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In passato siamo stati tra i primi a proporre una ridefinizione dei rapporti tra distribuzione diretta e distribuzione per conto. Lo abbiamo fatto in nome della valorizzazione professionale della farmacia territoriale e della priorità dei bisogni del paziente. Oggi, proprio per mantenere fede a quegli stessi obiettivi, non crediamo che la DPC debba sostituire in toto la diretta, e che la DPC così come immaginata da alcuni sia la soluzione migliore per la farmacia del futuro.


Queste nostre riflessioni nascono all’indomani del dibattito generato dall’intervento della vice coordinatrice alla Salute della Conferenza delle Regioni Letizia Moratti alla Commissione Affari Sociali della Camera in occasione dell’indagine conoscitiva sulla distribuzione dei farmaci. 

Come noto a chiunque segua la stampa di settore, il tutto nasce da una differenza tra parole scritte e parole pronunciate. Da un lato, il documento ufficiale delle Regioni precedentemente diffuso definisce la DD come un sistema del tutto integrabile con l'attuale processo di riforma della sanità nazionale, anche tramite l’erogazione di farmaci  a domicilio del paziente o direttamente presso le Case di Comunità o Ospedali di comunità. Dall’altro, le dichiarazioni dell’Assessore Moratti in cui si chiede se “sia ancora vero il messaggio per cui la distribuzione diretta è vitale per il sistema” e in cui precisa che questa modalità “non è vero che non crea disagi, perché spesso il cittadino non abita vicino alla struttura, gli orari di distribuzione sono ridotti e contingentati”. Parole, quelle dell’Assessore lombardo, che hanno spinto la Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie-SIFO a chiedere alle Regioni un chiarimento definitivo sulla propria posizione ufficiale. 


Le fibrillazioni del dibattito in questione restituiscono la complessità del tema e la portata della posta in gioco. Al di là delle differenti prospettive, nessuno dubita sul fatto che dai meccanismi che regoleranno la nuova remunerazione della farmacia dipenderà il ruolo futuro che essa potrà avere nella nuova sanità territoriale. 

In attesa che le posizioni delle diverse parti vengano chiarite, ad Assofarm preme rimarcare il proprio punto di vista, così come definito lo scorso dicembre nella Giornata Nazionale delle Farmacie Comunali e sancito nel cosiddetto Patto di Genova. Punto di vista coincidente con quello del presidente della Fondazione ReS Nello Martini, già esposto al nostro incontro ligure e sostanzialmente rimarcato nella sua audizione in Commissione Affari Sociali qualche giorno fa. 

Noi crediamo che la distribuzione diretta debba essere mantenuta per il primo ciclo terapeutico successivo alla dimissione ospedaliera del paziente, ciò al fine di valorizzare la contiguità tra consegna di farmaci e controlli specialistici. La distribuzione diretta deve continuare anche per quei farmaci (gli oncologici, anticorpi monoclonali, farmaci per malattie autoimmuni, per l'HIV, per il trattamento di malattie rare e sclerosi multipla) la cui complessità di somministrazione è incompatibile con le farmacie territoriali.

Crediamo altresì, in pieno accordo con quanto detto dal dottor Martini, che un puro ampliamento della DPC nelle sue dinamiche odierne esporrebbe la farmacia ad un ruolo di puro terzista: il farmacista ordina il farmaco presente nella prescrizione e lo dispensa senza conoscerne il profilo sanitario, benefici e rischi. Una situazione che nel medio periodo ridurrebbe, invece che aumentare, le prospettive di sostenibilità economica e strategica della farmacia territoriale, perché rischierebbe di metterla in diretta competizione con altri player della logistica. Ben diversa sarebbe invece la possibilità per le farmacie di acquistare direttamente dall’industria i farmaci, ad una tariffa unica nazionale e comprendente gli sconti di legge oggi applicati alle Asl. Questa soluzione valorizzerebbe l’unicum distributivo della farmacie e stimolerebbe lo sviluppo delle competenze scientifiche del farmacista.


La strada appena descritta per sommi capi apre, a nostro parere, lo scenario meno divisivo ad oggi immaginabile. 

