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Non crediamo che lo stato di agitazione comunicato dai sindacati per un’impasse creatasi durante le trattative per rinnovo del contratto nazionale dei farmacisti comunali descriva unicamente la normale dialettica azienda-lavoratori in uno dei momenti più critici del loro rapporto. Crediamo invece che quanto accaduto possa ispirare qualcosa su come dovranno essere affrontati tutti i tavoli di riforma che attendono il futuro del settore.


Partiamo dai fatti. I sindacati non hanno accettato la nostra proposta di aumento salariale di 120 euro nel triennio, accompagnata però da un incremento dell’orario di lavoro a 40 ore effettive. Parimenti, la nostra offerta di 25 euro di indennità mensile per i farmacisti che realizzano le mansioni della farmacia dei servizi, vaccinazioni comprese, è stata giudicata non equa in rapporto alla mole di competenze richieste. 

Viste così, isolate da ogni contesto, le posizioni delle nostre controparti appaiono quantomeno ragionevoli. Un incremento delle ore lavorate sembra annacquare l'aumento di salario, così come è comprensibile una maggiore valorizzazione professionale per uno snodo strategico come i servizi in farmacia.

Il punto però è che il contesto esiste eccome. Un contesto che nelle settimane scorse ha visto la firma di un contratto nazionale dei farmacisti del settore privato con condizioni e valori inferiori a quanto da noi proposto. Ma già prima di ciò, il quadro generale del nostro settore vedeva già la presenza di forze che, in maniera del tutto legittima e comunque inevitabile, partecipano a determinare i dettagli contrattuali che dovranno regolare i rapporti tra le nostre aziende e le loro risorse umane. 


La prima forza è quella del mercato competitivo. La concorrenza tra farmacie pubbliche e private operanti nel medesimo territorio è in buona parte giocata sull’efficientamento dei costi. Da una prospettiva strettamente amministrativa, quello del personale è un costo. Ed è per questo motivo che da tempo Assofarm propone ai propri farmacisti dipendenti un percorso di progressivo allineamento alle condizioni salariali dei loro colleghi del settore privato. Proposta che peraltro appare ancor più logica se si considera la totale condivisione di competenze e funzioni richieste tanto ai farmacisti del settore privato quanto a quelli del settore pubblico. Va tenuto inoltre conto che dalla legge sulla concorrenza del 2017, alla tradizionale suddivisione tra farmacie comunali (con una parte di esse già acquisite da società di capitale) e titolari di farmacie si sono aggiunte anche le catene di farmacie, che sta attraendo l’interesse di nuovi gruppi imprenditoriali ben diversi dai singoli farmacisti privati.

Altra forza in gioco nel mondo della farmacia è il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni Governo e Regioni hanno assunto posizioni assai altalenanti riguardo un maggiore coinvolgimento della farmacie nel SSN, e in particolare la dimensione remunerativa di tale coinvolgimento. In più, la recente esperienza dei vaccini anti-covid non sta purtroppo producendo risultati utili alla nostra causa: su 134 milioni di dosi somministrate nel nostro paese, solo 2 milioni di esse sono state compiute nelle farmacie.  Tutto ciò ci porta ad una considerazione ben precisa. Se nessuno di noi dubita del fatto che i servizi debbano essere il futuro della farmacia, nessuno di noi può prevedere con certezza tempi, modi e dimensioni economiche in cui i servizi sostanzieranno la farmacia del futuro. In questo stato di incertezza, i sindacati dovranno convenire che siamo obbligati, al momento attuale, ad assumere un atteggiamento massimamente prudente sui costi aziendali relativi ai servizi.

Infine la terza grande forza in gioco che i sindacati non possono trascurare sono i proprietari delle nostre aziende. Di fronte alla cronica povertà delle casse pubbliche locali, drammaticamente accentuata dalla pandemia e dai limitati aiuti dello Stato, i sindaci sono di fatto obbligati a considerare con grande attenzione la capacità delle nostre farmacie di integrare le finanze comunali. Una capacità che, attenzione, si concretizza in due accezioni: la prima è quella del godimento annuale degli utili di bilancio, la seconda è la vendita dell’azienda, fatto ormai non più raro. Se l’aumento dei costi del personale contribuisse in maniera significativa a ridurre la redditività delle nostre imprese, siamo certi che anche i sindaci più convinti del ruolo delle Farmacie Comunali sarebbero tentati dalla dismissione delle stesse. In quest’ultimo scenario, le conseguenze per i dipendenti sarebbero ben peggiori delle nostre ultime proposte.


I sindacati dovrebbero tenere in debito conto la presenza di queste forze, degli interessi e del potere d’influenza di queste ultime. Ma al contempo, queste stesse forze dovranno necessariamente convincersi che la farmacia territoriale potrà giocare un nuovo e importante ruolo sanitario e potrà continuare a generare utili solo se si investirà con convinzione nel suo capitale umano. 

