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Combattere il vecchio. Costruire il nuovo

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Combattere il vecchio. Costruire il nuovo

Pubblichiamo di seguito la Relazione del Presidente letta in occasione della 44° Assemblea Generale di Assofarm, svoltasi a Bologna il 16 luglio 2026.

Cari Amici e Colleghi,

siamo arrivati alla nostra $44^{\circ}$ Assemblea Federale, che certifica uno degli anni più proficui della nostra storia. Vi ringrazio di cuore per essere qui oggi, in un appuntamento importante per tutti noi celebrato in un punto del calendario probabilmente molto vicino alle vostre meritate ferie estive.

Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le Aziende associate, alle Farmacie Comunali, agli amministratori, ai direttori, alle farmaciste e ai farmacisti e a tutti i collaboratori che ogni giorno rendono concreto il valore della Farmacia pubblica italiana. Il vostro impegno rappresenta la forza della nostra organizzazione e la ragione stessa della nostra azione associativa.

Il 2025 è stato un anno straordinario, l’anno della sottoscrizione della nuova Convenzione con il SSN, attesa da ben 26 anni. È stato anche l’anno, lo ricordo più avanti, della consacrazione della Farmacia dei Servizi. È stato insomma il momento della raccolta di frutti importanti, dopo decenni di semina e quotidiani impegni.

Quella che stiamo vivendo è una stagione di profonde trasformazioni per la sanità italiana. Il Servizio Sanitario Nazionale attraversa una fase delicata, caratterizzata dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle cronicità, dalla carenza di personale sanitario, dalla crescita delle disuguaglianze territoriali e dalla necessità di garantire sostenibilità economica senza rinunciare ai principi di universalità ed equità. A questo quadro si aggiunge l’effetto prodotto dall’attuazione del Titolo V della Costituzione, che ha attribuito alle Regioni ampie competenze nell’organizzazione dei servizi sanitari. Se da un lato ciò ha favorito esperienze innovative, dall’altro ha determinato un’applicazione spesso differenziata delle norme e delle politiche sanitarie, con modelli organizzativi e livelli di accesso ai servizi non omogenei da Regione a Regione. Il rischio è quello di vedere affievolirsi il principio di uguaglianza sostanziale nell’esercizio del diritto alla salute, alimentando divari territoriali che non possono essere considerati accettabili in un Servizio Sanitario che si fonda sull’universalità delle cure. In questo scenario la Farmacia comunale non rappresenta semplicemente un presidio sanitario di prossimità. Essa è ormai un’infrastruttura sociale essenziale, capace di garantire accessibilità, continuità assistenziale e vicinanza alle persone, soprattutto nei territori più fragili.

Attorno a questi grandi dossier dalla portata epocale, in questi ultimi mesi la nostra Federazione ha continuato in maniera incessante a produrre e a sostenere proposte e progetti innovativi.

La riforma della legislazione farmaceutica

Il dibattito sul Disegno di Legge n. 1786 per il riordino della legislazione farmaceutica pone il nostro comparto di fronte a una svolta decisiva per stabilizzare il ruolo della Farmacia come presidio di prossimità integrato nei LEA.

Assofarm guarda con grande favore a questa riforma, considerandola un’opportunità irripetibile per superare la frammentazione normativa attuale e valorizzare le autonomie locali.

Durante l’audizione presso la $10^{\circ}$ Commissione del Senato, la Federazione ha ribadito la necessità di rafforzare i Comuni nella pianificazione flessibile delle sedi e nell’esercizio del diritto di prelazione, confermando i Sindaci quali prime autorità sanitarie, specie nelle aree marginali.

Per rafforzare le nostre proposte abbiamo perseguito una serrata interlocuzione con l’ANCI e con il Presidente Manfredi, sindaco di Napoli, dando attuazione a un protocollo di collaborazione con l’associazione dei comuni italiani, già sottoscritto qualche anno fa e di recente rinnovato.

Precedentemente a questo momento, Assofarm aveva prodotto un’importante azione di lobbying politica e istituzionale tesa ad ottenere l’esclusione delle Farmacie Comunali dal Codice degli Appalti. Nonostante tale iniziativa sia stata assai apprezzata nei contenuti e nei modi da parte dei nostri interlocutori, ricordo su tutti i complimenti del Vice Ministro all’Economia On. Maurizio Leo e l’emendamento al Disegno di Legge Semplificazioni da noi proposto e firmato dai principali gruppi presenti in Parlamento, ad oggi non abbiamo ancora raggiunto i nostri obiettivi. Non abbandoneremo la questione e la riproporremo alla prima occasione utile perché siamo convinti che ci siano i presupposti giuridici che ci permettano di competere, in tema di acquisti di farmaci, con le stesse prerogative delle farmacie private.

