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Tornare ad investire nel SSN, credere maggiormente nella sanità territoriale, creare alternative all’ospedalizzazione del paziente: sono un po’ questi gli insegnamenti che la maggior parte di noi crede si possano trarre dalla vicenda Covid 19. Lo leggiamo nella stampa generalista e di settore, lo ascoltiamo da politici e scienziati, lo ripetiamo con enfasi noi operatori del settore. L’esperienza ci questi anni ci ha però insegnato che un conto è comprendere i problemi, un conto è riformare il sistema.

Certo, nelle ultime settimane alcuni parlamentari tra i più sensibili al mondo delle farmacie hanno prodotto iniziative quasi impensabili prima dell’emergenza. E’ certamente il caso dell’emendamento firmato dall’onorevole Marcello Gemmato al Dl Liquidità che rende possibile, per tutta durata dello stato emergenziale,  la dpc sui farmaci che richiedono un controllo ricorrente del paziente. A tale iniziativa è poi seguita nel successivo Decreto Rilancio, l’approvazione di una serie di emendamenti (presentati disgiuntamente dagli onorevoli Marcello Gemmato, Andrea Mandelli,  Giorgio Trizzino) che offrono la possibilità alle Regioni e alle Province Autonome di distribuire tramite le farmacie i farmaci previsti dalle lettere b) e c) dell’art. 8 della legge 405/2001.

A queste azioni eccellenti dovrà ora seguire una risposta delle Regioni. In passato, non sempre e non tutte hanno dimostrato grande attenzione per un confronto approfondito e non pregiudiziale tra i diversi meccanismi distributivi e, di conseguenza, per il potenziale sanitario della farmacia territoriale.


Potenziale qualitativo che è stato ampiamente dimostrato durante tutta l’emergenza: la quasi totalità delle farmacie sempre aperte, la grande capacità dispensativa di farmaci e la notevole capacità “rassicurativa”, da vero e proprio presidio massimamente vicino alla vita dei cittadini.

C’è però anche un potenziale quantitativo di cui si parla meno: ormai 20.000 farmacie, 3.000 in più rispetto a dieci anni fa, per un rapporto farmacia/abitante tra i più virtuosi d’Europa. Tutto questo mentre la spesa farmaceutica privata e pubblica calano di anno in anno. 


O invertiremo quest’ultima tendenza, oppure nei prossimi anni assisteremo ad un arretramento della presenza farmaceutica sul territorio nazionale. A pagare il prezzo più alto di tutto ciò sarebbero i residenti nella aree rurali e i cittadini con problemi di mobilità. 

A confrontare tutte le cose che stiamo dicendo, si arriva ad una sola conclusione: non avrebbe senso dire di voler investire nella sanità territoriale e poi non far nulla per sostenere ciò che già oggi è sanità territoriale.

La strada da seguire è una sola. Dopo almeno quindici anni di studi, confronti e sperimentazioni varie, noi ormai non abbiamo alcun dubbio in proposito. Valorizzare il potenziale sanitario della farmacia significa sfruttare la sua competenza professionale e la sua capacità logistica di dispensare tutti i farmaci di cui abbisognano i cittadini. I farmacisti possono avere le competenze tecniche per gestire in sicurezza i farmaci più complessi, e le farmacie sono il soggetto che può far valere una vicinanza tale al paziente da supportarlo lungo tutta la terapia.

Per realizzare tutto ciò serve il rinnovo della Convenzione con le Regioni che definisca anche una nuova Remunerazione del farmacista, che valorizzi l’azione professionale sul valore del farmaco.

Negli ultimi vent’anni non è mai stata raggiunta una volontà politica tanto decisa quanto diffusa che permettesse di realizzare quanto appena detto. Se ciò non accadrà nemmeno dopo quello che abbiamo vissuto nei ultimi mesi, sarà molto difficile sperare che accada in futuro

Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

Squilla il telefono, sono le 18:40 di un qualsiasi mercoledì di giugno.

È la nostra referente in India.

Poco tempo fa vi avevamo parlato di quanto l’istruzione in India fosse un privilegio; oggi invece vogliamo raccontarvi una bella storia, una di quelle che si possono definire “a lieto fine”.

