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Non crediamo che lo stato di agitazione comunicato dai sindacati per un’impasse creatasi durante le trattative per rinnovo del contratto nazionale dei farmacisti comunali descriva unicamente la normale dialettica azienda-lavoratori in uno dei momenti più critici del loro rapporto. Crediamo invece che quanto accaduto possa ispirare qualcosa su come dovranno essere affrontati tutti i tavoli di riforma che attendono il futuro del settore.


Partiamo dai fatti. I sindacati non hanno accettato la nostra proposta di aumento salariale di 120 euro nel triennio, accompagnata però da un incremento dell’orario di lavoro a 40 ore effettive. Parimenti, la nostra offerta di 25 euro di indennità mensile per i farmacisti che realizzano le mansioni della farmacia dei servizi, vaccinazioni comprese, è stata giudicata non equa in rapporto alla mole di competenze richieste. 

Viste così, isolate da ogni contesto, le posizioni delle nostre controparti appaiono quantomeno ragionevoli. Un incremento delle ore lavorate sembra annacquare l'aumento di salario, così come è comprensibile una maggiore valorizzazione professionale per uno snodo strategico come i servizi in farmacia.

Il punto però è che il contesto esiste eccome. Un contesto che nelle settimane scorse ha visto la firma di un contratto nazionale dei farmacisti del settore privato con condizioni e valori inferiori a quanto da noi proposto. Ma già prima di ciò, il quadro generale del nostro settore vedeva già la presenza di forze che, in maniera del tutto legittima e comunque inevitabile, partecipano a determinare i dettagli contrattuali che dovranno regolare i rapporti tra le nostre aziende e le loro risorse umane. 


La prima forza è quella del mercato competitivo. La concorrenza tra farmacie pubbliche e private operanti nel medesimo territorio è in buona parte giocata sull’efficientamento dei costi. Da una prospettiva strettamente amministrativa, quello del personale è un costo. Ed è per questo motivo che da tempo Assofarm propone ai propri farmacisti dipendenti un percorso di progressivo allineamento alle condizioni salariali dei loro colleghi del settore privato. Proposta che peraltro appare ancor più logica se si considera la totale condivisione di competenze e funzioni richieste tanto ai farmacisti del settore privato quanto a quelli del settore pubblico. Va tenuto inoltre conto che dalla legge sulla concorrenza del 2017, alla tradizionale suddivisione tra farmacie comunali (con una parte di esse già acquisite da società di capitale) e titolari di farmacie si sono aggiunte anche le catene di farmacie, che sta attraendo l’interesse di nuovi gruppi imprenditoriali ben diversi dai singoli farmacisti privati.

Altra forza in gioco nel mondo della farmacia è il Servizio Sanitario Nazionale. Negli ultimi anni Governo e Regioni hanno assunto posizioni assai altalenanti riguardo un maggiore coinvolgimento della farmacie nel SSN, e in particolare la dimensione remunerativa di tale coinvolgimento. In più, la recente esperienza dei vaccini anti-covid non sta purtroppo producendo risultati utili alla nostra causa: su 134 milioni di dosi somministrate nel nostro paese, solo 2 milioni di esse sono state compiute nelle farmacie.  Tutto ciò ci porta ad una considerazione ben precisa. Se nessuno di noi dubita del fatto che i servizi debbano essere il futuro della farmacia, nessuno di noi può prevedere con certezza tempi, modi e dimensioni economiche in cui i servizi sostanzieranno la farmacia del futuro. In questo stato di incertezza, i sindacati dovranno convenire che siamo obbligati, al momento attuale, ad assumere un atteggiamento massimamente prudente sui costi aziendali relativi ai servizi.