La Legge di Bilancio consacra la Farmacia dei Servizi

A gennaio scorso, la pubblicazione della Legge di Bilancio segnava un passaggio storico per il nostro settore, ponendo le farmacie in una posizione di rilievo senza precedenti all’interno della sanità territoriale italiana. Il testo del Ddl sancisce infatti la stabile integrazione delle prestazioni farmaceutiche nel SSN. Tra le novità principali, l’adozione di linee guida ministeriali per i requisiti operativi avrebbe evitato i complessi e onerosi obblighi di accreditamento precedentemente ipotizzati. Sul fronte economico, il budget annuo destinato alla Farmacia dei Servizi veniva raddoppiato, passando da 25 a 50 milioni di euro a decorrere dal 2026, e si registrava un lieve incremento (+0,05%) del tetto della spesa convenzionata. L’unica nota critica riguardava l’introduzione di un tetto alla remunerazione per i farmaci sopra i 100 euro. Ciononostante, la presenza di tali misure nella manovra finanziaria rappresentava la definitiva consacrazione culturale e politica della Farmacia dei Servizi, non più considerata una sperimentazione ma un pilastro strutturale del Paese.

Assofarm guida NMVO Italia

Ad aprile scorso il Consiglio di Amministrazione di NMVO Italia (National Medicines Verification Organization) mi ha eletto suo presidente. Un riconoscimento dato da tutta la filiera del farmaco non tanto alla mia persona quanto all’organizzazione che rappresento.

Condivido con tutti voi una nomina di peso, che arriva in un momento cruciale per la sicurezza del sistema distributivo farmaceutico nazionale e che consolida il ruolo centrale delle Farmacie Comunali nel panorama istituzionale italiano.

NMVO Italia è l’organismo nazionale responsabile della gestione del sistema di verifica dei medicinali. Il suo ruolo è tecnico e, al tempo stesso, profondamente etico: spetta a NMVO implementare e gestire l’infrastruttura tecnologica necessaria per prevenire l’ingresso di farmaci falsificati nella catena di fornitura legale. Un’attività silenziosa ma fondamentale per garantire la massima sicurezza a ogni cittadino che entra in Farmacia. Ancora una volta complimenti a tutti noi per la considerazione di cui godiamo nel nostro mondo.

I benefici della DPC e della nuova Remunerazione

Nel febbraio scorso, gli esiti del Tavolo Tecnico per il monitoraggio della spesa farmaceutica, svoltosi presso il Ministero della Salute con la partecipazione di AIFA, MEF, Regioni e associazioni di categoria, hanno certificato l’efficacia economica e sociale della riclassificazione delle gliflozine.

Il passaggio di questa classe di farmaci antidiabetici dal canale degli acquisti diretti ospedalieri alla distribuzione convenzionata territoriale ha generato, nel solo trimestre settembre-novembre 2025, ben 9,2 milioni di euro di risparmi. Questa “rivoluzione gentile”, sostenuta dal Sottosegretario Marcello Gemmato, dimostra come il contenimento della spesa pubblica possa felicemente coniugarsi con il rafforzamento del principio di prossimità per i pazienti.

Alla luce di questi dati straordinari, Assofarm auspica che AIFA dia rapido seguito alla Legge 213/2023 individuando nuovi farmaci da far transitare alla distribuzione convenzionata.

Sono invece di poche settimane fa i dati sulla spesa farmaceutica pubblica complessiva del 2025. Dalla rilevazione di Aifa, la spesa pubblica netta per i medicinali erogati nelle farmacie territoriali (canale della convenzionata) ammonta a 8,5 miliardi, in crescita di circa 390 milioni di euro (+4,8%) rispetto al 2024, pur rimanendo sotto il tetto predefinito.

Si tratta di un aumento di spesa principalmente dovuto alla nuova remunerazione e alle riclassificazioni di cui abbiamo appena parlato. È quindi ragionevole immaginare che questi numeri aumenteranno man mano che si registreranno altri spostamenti di farmaci nella distribuzione convenzionata.

Seppure in maniera sommaria e imprecisa, questi 390 milioni di maggiori erogazioni nelle 20.000 farmacie territoriali si traducono mediamente in circa 6.000 euro di margine aggiuntivo per presidio. Il ridisegno dei rapporti con il SSN sta insomma già dando tangibili frutti.

