Newsletter Assofarm

Abbiamo 147 visitatori e nessun utente online

E’ stata una delle nostre vittorie più nette. Da quando abbiamo saputo che il Decreto Ristori avrebbe sancito la nascita del Farmacista Vaccinatore anche nel nostro Paese, Assofarm non ha mancato di ricordare che questa è una sfida che la nostra Federazione porta avanti da almeno 3 anni. Siamo di fronte ad una nuova strada finalmente aperta, che ora deve essere percorsa.

Non è quindi il caso di adagiarsi sugli allori. In questi giorni Assofarm sta avviando i primi rapporti formali con lo staff del Commissario all’Emergenza per coordinare il proprio sistema territoriale alla rete vaccinale nazionale.

Quanto tutto sarà pronto, la parola passerà ai singoli. Se davvero vogliamo contribuire all’obiettivo delle 500.000 inoculazioni al giorno non appena si avranno le necessarie disponibilità, i farmacisti dovranno aderire in massa ai programmi di abilitazione alla somministrazione dei vaccini.

Insomma, ora tocca davvero a noi. Un momento, questo, che le Farmacie Comunali attendono dal 2018 quando, sulla scorta di quanto si stava facendo in altri paesi nord-europei e che venne allora riportato da nostri partner dell’Unione Europea delle Farmacie Sociali (UEFS), iniziammo a proporre con convinzione la figura del farmacista vaccinatore come soggetto rilevante al raggiungimento di obiettivi epidemiologici rispetto ai quali l’Italia era lontana. 

Rispetto ai silenzi che allora accolsero le nostre proposte, oggi viviamo letteralmente in un’altra era. Il Covid ci ha obbligato alla programmazione e alla previsione. Il drastico rallentamento dei consumi spinge istituzioni internazionali e governi a dotarsi di politiche economiche espansive. In questo contesto il Servizio Sanitario Nazionale sta vivendo una nuova considerazione. Sono queste le dinamiche socio-sanitarie nelle quali si sta muovendo la farmacia italiana e che deve assolutamente sfruttare per definire il proprio rilancio.

Tutto ciò vale anche per i nostri farmacisti e soprattutto per il loro Contratto Collettivo, da tempo in attesa di rinnovo.

Dopo anni di calo costante della redditività delle nostre farmacie e di ristagno delle riforme sistemiche, il probabile avvio di una fase di rilancio della farmacia territoriale, il suo riposizionamento all’interno del SSN, e non ultimi i sostegni diretti che nei prossimi anni arriveranno dal Governo, ci dovrebbero mettere nelle condizioni ideali per ripensare ad un Contratto che finalmente possa riconoscere nei numeri economici il valore sanitario dei nostri professionisti.

Un valore sanitario che è parte integrante di quel patrimonio di credibilità che il mondo delle Farmacie Comunali ha costruito in questi anni e che gli ha permesso di giocare un ruolo autorevole nella gestione istituzionale della crisi.

Essere oggi presenti e subito attivi sull’ultimo passo di questo processo, quello di mettere a disposizione del paese un altro numero di farmacisti abilitati, significa in realtà fare un primo passo verso la nuova sfida di una farmacia più riconosciuta e integrata nel SSN. 

Quel che daremo oggi, sarà insomma la misura di quanto potremo legittimamente pretendere domani.

Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

Newsletter Notiziario 170