Il mantenimento della diretta su fronti terapeutici critici focalizzerebbe il ruolo della farmacia ospedaliera negli ambiti assistenziali in cui è davvero insostituibile. Il meccanismo degli acquisti diretti ad una tariffa unica nazionale, svolta che gode già del favore dei produttori, stimolerebbe una maggiore professionalizzazione del farmacista territoriale, risolverebbe le inaccettabili  differenze regionali in tema di accesso ai farmaci, e al contempo libererebbe le regioni dagli impegni burocratici degli acquisti. Infine, il cittadino potrebbe godere di una sanità centralizzata quando i suoi problemi di salute lo richiedono, ma avrebbe al contempo una sanità massimamente territoriale non appena è nelle condizioni per poter usufruire dei suoi vantaggi logistici.


Se è sempre vero che la  dialettica è preziosa nella misura in cui porta ad una sintesi che soddisfa tutti i partecipanti al dibattito, ciò lo è ancor di più per la sanità territoriale italiana. Se davvero vogliamo che quest’ultima sia tanto complessa quanto efficace, tanto duttile quanto specializzata, dovremmo favorire in ogni modo percorsi quanto più inclusivi per tutti gli attori in campo. 


Francesco Schito

Segretario Generale Assofarm

Anche l’UEFS Unione Europea delle Farmacie Sociali, risponde coi propri mezzi alla crisi umanitaria generata dalla guerra in Ucraina, in questi giorni la rete di oltre 2.300 farmacie e di una decina di grandi distributori presenti in otto paesi europei stanno attivando un sistema di donazioni di farmaci a favore delle popolazioni ucraine ancora presenti sul territorio nazionale e di chi è scappato nei primi centri di accoglienza esterni al paese. 

Le donazioni raccolte saranno distribuite attraverso l’ERCC (Emergency Response Coordination Centre) della Commissione Europea, un canale istituzionale che assicura trasparenza, affidabilità e gestione efficiente e sinergica degli aiuti.

“Tutta la UEFS si è attivata nei giorni immediatamente successivi i primi attacchi militari - afferma il presidente di Assofarm Venanzio Gizzi, presidente di turno anche di UEPS - quando fu subito chiaro che i combattimenti avrebbero generato distruzioni alle infrastrutture sanitarie e masse di sfollati. L’evolvere repentino e sempre più drammatico degli eventi ci ha spinto ad attendere che la macchina europea degli aiuti si organizzasse in modo che i nostri contributi potessero essere sfruttati al meglio, in base ai bisogni locali e alle capacità di assorbimento. Ora siamo pronti, e siamo certi che lo saranno anche i cittadini che ogni giorno si recano nelle nostre farmacie. 

Le Farmacie Comunali Riunite da qualche giorno si sono dotate dello strumento che consente la titolazione dei prodotti a base di cannabis terapeutica, utilizzata su prescrizione medica per alleviare i dolori cronici in diverse patologie.

Si è trattato per Fcr di un investimento di qualche decina di migliaia di euro, che permette all’azienda di ridurre i tempi di consegna – da una settimana a un solo giorno – delle dosi di cannabis terapeutica che vengono prodotte dal laboratorio galenico della Farmacia Centrale in piazza Prampolini per conto di tutte le altre farmacie. Questa decisione di Fcr rappresenta anche uno di quei casi – pochi in realtà – di una mozione approvata dal consiglio comunale che diventa un atto concreto a favore della cittadinanza.

La disponibilità di cannabis ad uso terapeutico è da sempre un problema in molti casi irrisolto per i malati che, su prescrizione medica, ricorrono a questo preparato utilizzato per alleviare il dolore, ad esempio, nelle cure oncologiche. Inoltre la cannabis terapeutica viene già utilizzata per dare sollievo ad alcuni disturbi cronici associati alla sclerosi multipla o alle lesioni del midollo spinale. I medici ricorrono alla cannabis terapeutica anche a fronte di inappetenza e come stimolante dell’appetito di persone sottoposte a chemioterapia, radioterapia e ad alcune terapie per l’Hiv, ma anche ad esempio per l’anoressia.

La sostanza può essere prescritta anche per malattie reumatiche (artriti, osteoartrosi, fibromialgia) o neuropatie, nonché per abbassare la pressione arteriosa in caso di glaucoma resistente alle terapie convenzionali o per ridurre movimenti involontari del corpo nelle persone colpite dalla sindrome di Gilles de la Tourette. Si tratta di una quantità di persone che spesso migrano da una regione all’altra alla ricerca di questi preparati.