Attenzione però a non limitare l’analisi al solo bilancio corrente. L’aumento del fatturato non concorre solo a rafforzare gli utili di fine esercizio, ma migliora anche il valore di mercato di ogni singola Farmacia. Insomma il volano della crescita sta iniziando a girare, e a beneficiarne saranno tutti. I cittadini che avranno più servizi di prossimità, le nostre aziende che avranno bilanci sempre più in salute, le Amministrazioni Comunali nostre proprietarie che potranno disporre di più risorse. E infine i nostri farmacisti, come vedremo più avanti discutendo del rinnovo del loro contratto.

Carenza dei farmacisti

Purtroppo non è un tema nuovo, e non è nemmeno una previsione. La mancanza di farmacisti è un problema che già oggi fa sentire le sue prime conseguenze.

Conseguenze che andranno ad aggravarsi se non verrà interrotto il costante calo di iscrizioni alle facoltà di Farmacia, fenomeno che sta interrompendo il ricambio generazionale e limitando l’ingresso di nuovi professionisti nel settore. La mancanza di personale qualificato non solo aumenta il carico di lavoro dei farmacisti attuali, ma riduce anche la capacità di innovare e sviluppare nuovi servizi di prossimità. Se nò si interviene tempestivamente, il futuro della Farmacia, pubblica e privata, rischia di subire conseguenze gravi, con ricadute sulla qualità e accesso alle cure per i cittadini.

Il nord Italia è l’area che oggi soffre maggiormente del fenomeno. E la risposta che arriva dai farmacisti cosiddetti “a gettone”, cioè di farmacisti a partita iva che lavorano a chiamata nelle farmacie, non può essere considerata una soluzione né definitiva né soddisfacente.

A tal fine, Assofarm ritiene che si debba approfondire la liceità giuridica di tale pratica, e al contempo si dovrebbe aprire un dibattito serio e non ideologizzato sull’Assistente di Farmacia, un professionista con percorso formativo dedicato, in grado di operare al banco sotto la guida e supervisione del farmacista. Questa nuova figura permetterebbe di valorizzare le competenze del farmacista, alleggerire il carico operativo e garantire maggiore continuità e qualità dei servizi farmaceutici.

Il Farmacista Prescrittore

Sulla spinta dei successi storici sulla nuova remunerazione e sulla Farmacia dei Servizi, Assofarm rimane fedele alla sua anima riformatrice e nello scorso settembre muove i primi passi verso una nuova evoluzione della professione: il farmacista prescrittore.

Nel settembre scorso ne abbiamo discusso approfonditamente durante la terza riunione de L’Officina di Galeno a Pisa e la $65^{\circ}$ Assemblea UEFS a Napoli. Da questi incontri è emersa la necessità di un task shifting normato, supportato da modelli internazionali di successo, dall’apertura della SIFO e dal favore dell’83% dei farmacisti e del 97% dei cittadini.

Non mancano nodi complessi da sciogliere, come il potenziale conflitto di interessi tra prescrizione e vendita, che richiederanno onestà intellettuale e rigore normativo. Ciononostante, questo percorso resta di fondamentale importanza: rappresenta una risposta concreta e non più differibile per garantire la sostenibilità del sistema e la continuità assistenziale ai pazienti.

CCNL dei Farmacisti Comunali

Leggiamo questa relazione nei giorni in cui è ancora aperto il dossier più delicato di quest’anno, ovvero il rinnovo del CCNL scaduto il 31 dicembre 2024.

Abbiamo sempre detto che non può esistere una Farmacia Italiana senza un Farmacista convinto e soddisfatto del proprio lavoro, pienamente realizzato come cittadino e come professionista. Le donne e gli uomini delle nostre aziende rappresentano il patrimonio più prezioso che abbiamo. Sono la forza della Farmacia comunale, la sua competenza, la sua affidabilità, la sua capacità di dare ogni giorno risposte concrete alle esigenze dei cittadini. Dietro ogni servizio, ogni consiglio professionale, ogni attività di prevenzione, ogni intervento di prossimità vi sono professionalità, responsabilità e una straordinaria dedizione al servizio pubblico.

Ad oggi siamo in una fase avanzata delle trattative e la viviamo con ottimismo. Crediamo che le richieste economiche avanzate dalla parte sindacale potranno essere in larga parte soddisfatte, questo grazie ai trend positivi di marginalità garantiti dalle grandi riforme di cui abbiamo già parlato in questa relazione.

