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Riportiamo di seguito la risposta del Generale Figliuolo al messaggio inviato dal presidente di Assofarm Venanzio Gizzi in ringraziamento per quanto fatto come Commissario all'Emergenza.

Illustre Presidente.

La ringrazio per le belle parole che ha voluto rivolgermi in occasione della conclusione del mio mandato di Commissario Straordinario per l'Emergenza covid-19 e per l'augurio che ha voluto formularmi per il nuovo incarico.

Con gratitudine riconosco a Lei e a tutta l'associazione Assofarm di aver fornito un irrinunciabile contributo all'implementazione della campagna vaccinale, al contrasto della pandemia e al consolidamento del valore del Sistema Paese 

                                                                                   Gen. C.A.Francesco Paolo Figliuolo

In questi due anni di pandemia, le farmacie italiane hanno seminato più di quanto hanno raccolto? Le riforme sanitarie degli ultimi mesi non stanno riconoscendo adeguatamente i sacrifici fatti dalle farmacie lungo tutta la crisi sanitaria?


Si tratta di domande che serpeggiano nei nostri ambienti ogni qualvolta Governo e Istituzioni sanitarie coinvolgono le farmacie in nuovi progetti per così dire “di servizio”, cioè iniziative dall’alto valore sociale ma dai bassi o nulli risvolti economici per i nostri bilanci.

Risponde certamente a queste caratteristiche il recente accordo proposto da Ministero della Salute e Aifa da un lato, e accettato da farmacie e distributori intermedi, relativo alla distribuzione del farmaco anticovid Paxlovid. Come noto, il medicinale antivirale in questione, se assunto entro i primissimi giorni di malattia, è in grado di ridurre del 89% i ricoveri in terapia intensiva di soggetti ad alto rischio. 

Una forte esigenza di rapidità somministrativa, quindi, che ha spinto il Governo  a riformulare le procedure di dispensazione. D’ora in poi i medici di medicina generale potranno prescrivere il Paxlovid e le farmacie potranno distribuirlo direttamente. Senza però che tale attività sia remunerata, almeno per tutto il 2022.


Quest’ultimo elemento non è stato accolto in maniera unanimemente positiva. Alcuni, non tanti per la verità, hanno letto i dettagli economici dell’accordo come l’ennesimo piccolo sfruttamento della farmacia a vantaggio di un sistema sanitario pubblico spesso ingrato. Un SSN che chiede impegni gratuiti in nome del diritto universale alla salute ma che poi dimentica di riconoscere meriti e sacrifici a chi l’ha aiutato a garantire agli italiani tali diritti.


La nostra posizione al riguardo è meno netta di quella appena esposta. In via generale riteniamo che servizi e dispensazioni vadano remunerati in maniera equa e rispettosa della nostra professionalità. Nel caso specifico in questione, però, riteniamo che il rapporto spesa-resa sia positivo per la farmacia italiana. 

A fronte di un impegno gratuito di poche dispensazioni giornaliere per presidio, la farmacia rafforza il proprio accreditamento nei processi di riforma della sanità territoriale italiana. Un accreditamento che a nostro modo di vedere si realizza su due dimensioni. 

La prima dimensione è pratica: dopo aver garantito la quasi totalità delle farmacie aperte anche nei giorni più difficili e disorientati della pandemia, dopo aver distribuito mascherine e tamponi a prezzi calmierati, dopo aver supportato l’ampliamento dei punti vaccinali, oggi con il Paxlovid la farmacia si conferma con un partner territoriale affidabile nel rispondere alla esigenze logistiche del SSN.

La seconda dimensione è reputazionale. La politica nazionale e locale, alti funzionari ministeriali e dirigenti della sanità regionale sanno bene che buona parte delle iniziative appena accennate non sono state un buon affare per le farmacie. Eppure le farmacie hanno fatto tutto ciò con sincero spirito di servizio al paese. Abbiamo insomma dimostrato di condividere valori e mission della sanità pubblica, e ciò avrà un peso nei prossimi tavoli di riforma.