La scelta di Fcr da un lato fornisce un servizio, abbreviando di molto i tempi di consegna del prodotto, ma dall’altro non può risolvere il nodo di fondo della disponibilità di cannabis terapeutica, di molto inferiore alla richiesta in alcuni periodi dell’anno, quando le scorte e le importazioni dall’estero e in particolare dai Paesi Bassi sono esaurite. Nel nostro Paese sono stimati in oltre 50mila i pazienti che si trovano quotidianamente ad affrontare le difficoltà di approvvigionamento. Nel 2021 il fabbisogno di cannabis terapeutica a uso medico in Italia è stato di 1.400 chili a fronte della produzione di soli 300 chili da parte dell’istituto farmaceutico militare di Firenze, che è l’unico autorizzato alla produzione della materia prima.


«La titolazione – spiega il presidente di Fcr Andrea Capelli – è il processo di misurazione della concentrazione dei principi attivi all’interno dell’olio prodotto dalle nostre farmaciste e che in precedenza veniva effettuato presso laboratori specializzati richiedendo qualche giorno di lavorazione e di attesa. Ora è invece possibile ottenere in pochi minuti i risultati sulle quantità e qualità del prodotto confezionato, riducendo quasi a zero i tempi di attesa».

Ma come detto resta il problema della disponibilità della materia prima per preparare prodotti a base di cannabis. Un problema con cui si scontrano anche le Farmacie comunali, che si sono viste consegnare solo la metà dell’ultimo ordinativo effettuato. E siamo solo all’inizio dell’anno. «Ci auguriamo – conclude il presidente Capelli – che vengano recepiti anche gli altri indirizzi espressi nella mozione approvata all’unanimità dal consiglio comunale e che il nostro investimento sia utile non solo per il miglioramento del servizio ai pazienti che già oggi richiedono i prodotti galenici a base di cannabis, ma anche per migliorare l’offerta futura, sia quantitativamente che qualitativamente». (Gazzetta di Reggio)

Otto giornate dedicate all’udito nel marzo delle Farmacie Comunali di Arezzo. Il nuovo mese sarà scandito da un ciclo di test audiometrici gratuiti che, ospitati dalle otto farmacie di città e frazioni, forniranno ai cittadini di ogni età la possibilità di conoscere le loro capacità uditive per programmare eventuali successivi accertamenti o per fornire utili consigli volti a prevenire cali, abbassamenti o perdite dell’udito. Gli esami saranno tenuti da personale specializzato e con strumentazioni tecnologiche che permetteranno, in breve tempo e senza attese, di ottenere una valutazione affidabile e personalizzata.

Gli appuntamenti sono in programma venerdì 4 marzo alla farmacia “Mecenate”, martedì 8 marzo alla farmacia “Campo di Marte”, venerdì 18 marzo alla farmacia “Trionfo” e sabato 19 marzo alla farmacia “Giotto” con orario dalle 9.00 alle 13.00, venerdì 11 marzo alla farmacia “San Leo” con orario dalle 16.00 alle 19.00, martedì 22 marzo alla farmacia “Fiorentina” con orario dalle 16.00 alle 20.00, martedì 15 marzo alla farmacia “San Giuliano” e martedì 22 marzo alla farmacia “Ceciliano” con orario dalle 16.00 alle 19.30. Gli interessati potranno recarsi direttamente nelle singole farmacie per sottoporsi a questi test che ribadiscono la volontà delle Farmacie Comunali di Arezzo di configurarsi sempre più come luoghi dove la tradizionale dispensazione dei medicinali si unisce ad una serie di servizi socio-sanitari per rispondere ai diversificati bisogni dei cittadini in termini di salute, benessere e prevenzione. La gamma di prestazioni offerte dalle diverse Farmacie Comunali di Arezzo comprende infatti anche l’autoanalisi del sangue, l’holter cardiaco, l’holter pressorio, l’elettrocardiogramma, la misurazione della pressione, lo screening dell’osteoporosi e il Cup, oltre alle novità introdotte con l’emergenza sanitaria quali tamponi rapidi e vaccini. 