Allo stesso tempo abbiamo il dovere di garantire la sostenibilità delle aziende che rappresentiamo. Le nostre associate sono profondamente diverse tra loro. Comprendono aziende che operano nelle grandi aree urbane e aziende presenti nei piccoli comuni, nelle aree interne, nelle zone montane, nelle periferie e nei territori più fragili. Realtà che affrontano condizioni economiche molto differenti e che spesso garantiscono servizi essenziali anche quando gli equilibri gestionali sono particolarmente complessi.

Qualora si raggiungano le condizioni ideali, Assofarm non attenderà furbescamente la chiusura del contratto delle farmacie private prima di firmare il nostro accordo. Sarebbe una speculazione politicamente inutile e che francamente non si addice alla nostra cifra valoriale.

Deve però essere chiaro a tutti che il mantenimento, o addirittura il miglioramento, di questo contesto economico decisamente positivo passa attraverso la piena affermazione della Farmacia dei Servizi. Affermazione che dovrà essere così netta da fare in modo che tra qualche anno si tornerà a parlare solo di Farmacia, perché la stragrande maggioranza dei presidi proporrà tutti i servizi disponibili.

È quindi fondamentale fin d’ora che i servizi siano una componente pienamente accettata nel Contratto che andremo a firmare con i sindacati. Non credo sia di poco conto il fatto che anche diversi sindaci abbiano appoggiato questo nostro approccio.

Credo quindi che quanto si sta realizzando in questo Contratto dimostra l’alto livello di responsabilità e coesione del nostro settore, nel quale tutti, proprietà, management e lavoratori, hanno compreso che il futuro della Farmacia si realizza insieme, nel rispetto delle posizioni e bisogni di ogni parte coinvolta.

A questo proposito consentitemi di rivolgere un vivo ringraziamento alla nostra Commissione per le relazioni industriali e al suo Presidente Andrea Capelli che, in stretta condivisione e collaborazione con la Giunta federale stanno conducendo una difficile trattativa. Ringrazio, inoltre, il Comitato tecnico dei direttori e il coordinatore Paolo Savigni per l’eccellente lavoro di supporto alle decisioni sia della delegazione sindacale che della Giunta. Non posso dimenticare, inoltre, l’apporto di Sebastiano Di Gurdo che, prima di Paolo ha efficacemente coordinato i nostri direttori.

Formazione, un grande investimento

Certamente ricorderete che lo scorso anno Assofarm ha creato un progetto formativo che, a causa della perdita dei fondi dello 0.15% da sempre destinati dalla Farmacie Comunali alla formazione, in linea con il CCNL vigente, ha offerto un piano FAD gratuito per i nostri farmacisti.

Assofarm continuerà a credere in un approccio centralizzato della formazione che supporti le nostre Associate e offra loro un servizio coerente con la nostra identità di servizio pubblico. Anche quest’anno il fornitore tecnico, su impulso del nostro Comitato Tecnico dei Direttori, sarà FCR di Reggio Emilia.

Per questo 2026, i risultati di bilancio che riporterò a breve ci permettono di offrire questo piano formativo in maniera del tutto gratuita alle nostre associate. Gratuità che si aggiunge a quella riguardante la copertura della “colpa grave” nelle polizze di Responsabilità Civile dei nostri dipendenti.

Stiamo parlando di atti non legalmente dovuti, ma fortemente voluti da tutti noi e molto in linea con quell’etica pubblica che predichiamo da tempo, e che in fondo pratichiamo ogni volta che si presenta l’occasione per farlo.

AI: strumento o padrone?

La recentissima enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV sull’Intelligenza Artificiale offre straordinari spunti di riflessione, applicabili anche al futuro del nostro settore.

Nel documento, il Pontefice esorta la politica a regolare gli algoritmi per evitare la dequalificazione del lavoro e la subordinazione dell’uomo alla tecnologia, denunciando i rischi legati alla manipolazione dei dati e invocando la necessità di audit obbligatori e di un controllo strettamente umano. Questo monito si intreccia profondamente con le urgenze delle Farmacie Comunali italiane.

Oggi i nostri farmacisti vivono dinamiche di pesante burnout, schiacciati tra la pressione burocratica e salari non più attrattivi, mentre all’esterno si muovono soggetti alieni che sfruttano queste fragilità con logiche di puro profitto e colonialismo aziendale.