Il potenziale di questo processo di accreditamento è già in atto. Un esempio di ciò è offerto dai confronti nati a seguito delle prime battute progettuali delle Case di Comunità. Se negli ultimi due anni avessimo evitato di partecipare ad iniziative sanitarie non remunerative, oggi avremmo assistito ad un progressivo recupero di posizioni all’interno della più importante riforma della sanità territoriale italiana? E prima di essa ci sarebbero state la remunerazione aggiuntiva e le vaccinazioni in farmacia?


Certo, non sono fatti di sé risolutivi dei problemi strutturali del nostro mondo. Ma altrettanto certamente sono fatti che spingono a pensare che la strada intrapresa possa davvero essere efficace.

Crediamo insomma che il tempo degli investimenti non sia ancora terminato. Si tratta di impegni alla nostra portata, che dobbiamo affrontare certo con lungimiranza e convinzione, ma anche con attenzione e prontezza di riflessi. Perché dovremo essere noi a comprendere quando sarà momento e sedi istituzionali opportune per capitalizzare quanto dato in questi anni e chiedere a buon conto un riconoscimento che garantisca sostenibilità economica solida e durata alla farmacia di domani.


Francesco Schito

Segretario Generale Assofarm

Farmacie sempre più vicine ai cittadini, con un ruolo di presidio e sostegno del territorio che si rafforza ulteriormente, anche nel post pandemia. In Emilia-Romagna ora diventano “antenne” per la segnalazione di reazioni avverse ai farmaci grazie al progetto Vigirete promosso dalla Regione in collaborazione con il Veneto, capofila del progetto: il duplice obiettivo è creare una rete di farmacie (sono pari alla metà, 669 su 1.367, quelle che hanno già aderito da Piacenza a Rimini) per aumentare e migliorare la sensibilizzazione delle comunità e dei farmacisti sull’importanza di segnalare sospette reazioni avverse; e, di conseguenza, aumentare anche il numero e la qualità delle segnalazioni, consolidando il rapporto tra farmacia e cittadino.

Se da un lato i farmacisti sono chiamati a sensibilizzare gli utenti su questa possibilità e a supportarli nella segnalazione, che si potrà fare online oppure con una scheda cartacea, altrettanto importante è il ruolo informativo e formativo che i farmacisti avranno sull’uso corretto e appropriato del farmaco, per arrivare a una ‘educazione’ complessiva che possa mantenersi nel tempo anche oltre il progetto. I farmacisti si affiancano, come segnalatori, agli altri professionisti sanitari, in particolare ai medici di medicina generale, ai medici ospedalieri e ai pediatri di libera scelta.

Come funziona

Le farmacie che hanno aderito o decideranno di aderire tramite la registrazione al sito https://www.vigirete.it  avranno a disposizione sulla piattaforma Vigirete - messa a punto dal Centro regionale di Farmacovigilanza della Regione Veneto, coordinatore scientifico del progetto - informazioni e schede sui farmaci per approfondimenti. Dovranno segnalare sospette reazioni avverse da farmaco e da vaccino collegandosi al sito per la segnalazione on line (https://www.vigifarmaco.it) oppure con una scheda cartacea compilata assieme al cittadino da consegnare al referente Ausl di Farmacovigilanza di riferimento.

Inoltre, tra maggio e luglio 2022 i farmacisti di tutte le farmacie convenzionate della regione potranno seguire incontri formativi online curati dal Centro Regionale di Farmacovigilanza e dai referenti aziendali di Farmacovigilanza per conoscere meglio il progetto. Infine, ogni farmacia che ha aderito riceverà il kit contenente dépliant informativi per farmacisti e cittadini, schede di segnalazione e accesso ai corsi, che sono gratuiti e rivolti sia ai titolari sia ai collaboratori.

I cittadini che ritengono di dovere segnalare una sospetta reazione avversa a farmaci o a vaccini possono recarsi presso una delle farmacie aderenti al progetto (l’elenco è disponibile sul sito salute.regione.emilia-romagna.it/vigirete) dove troveranno farmacisti informati sui temi della farmacovigilanza che potranno effettuare direttamente la segnalazione o sostenere quella del cittadino.