Il nuovo ruolo e i nuovi servizi delle farmacie saranno trattati alle 21.30 di martedì 22 marzo nel corso di un meeting che, trasmesso da Teletruria e dalla pagina facebook Farmacie Comunali Arezzo, proporrà un confronto tra operatori sanitari, farmacisti e esperti di rilievo provinciale e nazionale. Questo appuntamento, promosso in collaborazione con Federfarma Arezzo, avrà come titolo “Il ruolo del farmacista oggi e domani” e fornirà un’occasione di approfondimento su una professione in costante evoluzione per garantire sempre prossimità alle esigenze del territorio, facendo affidamento su diverse esperienze e conoscenze per prospettare anche gli scenari successivi alla pandemia (lanazione.it)

Alla farmacia comunale Cisterna di Viale Togliatti 12 a Civitavecchia inizia l’era della “Farmacia dei servizi”. E’ stato infatti inaugurato questa mattina il “Cardio Point”, una sala interamente dedicata alla diagnostica legata alle questioni cardiologiche. La caratteristica più rilevante dell’iniziativa riguarda sicuramente i tempi di esecuzione degli esami, senza lunghe attese, in quanto sarà sufficiente recarsi in farmacia ed eseguire l’esame in giornata con esito del referto in 24 ore e, non da ultimo, i costi dei servizi che sono perfettamente allineati con i ticket sanitari della sanità pubblica. Nello specifico, attraverso il Cardio Point, il personale di CSP potrà così garantire una serie di servizi innovativi attraverso l’impiego di: Elettrocardiografo ECG Edan, in grado di poter elaborare il classico elettrocardiogramma ed il successivo referto (particolarmente indicato per chi svolge attività sportiva, ecc.); Holter Pressorio O-graph per il monitoraggio puntuale della pressione arteriosa oscillometrica; Holter Edan SE 2003, un registratore digitale che abbina alla possibilità di eseguire esami Holter ECG per lunghi periodi. SE 2003 viene collegato al paziente tramite un cavo a 5 o 7 poli. Durata registrazione: SE 2003 fino a 8 giorni. Un vero e proprio punto di riferimento completo in cui sarà possibile poter attivare diversi servizi di diagnostica e non solo recarsi per l’acquisto di farmaci. Alla presentazione del Cardio Point di questa mattina erano presenti la direttrice della farmacia “Cisterna”, dottoressa Alessandra Milo, il presidente di CSP srl, avvocato Fabrizio Lungarini, ed il dottor Salvatore Andrea Renda, Responsabile/Dirigente del servizio Farmacie Comunali del gruppo CSP srl. “Siamo alla fase di avvio di un progetto definito a lungo dall’Azienda e che si svilupperà nel corso dei prossimi mesi, – ha dichiarato il presidente Lungarini – in questo senso va considerata anche la riqualificazione della Farmacia Calamatta e l’ampliamento previsto per la Farmacia Boccelle. Tutte le farmacie comunali saranno dotate di sale e studi in cui poter effettuare visite, diagnosi, consulenze. Le Farmacie di CSP diventano un vero e proprio presidio sanitario complementare e sinergico al Sistema Sanitario propriamente detto” (bignotizie.it)

La Farmacia comunale di Concorezzo è pronta a proiettarsi nel futuro. Sono stati annunciati in Consiglio comunale importanti interventi per circa 250.000 euro: lavori al via nel mese di giugno.

L'annuncio è stato dato ieri sera, mercoledì 23 marzo 2022, nel corso dell'ultimo Consiglio comunale di Concorezzo. Marco Bramati e Camilla Beretta, rispettivamente presidente e direttore di Aspecon, hanno illustrato le novità che riguarderanno il futuro della Farmacia comunale di Concorezzo. Nello specifico, hanno annunciato l'importante intervento che cambiare completamente il volto dell'esercizio commerciale, divenuto soprattutto negli ultimi mesi un vero e proprio punto di riferimento per tutto il territorio. La Farmacia comunale, infatti, sarà completamente automatizzata e rinnovata. I lavori nella struttura di via de Giorgi partiranno nel mese di giugno a Farmacia aperta (onde ridurre il disagio per la clientela) e termineranno ad agosto durante la consueta pausa estiva. Nel mese di settembre, alla riapertura, il negozio sarà completamente rinnovato sia dal punto di vista strutturale che organizzativo. Nel dettaglio, l’intervento prevede l’installazione di un magazzino automatizzato di ultima generazione che permetterà di ottimizzare lo spazio per la vendita. Il sistema di automazione sarà in grado di avvicinare automaticamente le scatole dei farmaci al personale al banco aumentando di fatto il tempo che i farmacisti potranno dedicare al rapporto con il cliente-paziente, e non meno importante, ridurrà gli spostamenti nel retrobottega per cercare i prodotti richiesti. Novità che permetteranno di ottimizzare il tempo-lavoro a disposizione dei quattro farmacisti di Aspecon e di ridurre anche le attese da parte dei clienti.

