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Deblistering: un’occasione da sfruttare

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Deblistering: un’occasione da sfruttare

Con la pubblicazione delle linee guida sull’accesso personalizzato ai farmaci si compie un altro passo avanti nella farmacia dei servizi, secondo una visione che Assofarm porta avanti dal 2009. E’ probabile che l’impatto concreto di questo provvedimento non sarà subito rilevante. Il suo valore strategico è invece fin da subito notevole, perché conferma il trend di sviluppo di una farmacia sempre più parte integrante dei percorsi di cura. Una farmacia capace di assumersi responsabilità che vanno oltre la semplice dispensazione del farmaco.

Il provvedimento del Governo sul deblistering rappresenta, in questo senso, un riconoscimento concreto di questa evoluzione. Il farmacista potrà sconfezionare e riconfezionare i medicinali destinati al singolo paziente, organizzandoli secondo il suo schema terapeutico. Le linee guida definiscono procedure, requisiti, responsabilità, tracciabilità ed etichettatura, costruendo intorno a questa attività un percorso assistenziale preciso e regolamentato.

Non è un dettaglio. Significa riconoscere che, in determinate condizioni, la farmacia può intervenire non soltanto nel momento in cui il farmaco viene consegnato, ma anche in quello, altrettanto decisivo, in cui il paziente deve assumerlo correttamente.

Siamo insomma di fronte ad un’azione governativa che va accolta con pieno favore ed entusiasmo, avendo però ben chiaro che l’avvio di una nuova attività non coincide automaticamente con la sua piena realizzazione. 

Assofarm dedicò al deblistering un’intera sessione di confronto in una delle sue ultime Giornate Nazionali delle Farmacie Comunali, e già allora, accanto alle opportunità assistenziali, era emersa una questione molto concreta: quanto costa fare bene il deblistering e chi sostiene questo costo?

Oggi quella domanda è ancora più urgente. Le risorse destinate allo sviluppo dei servizi, pari a 50 milioni di euro, rappresentano certamente un buon inizio, ma difficilmente potranno essere sufficienti a sostenere una diffusione strutturale di tutti i servizi, deblistering compreso.

Ciò è particolarmente vero se immaginiamo, come è ragionevole fare, che il futuro della personalizzazione passi dall’automazione. I macchinari necessari per rendere il processo più efficiente e sicuro possono comportare per ogni farmacia investimenti di diverse decine di migliaia di euro.

Il tema, quindi, non è soltanto quello di introdurre il deblistering. È costruire le condizioni perché possa diventare davvero un servizio che produca valore per la sanità italiana e sia al contempo sostenibile per le farmacie, perché solo da questo mix virtuoso potrà raggiungere un numero significativo di cittadini. 

La farmacia dei servizi, del resto, non può crescere sulla base di nuove responsabilità senza che a queste corrispondano risorse e modelli organizzativi adeguati.

In questo nodo da risolvere risiede l’aspetto più interessante del momento che stiamo vivendo. L’avvio del deblistering ci permette finalmente di passare dalla discussione teorica alla verifica sul campo. Possiamo cominciare a produrre dati (che dovranno essere scientificamente rigorosi) sull’efficacia della pratica, sulla corretta assunzione delle terapie e sui benefici che questo servizio può generare per i pazienti.

Questi dati saranno fondamentali. Perché la prossima sfida non sarà semplicemente chiedere nuove risorse, ma dimostrare perché quelle risorse sono necessarie e che ritorno daranno in termini di risparmi economici ed efficacia della cura. 

E’ solo grazie a queste evidenze scientifiche che potremo costruire con il Governo proposte nuove, più articolate e fondate sulla misurazione dei risultati.

Insomma, nei limiti comprensibili e accettabili di questo primo importante passo riformatore, troviamo la strada da seguire. Tutti noi dobbiamo considerare i servizi non tanto come nuove voci di offerta da aggiungere al catalogo delle prestazioni, quanto piuttosto come un complesso di occasioni progressivamente offerteci dalle istituzioni perché noi possiamo dimostrare che le farmacie sono un soggetto affidabile sul quale investire per rilanciare una sanità più prossima e personalizzata ai bisogni del cittadino. 

Luca Pieri

Presidente Assofarm