Sono 669 su 1.367 le farmacie del territorio che finora hanno aderito a Vigirete, così distribuite: 49 in provincia di Piacenza, 66 in provincia di Parma, 89 in quella Reggio Emilia. E ancora 48 nel Modenese, 87 a Bologna, 24 a Imola, 48 in provincia di Ferrara, 84 nel Ravennate, 100 in provincia di Forlì-Cesena e 74 nel Riminese. (forlitaday.it)

Un piano di risanamento articolato in quattro punti e un sostegno di Roma Capitale da 22 milioni di euro. Sono queste le mosse del Campidoglio per salvare Farmacap, l'azienda speciale capitolina che gestisce 43 farmacie comunali. [...]

"È quasi l'ultima chance" - ha detto Albino Ruberti, capo del gabinetto del sindaco di Roma parlando alle commissioni Bilancio e Politiche sociali che hanno iniziato l'iter per arrivare all'approvazione delle delibere di Giunta relative a otto bilanci e al piano di risanamento. La scelta del Campidoglio di non dare seguito alla liquidazione dell'azienda, ma anzi di salvarla e rilanciarla, nasce da un presupposto: "Riteniamo che il modello Farmacap (cioè generare risorse, attraverso le sue 43 farmacie, da reinvestire per garantire la fornitura di servizi sociali ai cittadini, ndr) sia giusto e quindi sia corretto mantenere la proprietà di questa azienda speciale, vedremo poi se questo assetto societario sarà il più giusto o con altre forme, per avere un presidio pubblico con una gestione positiva delle farmacie e potenziare l'offerta di servizi sociali di cui c'è un gran bisogno. Soprattutto il post pandemia trasformerà ancora di più le farmacie, che si stanno orientando verso un'offerta di servizi integrati con un ritorno della medicina territoriale". 

Per rimettere in piedi Farmacap, il Campidoglio intende intervenire con un sostegno finanziario da 22 milioni che però sarà vincolato all'approvazione di un piano di risanamento che "parte da una previsione di un 2021 ancora in perdita - ha spiegato Ruberti - ci saranno alcuni effetti positivi delle misure nel secondo semestre 2022, mentre nel 2023 e 2024 si tornerà a registrare un utile". Questo obiettivo, secondo il Comune, si raggiunge attraverso quattro azioni: "Le perdite accumulate negli anni e la situazione finanziaria molto pesante ha generato una serie di difficoltà per questa società, ma l'intervento complessivo da oltre 22 milioni di euro genererà una serie di benefici. A cominciare dall'azzeramento degli oneri finanziari, visto che l'azienda ricorre allo scoperto di tesoreria col Monte dei Paschi per 11 milioni di euro, che generano mezzo milione di oneri finanziari aggiuntivi". Tredici milioni e mezzo dei ventidue stanziati dal Comune serviranno a coprire le perdite pregresse e liberarsi degli oneri finanziari con le banche. "La seconda azione più strutturale e strategica riguarda il fatto che grazie a questa iniezione finanziaria può essere radicalmente cambiata la politica di acquisto della merce dal punto di vista qualitativo e quantitativo”. Farmacap acquisterà attraverso grossisti: con il nuovo management ci saranno subito nuove procedure di gara aggiornate e il ricorso all'acquisto diretto che può generare una marginalità superiore. Nel piano "è stato immaginato che l'effetto integrato tra nuova liquidità e nuova di acquisto può generare una riduzione del costo medio del prodotto del 5%".

Terzo elemento del piano "è mettere in vendita il patrimonio non strategico. Questa azienda aveva 4 immobili, oggi non in uso, di ex sedi di asilo nido e quindi è stato immaginato di mettere immediatamente in vendita attraverso un'asta pubblica questo patrimonio, che è stato stimato, e ha un valore di oltre 3,6 milioni". Ma siccome i tempi di vendita sono lunghi, Roma Capitale ha deciso, all'interno dei 22 milioni di sostegno, di anticipare a Farmacap questi 3,6 milioni "che dovrebbero tornare indietro attraverso la vendita dei 4 immobili. Nel caso non si vendessero, il Comune ha comunque la garanzia di tornare in possesso di questi beni". Infine, il quarto elemento riguarda le azioni per far tornare Farmacap a crescere nel fatturato. Da riprendere le due operazioni in corso: il trasferimento di una sede di una farmacia e l'apertura di una nuova che genereranno un parziale incremento. “Sul fatturato abbiamo valutato non crescite iperboliche ma pensiamo di potere tornare alle cifre degli anni scorsi, grazie a maggiori prodotti in vendita e a un miglioramento delle politiche di marketing. Infine, un investimento importante per migliorare l'estetica dei negozi, la modalità di esposizione dei prodotti, l'offerta dei servizi, una politica più sfidante di fidelizzazione dei clienti, anche con offerte di scontistica". 