Questo sistema automatizzato consentirà anche di aumentare le postazioni di vendita dalle attuali tre, che nel periodo pandemico si erano ridotte a solo due, alle quattro in progetto. Non solo. Il nuovo sistema di automazione sarà in grado di gestire in modo automatico anche il magazzino con l’organizzazione e la rotazione delle scorte grazie a un software gestionale dedicato. In questo senso ci sarà una semplificazione della gestione degli acquisti e delle scadenze. Oltre all’installazione del robot dietro al bancone, il negozio verrà ristrutturato e vedrà una sostituzione completa degli arredi. Al piano superiore, dove è ubicato il laboratorio di preparazione dei farmaci galenici, verranno rifatti i servizi e gli spogliatoi ad uso interno. L’intervento comporterà un investimento di circa 250mila euro coperti in parte con mezzi propri e in parte con un mutuo bancario.

Ad annunciare le novità sono stati il presidente e il direttore di Aspecon, Marco Bramati e Camilla Beretta. I due non hanno nascosto la loro soddisfazione per l'importante intervento in programma.

"Abbiamo deciso di programmare un lavoro così importante e trasversale di rifacimento totale del negozio certi della necessità di portare la nostra farmacia a un livello qualitativo ancora maggiore - ha dichiarato Bramati - Automatizzare i processi di organizzazione del magazzino, di gestione dei farmaci e di consegna delle scatole e dei flaconi ai farmacisti consentirà di ottimizzare i tempi e il lavoro. Potrà infatti essere dedicato maggior tempo al rapporto con il cliente/paziente, o ancora, consentire la preparazione dei farmaci galenici. Servizio che rappresenta da sempre un fiore all’occhiello per la nostra farmacia. Questi interventi non comporteranno chiusure ne disagi per l’utenza perché li abbiamo programmati nel periodo di chiusura estiva".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindaco di Concorezzo Mauro Capitanio, che ha accolto con grande soddisfazione l'operazione annunciata dall'Azienda speciale concorezzese.

"Sono molto soddisfatto della scelta, certamente condivisa dal Comune, presa dalla nostra Aspecon - ha spiegato il primo cittadino - Una scelta di rinnovamento che va nella direzione di un’ottimizzazione dei servizi per i nostri concittadini. A partire dal mese di settembre i concorezzesi potranno avere accesso a una farmacia di ultimissima generazione dove la professionalità e l’artigianalità anche della preparazione dei farmaci andrà di pari passo con l’innovazione tecnologica e logistica. Avremo il vantaggio di raddoppiare gli sportelli passando da 2 a 4 e quindi aumenteremo qualità e velocità del servizio. Un grazie al CdA per la lungimiranza e per la progettualità strutturale. Anche la nostra Aspecon diventa un esempio dei passi che Concorezzo sta facendo giorno dopo giorno verso la costruzione di un vero e concreto Borgo del Futuro".

Turate, trionfo di generosità alla farmacia comunale dove, in occasione della 22esima giornata nazionale di raccolta del farmaco, sono stati donati dai turatesi ben 312 medicinali da destinare alle famiglie in difficoltà economica, ma che hanno comunque bisogno di garantirsi tutele a livello di salute.

Dopo il successo ottenuto con la raccolta fondi, il presidente del Cda, Adriano Turconi, e il direttore della farmacia, il dottor Alessandro Rossi, hanno subito provveduto a consegnare i 312 farmaci raccolti alla «Cooperativa Intesa sociale», contribuendo così a donare una speranza maggiore alle persone meno fortunate, che non devono più scegliere se mangiare o curarsi. Lo scorso novembre la farmacia aveva inoltre raccolto 2200 euro di farmaci da destinare ai bambini di una casa rifugio del territorio (primasaronno.it)