli ospedali del territorio, attivazione e consultazione del fascicolo sanitario elettronico, autocertificazioni ed esenzioni, ma anche servizi di telemedicina e screening come Ecg, Holter cardiaco e pressorio, spirometria e visita dermatologica – prosegue Agliardi – sul 2020 pesa la difficoltà di valutare l’impatto finale che avrà l’emergenza legata al Covid-19 che abbiamo e stiamo affrontando e che pone nella necessità di ponderare con oculatezza ogni valutazione sul futuro”.

Soddisfazione nelle parole del primo cittadino Giacomo Ghilardi: “I risultati di bilancio testimoniano un ulteriore sviluppo e una crescita significativa della nostra azienda – commenta – una realtà che presenta la giusta sintesi tra redditività, servizi ai cittadini, azioni solidali verso i più fragili, occupazione, sviluppo e innovazione aziendale”. (nordmilano24.it)

fronte di un lieve incremento del fatturato (+2,3 per cento), che sfiora 1,7 milioni di euro, l'utile netto cresce di circa il 13 per cento e raggiunge 140mila euro grazie a un'attenta gestione operativa. Questo significa risorse distribuite alla collettività, attraverso il bilancio del Comune di Altopascio, per un ammontare pari a circa 68mila euro. Ecco i numeri più importanti del bilancio 2019 di Farmacie Altopascio srl, società controllata al 51 per cento dal Comune di Altopascio che gestisce la Farmacia comunale sulla via Romana a Badia Pozzeveri (accanto supermercato PAM). Professionalità e disponibilità del personale, orario continuato 8-20 dal lunedì al sabato, attenzione socio-sanitaria al territorio, sono queste le carte vincenti che hanno confermato la creazione di valore, nei numeri e nel servizio, da parte della Farmacia comunale. Un andamento sottolineato anche nel corso dell'assemblea dei soci dal presidente Roberto Marchetti, che ha auspicato come "in questo momento di difficoltà e incertezza, che segue i duri mesi dell'emergenza sanitaria, le risorse distribuite dalla Farmacia Comunale possano trovare un'ideale destinazione a supporto soprattutto delle iniziative sociali per le famiglie e di sostegno per gli operatori economici e il lavoro". Invito raccolto dal sindaco Sara D'Ambrosio e dall'assessore al sociale, Ilaria Sorini: "apprezziamo ancora una volta il lavoro, esemplare anche nei mesi di lockdown, svolto dalla Farmacia comunale. Ci teniamo a ringraziare tutto il personale, il cda e il direttore Raffaele Giannini e vogliamo continuare su questa strada, che vede la Farmacia comunale attiva anche in qualità di presidio socio-sanitario del territorio, basti ricordare, tra i tanti interventi, il contributo che è stato dato anche per l'apertura degli studi medici pubblici di Spianate. Sono tutti tasselli dello stesso percorso, che vogliono posizionare l'amministrazione pubblica sempre più a supporto della comunità, a partire da chi ha più bisogno".

Tra gli interventi con valenza sociale della Farmacia è utile ricordare la donazione di mascherine distribuite dal Comune alla popolazione e gli ulteriori quantitativi messi a disposizione dei volontari della Misericordia e dei donatori di sangue Avis e Fratres. In partnership con l'amministrazione comunale, la Farmacia ha attivato il progetto "Distanti...ma sempre in ascolto", un vero e proprio punto di assistenza psicologica effettuato a distanza attraverso un numero telefonico dedicato, su base gratuita e gestito da un psicologo professionista. 

È stato inoltre nominato il nuovo Revisore unico della società: si tratta Salvatore Lardieri, che subentra, dopo tre anni di mandato, ad Antonella Pistoresi. (lagazzettadilucca.it)

Alcuni prodotti farmaceutici sono stati donati dalle farmacie comunali della nostra città alla Caritas.

L’iniziativa solidale è stata attivata in tutta Italia dal network di farmacie di Apoteca Natura e ha trovato concretizzazione ad Arezzo attraverso l’impegno anche della Farmacia "Giotto" e della Comunale n.1 "Campo di Marte" che sono state sedi di una raccolta fondi da devolvere alle situazioni di bisogno del territorio.

La campagna ha permesso di donare alla Caritas 485 euro in prodotti farmaceutici.

Una iniziativa di solidarietà certamente importante in un periodo molto complicato per tutti.

Nel 2019 la spesa farmaceutica pubblica in Italia ha toccato i 18.702,8 milioni di euro, 600 in più dell’anno scorso. Troppi, decisamente, rispetto alle risorse complessive disponibili, il 14,85% del Fsn, ovvero 16.898,1 milioni (che alzano l’asticella dell’incidenza della voce farmaci al 16,39% del Fondo sanitario totale).  Lo “sfondamento” è di 1.804,7 milioni, superiore a quello dell’anno scorso (1,4 miliardi di euro) di ben 400 milioni.

Sono i dati che l’Aifa ha messo nero su bianco nel suo monitoraggio consuntivo della spesa farmaceutica nazionale e regionale relativa a tutto l’anno 2019, pubblicato ieri. Il rapporto, inevitabilmente, conferma quanto già emerso nei report parziali puntualmente rilasciati dall’agenzia regolatoria nel corso dei mesi scorsi: da una parte l’andamento “virtuoso” (per i conti pubblici, non certo per le farmacie) della spesa farmaceutica convenzionata netta a carico del Ssn nel 2019, calcolata al netto di sconti, ticket regionali e compartecipazione al prezzo di riferimento e pay-back (l’1,83% versato alle Regioni dalle aziende farmaceutiche), fermatasi a 7.765,3 milioni di euro, ovvero 16,2 milioni in meno di quanto speso nel 2018.  Dall’altra parte, c’è invece il profondo rosso della spesa per acquisti diretti, che da gennaio a dicembre 2019, al netto dei gas medicinali (voce che “vale” 10 milioni e spiccioli)ha registrato uno scostamento assoluto di 2,7 miliardi di euro, sforando largamente il tetto del 6,69% in tutte le Regioni del Paese. Cosa che, comprensibilmente, non è ovviamente avvenuta per la spesa convenzionata in farmacia, che ha segnato un’incidenza del 7,16% sul Fsn contro il 7,96% assegnatole (pari a 9057,8 milioni), generando un avanzo di 913,9 milioni di euro. E in questo caso, tutte le Regioni (tranne due: Abruzzo e Campania) sono rimaste sotto il tetto assegnato.
In flessione anche i consumi,  espressi in numero di ricette: in totale sono state 570,3 milioni, con una diminuzione del -1,0% rispetto al 2018. Si osserva però un incremento dello 0,7% (+154,6 milioni) delle dosi giornaliere dispensate. Cala anche l’incidenza del ticket  (-1,6%): nello specifico, si registra un calo del -4,7% dei ticket fissi (459 mln) e una lieve flessione (-0,3%) anche per la compartecipazione dovuta dai cittadini che scelgono il brande al posto del generico e che devono corrispondere di tasca propria la differenza di prezzo (scelta che nel 2019 è costata alle tasche degli italiani 1,12 miliardi di euro9.

Ancora, il report Aifa registra che per i farmaci inseriti nel fondo per i medicinali innovativi non oncologici la spesa gennaio-dicembre 2019, al netto del payback, è stata di 413,3 milioni di euro, mentre per i medicinali inseriti nel fondo per i medicinali innovativi oncologici, sempre al netto del payback,  è stata pari a 412,6 milioni di euro (rifday.it).

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