Il Comune metterà quasi 5 milioni di euro (4,873 milioni) per l'aumento di Capitale della sua azienda: "E' questo il vero investimento sulla Farmacap del futuro". Se l'azienda nel 2023 può raggiungere "l'obiettivo semplice di oltre 1 milione di euro di utile si ridurrebbe la spesa corrente dell'amministrazione nel contratto di servizio. Noi in questo piano lo abbiamo aumentato di 432 mila euro perché è importante accompagnarlo con una maggiore offerta di servizi sociali, ma nel momento in cui faremo il nuovo contratto è inutile generare un utile alto di oltre 1 milione e dare soldi. Quindi negli anni futuri abbiamo la possibilità di tornare a una riduzione, grazie a una gestione sana di questo servizio, del nostro intervento di spesa corrente sui servizi sociali non per diminuirli ma piuttosto incrementandoli, perché a Roma ce n'è un gran bisogno". 

Il piano salva Farmacap è un punto di partenza, gran parte della strada dovrà farlo il nuovo management con in testa un cda che succederà alla gestione commissariale. Per salvare Farmacap bisogna fare in fretta. Da qui l’appello alle commissioni affinchè agiscano celermente: "L'azienda è in una situazione di criticità finanziaria molto spinta. Quando siamo arrivati - ha ricordato Ruberti - c'era una previsione di messa in liquidazione fin da novembre. In questi mesi abbiamo stressato la possibilità di pagamenti legati ai servizi, c'è una grande tensione con fornitori e banche e il nostro non decidere produce ulteriori perdite. L'obiettivo ideale sarebbe arrivare all'approvazione di tutto entro fine mese".

Soddisfatti della strada tracciata dal Comune i sindacati. “Dopo otto anni di commissariamento, che hanno determinato l’impossibilità di rilancio di un bene comune per la cittadinanza romana, è stata compiuta una scelta politica coraggiosa che da tempo le organizzazioni sindacali auspicavano si facesse e, se l’iter di approvazione dei bilanci e del piano di risanamento aziendale andrà a buon fine, si potrà dire di aver preservato un bene comune e restituito un patrimonio alla nostra città. Farmacap gestisce 45 farmacie presenti in quella periferia romana in cui i soggetti privati hanno scarso interesse ad essere presenti e, attraverso gli sportelli sociali, garantisce un supporto per le fasce della popolazione che abitano quei territori. Era impensabile - hanno scritto in una nota Filcams CGIL Roma Lazio, Fisascat Cisl Roma Capitale e Rieti, UILtucs Roma e Lazio - che si immaginasse di rinunciare a servizi di cui la cittadinanza ha un crescente bisogno e, con l’individuazione di una dirigenza capace di gestirla, l’Azienda ha tutte le potenzialità per offrire servizi di qualità, grazie alle professionalità espresse dai suoi dipendenti. Lo spettro della liquidazione aziendale, che ci auguriamo di aver scongiurato, avrebbe prodotto la perdita di professionalità che possono e devono essere valorizzate a vantaggio della qualità della vita nel nostro territorio: ci sarà la necessità di dotare Farmacap di un contratto di servizio strutturato che, nell’ottica più complessiva del rilancio, ci auguriamo preveda il potenziamento dell’attività aziendale attraverso l’impiego dei lavoratori attualmente in organico e consenta di incrementare il numero di farmacisti, la cui carenza attualmente determina una sofferenza nell’organizzazione del lavoro”. Roma è pronta per il rilancio delle sue farmacie comunali. (Romatoday.it)