 

Protagonista di questa storia è Aswin, un ragazzo indiano che è stato seguito dalla nostra Onlus per molto anni e che, oggi, sta frequentando un Dottorato a Bhopal ed ultimamente è stato premiato da un Deputato del Governo di Puruthipara.

Sua mamma invece è insegnante al doposcuola di Puruthipara, Centro Studi finanziato grazie alle generose donazioni e che offre gratuitamente questo servizio a oltre 60 bambini seguiti da 7 insegnanti.

 

La nostra Onlus Farmacisti in Aiuto infatti da molti anni ha attivato un progetto dal nome “Sostegno a distanza” che ha come beneficiari i bambini indiani dei villaggi che appartengono a famiglie di paria, i fuori casta ovvero coloro che occupano la posizione più bassa e miserabile all’interno del sistema delle caste stabilite indiane.

 

Il sostegno a distanza è un atto di solidarietà e generosità che consiste nell’impegno morale a inviare, tramite referenti responsabili, un contributo economico stabile e continuativo per offrire la possibilità di migliorare le condizioni di vita nell’ambiente sociale e culturale in cui vivono questi bambini con le loro famiglie.

La storia a lieto fine di Aswin è un esempio concreto di quello che si può fare per rendere la loro vita migliore. Probabilmente senza l’aiuto dei suoi genitori adottivi Aswin non avrebbe potuto consolidare questo sogno.

“Sostenere i bambini di Farmacisti in aiutoracconta il Presidente Tullio Dariolè davvero

facile: con poco, si può fare molto! Tutti i progetti di Farmacisti in aiuto sono possibili grazie alle donazioni di persone generose e di buon cuore. Invitiamo tutti quindi a prendere visione delle nostre iniziative o a chiedere informazioni.”

In questo periodo riparte la campagna per il 5x1000, che consente ai contribuenti di destinare una parte delle imposte dell’IRPEF a favore delle Organizzazione Non Lucrative di Utilità Sociale come Farmacisti in aiuto. In sede di dichiarazione dei redditi, basterà inserire il Codice Fiscale 97427160581 per contribuire in prima persona alle belle storie come quelle di Aswin.

Aiutaci a fare sempre di più. Aiutaci ad aiutare.

Per maggiori informazioni
Per avere ulteriori informazioni, contribuire o sostenere in altro modo i nostri progetti vi invitiamo a visitare il nostro sito www.farmacistiinaiuto.org, la nostra pagina facebook /FarmacistiinaiutoOnlus , a contattarci via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure contattare la nostra segreteria al 346-4360567.

I sindacati confederali e Assofarm - associazione delle farmacie comunali - intervengono sull’annunciata vendita delle Farmacie Asm da parte del Comune di Rieti, esprimendo la loro contrarietà e chiedendo un incontro con l’amministrazione.
Cgil Cisl e Uil di Rieti, insieme alle federazioni di categoria di Filcams Cgil Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, in una lettera inviata al sindaco Antonio Cicchetti, esprimono “con forza tutta la loro contrarietà alla vendita delle farmacie di proprietà dell’Asm Rieti Spa. Il solo risultato che avrebbe sarebbe quello di privare il Comune di Rieti di un sistema di farmacie pubbliche, mettendo, altresì, a forte rischio i livelli occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori che vi lavorano”.
“Inoltre - scrivono i sindacati confederali al sindaco - vogliamo ricordarle che la Asm Rieti Spa è una partecipata del Comune, il quale – essendo socio di maggioranza - è tenuto, per definizione, alla tutela e salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti/cittadini delle proprie partecipate. E il destino di decine di lavoratori e delle loro famiglie non può essere messo a repentaglio a causa di politiche gestionali dissennate delle quali i lavoratori non hanno alcuna colpa. Cgil, Cisl e Uil, di contro, sono favorevoli al progetto di municipalizzazione dell’intera società, a patto che questo includa tutte le attività ad oggi comprese in Asm Spa: ossia trasporto pubblico, igiene ambientale e, ovviamente, farmacie comunali. Le chiediamo un confronto allo scopo di individuare un percorso condiviso”.
Anche Assofarm scrive al sindaco: il presidente Venanzio Gizzi esprime “le preoccupazioni del nostro Sistema che si priverebbe di una Azienda che, proprio in questi difficili momenti costituisce un prezioso strumento per le amministrazioni comunali, a tutela della salute dei cittadini” e chiede “cortese disponibilità per un incontro anche al fine di cogliere l’occasione per illustrare i programmi e le azioni poste in essere da Assofarm, al fine di proiettare le farmacie verso un presidio sanitario ovvero verso un sistema di rete per la salute dei cittadini, dove le farmacie comunali potranno assumere un ruolo di fondamentale importanza”. (corrieredirieti)

Il consiglio comunale ha approvato a maggioranza (11 contro 5) il rendiconto di gestione anno 2019 e il risultato di amministrazione pari ad € 11.579.050,32 (il valore più alto registrato da sempre).