Se oggi chiediamo un rallentamento alle richieste dei sindacati, domani chiederemo più coraggio ad istituzioni e proprietà. Dobbiamo comprendere che l’intero sistema fa un passo avanti solo se ognuno di noi saprà rinunciare a parte dei propri interessi. E soprattutto dobbiamo comprendere che la perdita di anche una sola delle forze in gioco corrisponderebbe alla fine della farmacia così come la conosciamo oggi. Dobbiamo avere un SSN che rilanci la farmacia come presenza diffusa di una sanità territoriale riformata. Dobbiamo avere sindaci che credano nelle farmacie comunali come partner efficaci delle loro politiche di sviluppo locale. Dobbiamo certamente avere farmacisti messi nelle condizioni di concretizzare le politiche sanitarie in una quotidiana relazione competente e affidabile col cittadino.


Speriamo quindi che quanto prima ci siano le condizioni per un soddisfacente rinnovo del CCNL. Ma speriamo altresì che tutte le parti in gioco partecipino al confronto con un atteggiamento compromissorio che non è sintomo di debolezza ma, al contrario, di lucidità di lettura del presente e di matura consapevolezza del proprio ruolo politico.


Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

Dopo l’encomio solenne ricevuto dal comandante generale dei carabinieri, questa mattina il brigadiere capo Maurizio Sabbatino, accoltellato da due baby rapinatori durante un drammatico assalto a una farmacia di corso Vercelli, è stato premiato anche negli uffici di Farmacie Comunali Torino Spa dove la presidentessa del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, ha annunciato che al sottufficiale dell’Arma verrà conferita la benemerenza civica. Lo scorso 29 novembre, pur essendo fuori servizio, Sabbatino aveva cercato di bloccare i due giovani banditi, 18 e 16 anni, mentre scappavano con un bottino di 870 euro. Il carabiniere si era reso conto che impugnavano pistole giocattolo, ma il sedicenne aveva in tasca anche un coltello e lo ha colpito con 4 fendenti. I due rapinatori sono stati arrestati meno di 24 ore dopo, mentre Sabbatino è stato ricoverato per più di un mese all’ospedale San Giovanni Bosco. «Quella tra carabinieri e farmacisti è una sinergia che va avanti anni – ha detto Luciano Platter, presidente emerito di Federfarma Torino - Il gesto del brigadiere ha colpito tutti noi, dimostrando che per un carabiniere il dovere travalica ogni ostacolo». Il comandante regionale dei carabinieri, Aldo Iacobelli si è detto orgoglioso del comportamento di Sabbatino: «È un professionista maturo che milita da 35 anni nell’arma. Vissuti nella consapevolezza della missione affidata, che prevede la tutela del territorio e dei cittadini. Per lui è stato naturale intervenire. Sapeva che anche se disarmato. È un eroe moderno, che tutti i giorni si sacrifica per difendere persone e sedi istituzionali. Bravo Maurizio siamo orgogliosi di te». Il brigadiere si è poi rivolto ai due autori della rapina: «Spero che capiscano la gravità del gesto che hanno compiuto. Non si può vivere di illegalità, sono giovani e hanno la possibilità di rimettersi in carreggiata. Spero che quello che è successo serva da lezione per tanti altri ragazzi della loro età». Per il momento nessun perdono, ma Sabbatino lascia una porta aperta: «Non spetta a me – ha precisato - Io faccio il carabiniere, loro erano dall’altra parte della barricata. Magari un giorno mi verranno a ringraziare, quando capiranno che stavano seguendo una strada non idonea. Se mai ci sarà la possibilità di un confronto positivo io sarò felice per loro e vorrà dire che il mio intervento è riuscito a salvare due ragazzi». Il carabiniere non si sente un eroe: «Ho fatto solo il mio dovere e lo rifarei anche domani. Purtroppo le mie condizioni in questo momento non mi consentono ancora di riprendere il servizio. E non poter rimettere la divisa è la cosa più dura». 

Ha preso il via il «drive-in tamponi» allestito dalle farmacie pubbliche aderenti all'Associazione Assofarm site sul territorio dell'Asl Napoli 2 Nord. La struttura effettua 1.000 test antigenici al giorno a pazienti che aspettano la dichiarazione di guarigione e che l'Azienda sanitaria convoca direttamente presso il nuovo casello mediante un sms. I cittadini convocati si recano in auto presso il drive-in all'orario indicato e, dopo aver effettuato il tampone, in pochi minuti ricevono la comunicazione dell'esito dell'esame. L'Azienda sanitaria ha deciso di dedicare il nuovo casello tamponi esclusivamente all'effettuazione dei tamponi che servono per certificare la guarigione dalla malattia.