Bastano 3 minuti per rivelare la presenza del diabete tramite l’analisi di una goccia di sangue prelevata da un dito. Il tutto tra le mura delle farmacie comunali e gratuitamente. La campagna di screening “Prevenzione diabete” di Nausicaa Spa, in collaborazione con Asl Toscana Nord ovest, partirà lunedì 4 aprile con l’obiettivo di “scovare” le oltre 3500 persone in provincia che soffrono di questo disturbo e non ne sono consapevoli (data la natura silente della mattia) e di metterle al riparo dalle complicazioni dovute al mancato accesso precoce alle terapie. Per partecipare è necessario innanzitutto controllare l’aderenza ai criteri di inclusione: età oltre i 40 anni, vita sedentaria, dieta non regolata, precedenti episodi di iperglicemia, ipertensione e diabete gestazionale sono alcuni degli aspetti che permettono l’accesso all’iniziativa e ne garantiscono l’efficacia. È sufficiente poi prenotare il proprio esame e recarsi in farmacia all’orario stabilito. Lì, tramite il prelievo di una goccia di sangue da un dito, sarà possibile conoscere il valore di emoglobina glicata (HbA1c), marker inconfutabile della presenza del diabete o del suo stato di prossimo esordio (prediabete). Per eseguire l’esame non è necessario essere a digiuno, perciò questo potrà essere effettuato in qualsiasi momento della giornata. Il paziente che presenta valori oltre o al limite della norma verrà poi inviato, assieme ad un diario personale con i valori rilevati, al medico di famiglia che predisporrà eventuale proseguo degli accertamenti. Prevenzione Diabete sarà attivo dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 12 presso la farmacia comunale Del Cavatore in via del Cavatore 25 a Carrara da lunedì 4 a sabato 16 aprile. La campagna proseguirà presso la farmacia comunale La Perla a Bonascola (all’interno dell’omonimo centro commerciale) da martedì 19 a sabato 30 aprile con il medesimo orario. Per prenotare è sufficiente telefonare in farmacia o recarsi sul sito nausicaacarrara.it e procedere con la prenotazione online in completa autonomia (gonews.it)

Anche la nuova farmacia comunale di via Trieste sarà affidata in gestione ad Assp Spa, come già quella di via Dei Mille. La nuova farmacia comunale i cui locali sono stati realizzati all’interno del complesso che comprende le due Residenze socio assistenziali da poco inaugurate, verrà assegnata per la gestione alla società a capitale pubblico con maggioranza assoluta del Comune di Cesano Maderno e di cui è socio anche il Comune di Limbiate (0,1%). Il consiglio comunale ha approvato l’offerta presentata da Assp Spa, che oltre ai cimiteri e ai parcheggi di Cesano Maderno, gestisce già 4 farmacie a Cesano Maderno, una a Varedo, una a Meda e, appunto, una a Limbiate, che ora diventeranno due. L’offerta presentata da Assp Spa e accettata dal consiglio comunale prevede di girare al Comune, come canone, il 5,5% fino a un importo massino di 1 milione di euro di ricavi realizzati e il 3,5% sui ricavi eccedenti il milione di euro.

Per l’affitto dei locali (farmacia e ambulatori) verranno riconosciuti 35mila euro l’anno. Inoltre Assp Spa si farà totalmente carico dell’investimento legato alla realizzazione della nuova sede farmaceutica di Via Trieste di tutti i lavori con costi stimati di circa 160mila euro, a cui si aggiungono 180mila euro per la realizzazione degli arredi, opere accessorie e l’acquisto di strumentazione necessaria per iniziare l’attività.

Assp chiederà al Comune un "contributo forfettario e non ripetibile, per le sole opere (esclusi gli arredi), di 206.500 euro che potrà essere detratto dal canone di locazione sino alla concorrenza dello stesso". All’interno della struttura che ospita la farmacia saranno resi disponibili anche degli ambulatori che il Comune intende assegnare ad un prezzo "politico" ai medici di medicina generale che accetteranno di svolgere l’incarico in città. (ilgiorno.it)