Di fronte a questo scenario, Assofarm riconosce il potenziale straordinario dell’IA – ad esempio come risorsa per mitigare la carenza di personale – ma ribadisce che la vera sfida risiede in una sintesi virtuosa, guidata da una governance etica e pragmatica, lontana sia dall’adozione passiva sia dal rifiuto ideologico.

Coerentemente con la nostra storica attitudine all’innovazione, intendiamo presidiare questa transizione affinché la tecnologia rimanga uno strumento al servizio dell’uomo. Il futuro della Farmacia deve fondarsi su una dimensione in cui i protagonisti, da una parte e dall’altra del banco, siano sempre e solo le persone.

Comunicazione: una Farmacia d’iniziativa

Da diversi anni sosteniamo che il nostro settore debba porre maggiore attenzione alla comunicazione. Pensiamo ad una comunicazione non istituzionale, e certamente non commerciale. Crediamo invece in una comunicazione come vero e proprio strumento para-sanitario nelle mani dei nostri farmacisti.

Non più tardi di un mese fa, la cronaca di settore ci ha fornito qualche dato a supporto di queste posizioni.

Un’indagine promossa da Federfarma Lombardia sulla prevenzione pneumococcica ha evidenziato un profondo gap informativo ed equitativo: il 49,4% degli intervistati ignorava la gratuità del vaccino per le categorie aventi diritto, il 63,3% lamentava scomodità organizzative e il 56,3% ammetteva una scarsa conoscenza della patologia. Di contro, ben il 10,5% dei cittadini si è detto pronto a vaccinarsi dopo essere stato informato dal farmacista.

Questi dati dimostrano che la Farmacia territoriale non è solo un presidio logistico, ma un avamposto contro le disuguaglianze sanitarie, capace di intercettare le fasce più fragili della popolazione attraverso il dialogo attivo e la relazione di fiducia al banco.

Per Assofarm è chiaro che l’efficacia delle prestazioni non dipenderà dall’attesa passiva della domanda, ma dalla capacità di generarla attraverso una “Farmacia d’iniziativa” proattiva, in cui il professionista propone screening e tutele partendo dalle esigenze del paziente. L’importanza dell’argomento è cruciale per il nostro futuro: terminata la fase dei tavoli istituzionali e dei decreti, l’ultimo passo per realizzare compiutamente la riforma dei servizi consiste nell’abbandonare ogni pigrizia operativa, trasformando la Farmacia in un luogo d’ascolto dinamico e di orientamento alla salute.

Il ruolo strategico dei Coordinamenti Regionali

In un contesto caratterizzato da complesse sfide e, al contempo, da straordinarie opportunità di crescita, la Federazione dimostra una solida prontezza operativa. La valorizzazione e il potenziamento dei nostri presidi territoriali rappresentano da tempo una priorità strategica per Assofarm.

La lungimiranza di questa scelta trova oggi conferma nei fatti: disporre di strutture regionali ben organizzate e stabilmente integrate nel tessuto istituzionale locale è un prerequisito fondamentale per consentire alla nostra associazione di guidare l’evoluzione della Farmacia dei Servizi, sia nella gestione delle sperimentazioni correnti sia nella definizione dei futuri assetti assistenziali nei diversi territori. Tuttavia, la rapida transizione verso le nuove prestazioni e la concomitante riforma della sanità locale impongono ora un’evoluzione qualitativa della nostra azione periferica.

Per il prossimo futuro, i vertici centrali della nostra Federazione, pur nel rispetto dei numeri e vincoli dei nostri bilanci, si augurano di individuare una disponibilità di risorse da destinare ad un ulteriore sviluppo dei nostri coordinamenti regionali. Siamo infatti convinti, lo ribadisco, che questo sia uno dei fronti più strategici per il futuro delle Farmacie Comunali.

Conclusioni

Nelle successive relazioni approfondiremo alcuni aspetti tecnici del nostro bilancio. Vi anticipo che presenta solo dinamiche positive, prima fra tutte quella di un utile di circa 60.000 euro. Propongo fin d’ora di non accantonare tale cifra nel fondo di riserva, come nostra consuetudine, ma di destinarla al progetto di formazione dei nostri dipendenti, poc’anzi discusso.

Credo che tale scelta sia corretta non solo perché lancia un segnale forte ai nostri farmacisti, ma anche perché sostenibile dal punto di vista finanziario. Tutte le voci di costo sono in riduzione, cosa peraltro che accade ormai da diversi anni. Le nostre riserve sono ingenti. La Federazione presenta una capitalizzazione eccellente. Possiamo insomma permetterci un investimento importante in Risorse Umane.