A proposito dei vincoli di finanza pubblica, il rendiconto 2019 evidenzia che il Comune di Assisi ha rispettato gli obiettivi del pareggio di bilancio e, aspetto più che positivo, è il rispetto del pagamento verso terzi con un indicatore di tempestività annuale pari a 15,52 giorni (tempo medio di pagamento) con comprensibili benefici per gli operatori economici.

L’indebitamento dell’ente, sempre al 31 dicembre 2019, è di 7.690.735 (compresi 5.561.600 di mutui contratti nell’anno), l’incidenza pro-capite è pari a 271,22 euro, una cifra bassa rispetto al decennio passato – dove si sono avuti indebitamenti procapite ad Assisi che hanno superato i 450€ – ció nonostante i nuovi mutui per le straordinarie manutenzioni per strade e altri beni pubblici e infrastrutturali.

Per la spesa corrente dalla relazione presentata risulta tale voce attualmente raggiunge quota 28.742.752,77 euro.
Un altro dettaglio rilevante: nel 2019 i trasferimenti statali per il Comune di Assisi sono stati di soli 1.150.448,48 € diminuiti del 60% nel solo ultimo quinquennio.

La giunta nel presentare attraverso il sindaco la documentazione ha evidenziato che il bilancio 2019 presenta il Comune strutturalmente sano ed efficiente come risulta dall’esame dei parametri indicati dall’ultimo decreto ministeriale in merito.

A proposito della farmacia comunale, la differenza tra entrate e uscite è pari a 116.803,33, somma che è andata a vantaggio dell’intero bilancio comunale, grazie anche al Bonus Bimbi domani.
Da luglio 2018 è iniziata la spedizione delle Baby Card Bonus Bimbi Domani per tutti i bimbi nuovi nati e residenti nel comune di Assisi, un bonus di 500 euro spendibile in prodotti per la prima infanzia; nell’anno 2019 sono state emesse 181 cards.

Per il capitolo personale sono cessati dal servizio 11 dipendenti e sono stati assunti 9 dipendenti a tempo indeterminato tramite mobilità e attingimento da graduatorie già esistenti.

 

Sul fronte degli investimenti le spese per il 2019 sono state finanziate e impegnate per 6.537.844,37, di cui la voce più importante riguarda viabilità e diritto alla mobilità (3.647.713,47), lo sviluppo sostenibile e tutela del territorio (830.449,65), istruzione e diritto allo studio (611.256, 41), sviluppo economico e competitività (572.664,11).

L’incasso dall’imposta da soggiorno nell’anno 2019 è stato di 1.161.701,00 (nel 2018 era stato di 1.112.011) ed è stato destinato al finanziamento degli interventi in materia di turismo, ivi compresi la valorizzazione e promozione del territorio e della sua offerta ricettiva, per manifestazioni ed eventi culturali e sportivi, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali e dei relativi servizi pubblici locali.

Nell’anno scorso l’entrata da parcheggi in concessione è stato di 1.410.431,00.
Posta di entrata extratributaria come l’importa di soggiorno che, purtroppo, in questo anno 2020 a causa dell’emergenza Covid, risulteranno pressoché azzerate almeno nella parte variabile.

La situazione finanziaria dell’esercizio 2019 evidenzia sì un avanzo di amministrazione di € 11.579.050,32, tuttavia la nota dolente è che risulta accantonato per la gran parte per € 8.501.024,58, secondo le disposizioni di legge, al Fondo crediti di dubbia esigibilità adeguato al 31.12.2019 nella misura del 100% della percentuale di inesigibilità dei crediti individuati come di dubbia e difficile riscossione.