«Il servizio - sottolinea l'Asl Napoli 2 - è frutto dell'accordo che l'Asl aveva siglato sia con Assofarm Napoli (associazione delle Farmacie pubbliche) che con Federfarma Napoli (associazione delle Farmacie private); quest'ultima associazione, tuttavia, aveva comunicato la recessione dall'accordo 24 ore dopo averlo siglato». Antonio d'Amore, direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, ringrazia «Assofarm per la disponibilità e la velocità con cui hanno risposto alla nostra proposta. Questa soluzione organizzativa nasce per poter garantire tempestività di diagnosi per il Covid-19 sul nostro territorio. La scorsa settimana sono stati effettuati sul territorio dell'Asl Napoli 2 Nord circa 108mila tamponi che hanno fatto emergere circa 18mila positivi. Si tratta di numeri enormi che non possiamo gestire in autonomia come Asl. L'accordo con le farmacie risponde proprio a questa necessità di garantire servizi in tempi certi ai nostri pazienti; purtroppo il recesso dall'accordo di Federfarma Napoli riduce la capacità di assistenza ai cittadini che avremmo potuto garantire se l'associazione delle farmacie private non avesse deciso di rescindere la convenzione 24 ore dopo averla siglata».

Il drive-in è stato allestito grazie alla disponibilità del Comune di Crispano nell'area Pip collocata sulla strada Atellana (Strada provinciale Caivano-Aversa) in prossimità dell'accesso dell'Asse Mediano. L'accesso avviene solo su convocazione da parte dell'Asl e il cittadino non è tenuto a corrispondere nulla. Le farmacie comunali aderenti ad Assofarm presenti sul territorio dell'Asl Napoli 2 Nord sono collocate nei comuni di Crispano, Afragola, Acerra, Casandrino, Casalnuovo, Villaricca e Bacoli. (ilmattino.it)

Un nuovo centro vaccinale per le Farmacie Comunali di Arezzo. Giovedì 3 febbraio prenderanno il via le vaccinazioni anti-Covid alla farmacia “Mecenate” e verrà così potenziato un servizio che già era fornito alla farmacia “San Giuliano” e che verrà ora previsto anche nel centro cittadino. Questa novità rientra nella recente riorganizzazione e ottimizzazione delle attività condotte dalle Farmacie Comunali di Arezzo per fronteggiare l’emergenza sanitaria che ha trovato il proprio fulcro nella scelta di attivare un nuovo sportello tamponi alla “Fiorentina” e di dedicare la “Mecenate” esclusivamente alle vaccinazioni.

Il servizio dei vaccini anti-Covid sarà garantito tutti i giovedì dalle 9,30 alle 18,30 in un apposito locale in viale Mecenate adiacente alla farmacia, mentre nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì continuerà ad essere garantito dalla farmacia “San Giuliano” con orario dalle 13 alle 16. Il responsabile delle vaccinazioni sarà il dottor Francesco Insana che, appositamente formato per questo delicato ruolo, sarà a disposizione dell’utenza per la somministrazione gratuita e per fornire tutte le informazioni relative a questa pratica fondamentale per la prevenzione del contagio da Covid19. Il servizio sarà rivolto ai cittadini a partire dai dodici anni di età che potranno iniziare o completare il ciclo vaccinale con Pfizer, nel rispetto di tempi e modalità di somministrazione previsti dalle linee guida nazionali. Per prenotare il vaccino è possibile contattare direttamente le farmacie “Mecenate” allo 0575/21.413 e “San Giuliano” allo 0575/36.36.10. «La nostra intenzione - spiega l’amministratore delegato Massimo Sisani, - era di prevedere uno sportello dedicato esclusivamente ai vaccini nel centro di Arezzo, andando così a efficientare e a far crescere un servizio già fornito a “San Giuliano”. Questa riorganizzazione rientra nell’ottica di continuare a garantire prossimità e vicinanza ai cittadini, facendoci trovare pronti di fronte alle sfide e ai bisogni emersi con l’evolversi dell’emergenza sanitaria». (arezzonotizie.it)

“Mai sottovalutare questi fatti. La vigliaccheria di un atto di vandalismo condotto nottetempo può rapidamente portare a ben di peggio. Tutte le Farmacie Comunali italiane si uniscono ai colleghi mantovani della nostra consociata Asep, ma al tempo stesso chiedono che si risponda con severità a queste vere e proprie minacce”: questo il commento del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi alla notizia di quanto avvenuto alla Farmacia Comunale di Mottella.

Come riportato dalla stampa locale, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio scorsi qualcuno ha imbrattato l’ingresso antistante la farmacia comunale alle porte di Mantova, firmando   la scritta “I VAX UCCIDONO” con la W rossa, simbolo del pensiero e del credo contro la politica vaccinale.

 “Non vorrei che atti simili fossero confusi con la libertà di pensiero e di parola – continua Gizzi –  Un conto è poter esprimere le proprie opinioni in un dibattito pubblico, un conto è farlo di nascosto, con parole pesanti e modi che hanno un ché di intimidatorio. Tutto ciò va condannato e perseguito, ma tutto ciò non fermerà il nostro lavoro, a fianco della scienza e della maggioranza dei cittadini che crede non solo nei vaccini ma anche in una società aperta al libero confronto delle idee”