Ogni anno ormai rischia di passare in secondo piano ogni considerazione sui nostri bilanci federali. Le ragioni di questa abitudine le conosciamo molto bene. A differenza della maggior parte delle organizzazioni nazionali di rappresentanza, Assofarm chiude in costante attivo i propri conti. In una battuta, siamo troppo bravi per rendercene conto.

Tale consuetudine porta con sé un rischio: quello di non dare il giusto valore a chi costruisce ogni anno questi risultati. Cioè tutte le persone che hanno una responsabilità amministrativa in questa Federazione e che ogni giorno prendono decisioni senza mai perdere di vista i risvolti economici del loro agire.

Il benessere economico-finanziario della nostra casa comune è non solo il risultato di singole virtù personali, ma nel tempo è diventato un vero e proprio valore associativo, vieppiù impreziosito dal fatto che non rinunciamo a nessun investimento importante e utile. Sappiamo insomma gestire con attenzione le nostre risorse, senza però dimenticare che il denaro è un mezzo che deve essere utilizzato per costruire la nostra ragion d’essere nella società italiana. La sobrietà, il senso di responsabilità, la competenza amministrativa, sono nei fatti valori costitutivi di Assofarm.

Ci meritiamo i risultati che stiamo ottenendo. Sono risultati bellissimi perché in essi ci ritroviamo. Sono coerenti con la nostra etica sanitaria e sociale.

Dalla Giunta Federale al Segretario Generale Francesco Schito, dai Coordinamenti Regionali al Tavolo dei Direttori, dai vertici delle nostre Associate al personale che opera nelle Farmacie Comunali, dal team dei nostri uffici centrali ai nostri consulenti, ognuno di noi fa la sua parte con concretezza quotidiana e vision di lungo periodo.

Desidero avviare la conclusione di questa mia relazione condividendo con voi una riflessione stimolata da un lucido articolo del sociologo Aldo Bonomi, apparso proprio qualche giorno fa sulle pagine de Il Sole 24 Ore.

Nel suo intervento, Bonomi fotografa con precisione chirurgica i contorni di una nuova e complessa questione sociale. Viviamo in un’epoca in cui il welfare tradizionale appare drammaticamente frammentato, ridotto a una costellazione di bonus, interventi d’emergenza e logiche di welfare aziendale che faticano a ricomporre l’ordito della coesione sociale. Nei territori in cui operiamo, vediamo quotidianamente logorarsi quei pilastri fondamentali della vita quotidiana – dalla casa accessibile, alla salute, dall’ambiente, alla mobilità – senza i quali la stessa crescita economica incontra un inevitabile tetto di cristallo. Le nostre farmacie comunali sono, per antonomasia, sensori e presidi di prossimità di queste “vite minute” che rischiano di scivolare nell’invisibilità sotto i colpi dell’esclusione sociale.

Proprio a partire da questa diagnosi, l’autore introduce un concetto che sento profondamente nostro e che deve orientare il nostro futuro: il neomunicipalismo di piattaforma.

Il neomunicipalismo non è la nostalgica riproposizione delle vecchie municipalizzate di un tempo, né un impossibile ritorno al welfare fordista del passato. Non combatte il vecchio per pura contrapposizione ideale, ma supera i confini del singolo comune per aprirsi alla dimensione dell’area vasta e dell’urbano-regionale. Esso si propone di costruire il nuovo integrando la capacità industriale e le reti delle utilities con l’attenta lettura dei bisogni, la prossimità e la capacità di fare società tipiche dell’economia sociale. Costruire il nuovo, per noi, significa non agire più come unità isolate, ma renderci piattaforma: un’infrastruttura capace di fare rete e di connettere privato sociale, fondazioni, amministrazioni locali e aziende private in una ricerca di soggettivazione comune.

Come Assofarm, siamo pienamente investiti da questa potente riorganizzazione della filiera. Il concetto di utility oggi non riguarda più solo l’erogazione di un servizio, ma tocca il punto di contatto più delicato tra i bisogni collettivi e la qualità della vita delle persone. La sfida che questo bilancio consegna al nostro futuro è esattamente questa: dimostrare che la sostenibilità economica delle nostre aziende può e deve incontrare la cura della questione sociale, facendoci interpreti e motori di questo nuovo neomunicipalismo. Il segreto del cambiamento – diceva bene Socrate – è concentrare tutta l’energia non nel combattere il vecchio, ma nella costruzione del nuovo.

Luca Pieri

Presidente di Assofarm