Il Fondo crediti di dubbia esigibilità previsto nel bilancio 2020-2022 è pari ad ulteriori € 1.955.115 pertanto al termine dell’esercizio 2020 l’incidenza del Fondo sull’avanzo di amministrazione sarà pari ad € 10.456.139,59.

 

Il sindaco Stefania Proietti (nella foto) con l’Anci ha rilanciato la proposta al Governo per permettere ai Comuni di usare parzialmente questi fondi accantonati per il patto di stabilità al fine di tagliare i tributi locali alle categorie più colpite dalla crisi economica generata dal Covid-19. (assisioggi.it)

“Le farmacie comunali avevano conosciuto nel 2018 e 2019, un periodo di significativa difficoltà. I correttivi posti in essere, negli ultimi mesi, stanno però fornendo riscontri estremamente positivi. Più in particolare, nel primo quadrimestre 2020, cinque (delle sei) farmacie hanno registrato un risultato positivo nella gestione caratteristica. In altri termini, in cinque farmacie, i ricavi netti hanno superato i costi di produzione, facendo registrare un risultato positivo”.
Lo rende noto Civitavecchia Servizi Pubblici, che rileva come particolarmente performante si sia rivelata la Farmacia presso la Borgata Aurelia.
“Ma ottimi segnali – si legge in una nota di CSP – di crescita sono stati registrati anche dalla Farmacia Boccelle, Cisterna e Matteotti. Un po’ più in difficoltà Calamatta, che comunque mantiene la propria ‘quota di mercato’, seppur in un quadrante difficile. Discorso a parte va fatto per la Farmacia Stazione, aperta senza una valutazione di mercato, ed inoltre particolarmente colpita dalla emergenza sanitaria che ha determinato una pesante riduzione degli utenti (soprattutto turisti) in transito per la Stazione cittadina. Su questa farmacia andranno svolte alcune analisi e assunte decisioni quantomeno nel caso in cui l’emergenza sanitaria dovesse proseguire. Gli ottimi risultati delle farmacie, gestite da CSP, si vanno consolidando con un trend di ulteriore crescita dei ricavi anche nell’aprile 2020, sebbene non siano ancora disponibili i dati completi della gestione. Il fatturato cresce con punte che vanno dal 20%, fino a raggiungere il 52% e più, in alcuni casi. I costi vanno invece riducendosi lentamente ma in maniera costante. In questo senso sarà fondamentale varare la pianificazione ed il coordinamento degli acquisti anche all’esito di una gara che si sta delineando nel rispetto dei tempi ordinari di esecuzione. Il vantaggio competitivo delle nostre farmacie è quello di poter procedere ad ‘acquisti di gruppo’ spuntando certamente condizioni di fornitura più favorevoli rispetto ai privati. In questo senso, l’esperimento dell’acquisto coordinato dei dispositivi di sicurezza individuale ha dato, da questo punto di vista, risultati estremamente positivi e lascia quindi ben sperare. Fino a qualche mese fa, questa modalità di acquisto non era mai stata presa in considerazione. Tornando ai risultati, vanno fatti quindi i complimenti a tutti coloro che stanno applicando il piano di riorganizzazione del settore. I risultati sono stati resi possibili dall’impiego di personale, infatti, fortemente specializzato che era già in organico della società. Il Cda ha semplicemente rimosso gli ostacoli per un più fluido e corretto operare. A tali dipendenti va il ringraziamento della società e l’invito a completare il percorso di crescita nel 2021, così come da piano già definito”.
Questo infine il commento del Presidente del Cda, Avvocato Antonio Carbone: “I nostri responsabili aziendali ed i nostri farmacisti stanno svolgendo un lavoro egregio, come tantissimi altri operatori aziendali. Le Farmacie rappresentano un chiaro esempio di come intendo impostare l’azienda, valorizzando le significative professionalità interne”. (centumcellae.it)
Tremila mascherine artigianali per bambini e ragazzi sono state acquistate dall’azienda delle farmacie comunali (AFS Spa), in accordo col Comune. Si tratta di “ArtMask”, realizzate nel laboratorio Altre Mani, gestito dalla cooperativa sociale ConVoi, aderente al gruppo CO&SO, che a partire da mercoledì saranno distribuite gratuitamente a tutti i bambini e i ragazzi sestesi dai 6 ai 12 anni.

Il laboratorio di confezionamento e sartoria, di design e accessori moda di ConVoi di via del Trebbiova ad integrarsi con l’attività del marchio Altremani e ad ampliare i percorsi di inserimento lavorativo. Il laboratorio occupa donne con disagio familiare e utilizza macchinari sottratte al circuito illegale del distretto pratese. Qui è nata l’idea di realizzare mascherine per l’infanzia e l’adolescenza, creative e piacevoli da indossare.

“Abbiamo voluto trasformare la mascherina da quella che è e sarà un’osservanza doverosa, in un’abitudine forse non comoda ma almeno simpatica e creativa – spiega Claudia Calafati, referente dell’ Area Educazione presso CO&SO – Del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza se n’è parlato poco in questo periodo complesso legato all’emergenza sanitaria e si continua a dare poco peso a quello che stanno vivendo i più piccoli, allontanati dai contesti educativi, dagli amici e privati per molto tempo della possibilità di passare del tempo all’aria aperta. In questa fase di “riapertura”, la mascherina, simbolo dell’emergenza, deve diventare un elemento della vita quotidiana e dare a bambini e ragazzi la consapevolezza della responsabilità che è richiesta anche a loro”.

“La mascherina è una misura igienica fondamentale per prevenire la diffusione del Coronavirus – ricorda il sindaco Lorenzo Falchi – È un oggetto con cui tutti noi dovremo convivere per mesi e poter contribuire a questo progetto di grande valore sociale è stata una doppia opportunità che abbiamo voluto cogliere e far cogliere ai nostri bambini e ragazzi. Grazie al contributo della Farmacie Comunali, abbiamo acquistato circa tremila pezzi per tutti i bambini residenti dai 6 ai 12 anni che saranno distribuiti a domicilio dalla nostra Protezione Civile nei prossimi giorni. Un piccolo pensiero per quei giovanissimi concittadini per i quali questi mesi sono stati una prova difficile e che nei prossimi mesi dovranno confrontarsi con una realtà profondamente cambiata”.

Le mascherine del laboratorio sono “mascherine di comunità”, lavabili, in materiale multistrato, che garantiscono comfort e coprono dal naso al mento. Non sostituiscono il distanziamento sociale ma sono una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus, che richiede anche un frequente lavaggio delle mani e l’attenzione a non toccarsi il viso, il naso, gli occhi e la bocca.

Le “Artmask” sono cucite con cotone da camicie, sono lavabili e al momento della confezione disinfettate e imbustate una per una. Sono realizzate in due taglie, 6-9 anni e 9-12 anni. All’interno dei due strati di cotone è inserito uno strato filtrante con garze per una maggiore protezione, sono lavabili in lavatrice a 60°. (piananotizie.it)

Illustrissimo Signor Ministro,

l’attuale fase di attenta vigilanza consente di effettuare una prima riflessione sulla risposta data, dal Servizio Sanitario Nazionale, per fronteggiare la pandemia nel nostro Paese.

Le farmacie comunali sono in perfetta concordanza con le riflessioni della S.V. che, in una recente intervista, ha annunciato l’apertura di “una grande strategia di investimenti per rendere più forte il nostro Servizio Sanitario Nazionale”. Il tutto passando, anche, attraverso il rafforzamento delle strutture sul territorio e della digitalizzazione.

Le farmacie comunali, che mi onoro di presiedere, così come tutte le farmacie, sono state uno strumento insostituibile durante l’emergenza ed hanno fortemente contribuito alla tenuta del Servizio Sanitario Nazionale rispondendo con grande abnegazione ai momenti davvero difficili e drammatici che abbiamo vissuto.

Le farmacie, quale presidio sanitario sul territorio e strumenti sanitari di prima vicinanza ai cittadini, costituiscono elementi portanti, strutturati ed organizzati che necessitano di una particolare attenzione, soprattutto nel prosieguo dei lavori avviati prima della forzata sospensione a causa della pandemia.

Una nuova remunerazione è ormai impellente e necessaria ed una convenzione, in fase di definizione, deve contenere elementi innovativi impostati su un forte equilibrio tra le competenze centrali e quelle territoriali.

Assofarm prosegue nel proprio ed incessante lavoro per una farmacia orientata sui servizi sanitari necessari per la salute dei cittadini.

Per approfondire i temi ed i programmi da noi portati avanti saremmo lieti di incontrarLa e siamo certi di ricevere un cortese cenno di riscontro. Con i più cordiali saluti.

Venanzio Gizzi - Presidente Assofarm

“Siamo soddisfatti dei risultati conseguiti nell’esercizio 2019: pur in un contesto più complesso del previsto l’Azienda Farmaceutica Municipale S.R.L. ha confermato la capacità di raggiungere l’obiettivo aziendale di creazione valore per l’azionista e socio unico, ovvero il Comune di Casalmaggiore e i suoi cittadini”. A relazionare sul bilancio il presidente di AFM, Marco Ponticelli. In genere il bilancio di AFM veniva presentato negli anni scorsi in conferenza stampa ma quest’anno, per le restrizioni in vigore per il contenimento del Covid19 si è pensato di procedere senza. Un bilancio che vede crescere l’utile e pure i servizi: la quadratura del cerchio nella quale Ponticelli ha mostrato, sin dal suo insediamento, ottime capacità. Ottimo personale, un CdA attento alle esigenze e al mercato, un presidente onnipresente: questa la ricetta che a Casalmaggiore funziona.

La relazione sul bilancio dà modo anche a Ponticelli di anticipare le sue possibili dimissioni per impegni più gravosi di lavoro: sostituirlo non sarà semplice.

“Nonostante un mercato italiano della farmacia con un fatturato 2019 in calo dello 0,7% sull’esercizio 2018 – prosegue il presidente di AFM – l’Azienda Farmaceutica Municipale SRL anche nell’esercizio 2019 ha mantenuto l’impegno nei confronti del proprio socio unico, il Comune di Casalmaggiore, e dei suoi cittadini, di erogazione risorse pari a ca 195 mila euro, di cui dividendi per 100 mila euro e canone annuo per gestione servizio farmaceutico pari a 95 mila euro, oltre 19 mila euro di copertura perdita gestionale del micronido di Quattrocase e 16 mila euro di erogazioni effettuate ad enti, associazioni culturali, società sportive, scuole e parrocchie del territorio e dunque per un totale risorse distribuite sul territorio comunale, nel corso dell’esercizio 2019, pari a ca 230 mila euro, a vantaggio della Comunità; si tratta del miglior risultato ottenuto dalla trasformazione dell’Azienda Farmaceutica Municipale SRL in società multiservizi (avvenuta nell’esercizio 2003, ndr)”.

“L’Azienda Farmaceutica Municipale SRL nel corso dell’esercizio 2019 ha registrato ricavi lordi complessivi pari ad oltre 3 milioni di euro, in crescita del 2% rispetto il precedente esercizio 2018. Il risultato aziendale è frutto di una sintesi tra le due gestioni, farmaceutica (con utile netto pari a 149 mila euro) e micro-nido (con perdita pari a 19 mila euro) che, al 31.12.2019, ha contribuito a generare un risultato d’esercizio positivo per 130 mila euro, in incremento del 25,5% rispetto a quanto conseguito nel 2018. Un merito che va riconosciuto in modo particolare alle farmaciste, quali professioniste in grado di fornire informazioni ed aiuto per ogni necessità o problematica, offrendo disponibilità e discrezione in ogni situazione; per l’Azienda la professionalità è un caposaldo; il personale è in continua formazione su nuovi principi attivi, prodotti disponibili sul mercato e sui protocolli di terapia più innovativi: Professionalità, Disponibilità e Cordialità sono i solidi valori che da sempre caratterizzano l’Azienda. L’Azienda si conferma un punto di riferimento del nostro territorio, unendo la crescita dei ricavi all’attenzione ai costi e puntando sugli investimenti in ambito Industria 4.0 per migliorare la qualità del servizio e l’efficienza”. (oglioponews.it)

Lo scorso sabato 20 giugno si è svolta l’iniziativa “Prevenzione per la pelle” presso la Farmacia Comunale 2.
La giornata, che ha visto lo screening gratuito di prevenzione dei tumori della pelle a 38 persone, patrocinata dal Comune di Pomezia è avvenuta in collaborazione con il Università Campus Bio-Medico di Roma nelle vesti della Prof.ssa S.Tenna e del Dott. M.Morelli.
Il progetto, coadiuvato da Amici del Rotary Club Pomezia Lavinium grazie alla presidentessa Giuseppina Temperini, ha un duplice scopo: dare la possibilità al maggior numeri di cittadini di eseguire uno screening presso le Farmacie Comunali di Pomezia e di conseguenza razionalizzare gli ingressi agli ospedali per le visite di controllo.
Le prossime giornate di screening si terranno a luglio e settembre e si proseguirà con altre modalità da ottobre più estese.
Questa iniziativa permetterà di avere diagnosi precoci e ottimizzazioni delle cure attraverso il connubio tra Campus Bio-Medico e le Farmacie Comunali di Pomezia, certificate oncologiche.

“L’emendamento dell’onorevole Gemmato al Dl Liquidità, lo abbiamo già detto subito dopo la sua approvazione, è un fatto importantissimo per la farmacia territoriale. Si tratta del primo atto istituzionale che argina gli effetti della legge 405/2001”. Con queste parole il segretario generale di Assofarm Francesco Schito ha aperto la diretta Facebook delle Farmacie Comunali che ha ospitato il segretario della XXII Commissione (affari sociali) della Camera on. Marcello Gemmato, l’economista dell’università di Pisa Franco Falorni, Il segretario generale di Cittadinanzattiva Antonio Gaudioso, il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi.

“Nel prossimo futuro – ha preso subito la parola lo stesso Gemmato – ci aspetta un grande lavoro sulla determinazione dei costi occulti della distribuzione diretta: dal maggiore impatto del personale delle farmacie ospedaliere, alla contabilizzazione dei farmaci scaduti, fino ai costi sociali sostenuti dai cittadini. Compresi quelli sanitari e umani generati dalla mancata osservanza delle terapie da parte di quei pazienti che faticano a raggiungere con continuità e regolarità la farmacia ospedaliera”.

Secondo Antonio Gaudioso, ogni futura analisi sui costi dovrebbe essere guidata da un solo obiettivo: cosa è meglio per il cittadino. “Il tema è armonizzare efficienza della spesa e umanizzazione della cura. Abbiamo atteso troppo per la farmacia dei servizi, per nuovi modelli di presa in carico del paziente, poi quando è arrivato il Covid abbiamo scoperto che mancava la sanità territoriale”.

A Falorni è spettato il compito di riflettere sullo stato dell’arte economico: “Dal 2006 ad oggi, da quando abbiamo iniziato a parlare di nuovi modelli di remunerazione del farmacista, la farmacia ha perso in redditività ma ha tenuto ferma la propria professionalità. Abbiamo resistito alla deriva commerciale, ma il prezzo di tutto ciò è stata una crescente fragilità economica, soprattutto per le piccole farmacie, urbane e rurali. Questa tendenza deve essere invertita: senza sostenibilità economica viene meno anche la mission sanitaria”.

E’ possibile rimandare ancora il rinnovo della Convenzione anche dopo l’esperienza del Coronavirus? E’ possibile relegare la farmacia ai margini del Sistema Sanitario Nazionale dopo il contributo che ha dato per tutta l’emergenza? E’ possibile non coinvolgere le farmacie nella vaccinazione di massa che verosimilmente dovremo affrontare al prossimo autunno? Sono queste le domande che il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi ha posto nel suo intervento.

Domande per le quali, secondo l’onorevole Gemmato, oggi non vi sono risposte certe. “Non è affatto scontato che nei 37 miliardi del MES, ammesso che il nostra paese ne usufruisca, siano compresi interventi a favore della farmacia”. Parole cui ha fatto eco Francesco Schito: “Nei primi interventi emergenziali, la politica ha dimostrato pochissima considerazione per le Farmacie. Tanti fondi per gli infermieri, nulla per le farmacie, anche se la quasi totalità di esse è rimasta aperta per tutto il lockdown”.

Eppure, qualcosa sembra muoversi davvero. È sempre Gizzi che conclude ricordando come la Dpc stia crescendo sensibilmente in diverse regioni, “e del resto siamo tutti d’accordo sul fatto che la norma Gemmato dimostra come ormai vecchie certezze a favore della diretta stiano venendo meno. Dobbiamo avere la forza di riprendere con decisione il confronto congiunto tra rinnovo della Convenzione e nuova remunerazione”

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