Infine la terza grande forza in gioco che i sindacati non possono trascurare sono i proprietari delle nostre aziende. Di fronte alla cronica povertà delle casse pubbliche locali, drammaticamente accentuata dalla pandemia e dai limitati aiuti dello Stato, i sindaci sono di fatto obbligati a considerare con grande attenzione la capacità delle nostre farmacie di integrare le finanze comunali. Una capacità che, attenzione, si concretizza in due accezioni: la prima è quella del godimento annuale degli utili di bilancio, la seconda è la vendita dell’azienda, fatto ormai non più raro. Se l’aumento dei costi del personale contribuisse in maniera significativa a ridurre la redditività delle nostre imprese, siamo certi che anche i sindaci più convinti del ruolo delle Farmacie Comunali sarebbero tentati dalla dismissione delle stesse. In quest’ultimo scenario, le conseguenze per i dipendenti sarebbero ben peggiori delle nostre ultime proposte.


I sindacati dovrebbero tenere in debito conto la presenza di queste forze, degli interessi e del potere d’influenza di queste ultime. Ma al contempo, queste stesse forze dovranno necessariamente convincersi che la farmacia territoriale potrà giocare un nuovo e importante ruolo sanitario e potrà continuare a generare utili solo se si investirà con convinzione nel suo capitale umano. 

Se oggi chiediamo un rallentamento alle richieste dei sindacati, domani chiederemo più coraggio ad istituzioni e proprietà. Dobbiamo comprendere che l’intero sistema fa un passo avanti solo se ognuno di noi saprà rinunciare a parte dei propri interessi. E soprattutto dobbiamo comprendere che la perdita di anche una sola delle forze in gioco corrisponderebbe alla fine della farmacia così come la conosciamo oggi. Dobbiamo avere un SSN che rilanci la farmacia come presenza diffusa di una sanità territoriale riformata. Dobbiamo avere sindaci che credano nelle farmacie comunali come partner efficaci delle loro politiche di sviluppo locale. Dobbiamo certamente avere farmacisti messi nelle condizioni di concretizzare le politiche sanitarie in una quotidiana relazione competente e affidabile col cittadino.


Speriamo quindi che quanto prima ci siano le condizioni per un soddisfacente rinnovo del CCNL. Ma speriamo altresì che tutte le parti in gioco partecipino al confronto con un atteggiamento compromissorio che non è sintomo di debolezza ma, al contrario, di lucidità di lettura del presente e di matura consapevolezza del proprio ruolo politico.


Venanzio Gizzi

Presidente Assofarm

Dopo l’encomio solenne ricevuto dal comandante generale dei carabinieri, questa mattina il brigadiere capo Maurizio Sabbatino, accoltellato da due baby rapinatori durante un drammatico assalto a una farmacia di corso Vercelli, è stato premiato anche negli uffici di Farmacie Comunali Torino Spa dove la presidentessa del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, ha annunciato che al sottufficiale dell’Arma verrà conferita la benemerenza civica. Lo scorso 29 novembre, pur essendo fuori servizio, Sabbatino aveva cercato di bloccare i due giovani banditi, 18 e 16 anni, mentre scappavano con un bottino di 870 euro. Il carabiniere si era reso conto che impugnavano pistole giocattolo, ma il sedicenne aveva in tasca anche un coltello e lo ha colpito con 4 fendenti. I due rapinatori sono stati arrestati meno di 24 ore dopo, mentre Sabbatino è stato ricoverato per più di un mese all’ospedale San Giovanni Bosco. «Quella tra carabinieri e farmacisti è una sinergia che va avanti anni – ha detto Luciano Platter, presidente emerito di Federfarma Torino - Il gesto del brigadiere ha colpito tutti noi, dimostrando che per un carabiniere il dovere travalica ogni ostacolo». Il comandante regionale dei carabinieri, Aldo Iacobelli si è detto orgoglioso del comportamento di Sabbatino: «È un professionista maturo che milita da 35 anni nell’arma. Vissuti nella consapevolezza della missione affidata, che prevede la tutela del territorio e dei cittadini. Per lui è stato naturale intervenire. Sapeva che anche se disarmato. È un eroe moderno, che tutti i giorni si sacrifica per difendere persone e sedi istituzionali. Bravo Maurizio siamo orgogliosi di te». Il brigadiere si è poi rivolto ai due autori della rapina: «Spero che capiscano la gravità del gesto che hanno compiuto. Non si può vivere di illegalità, sono giovani e hanno la possibilità di rimettersi in carreggiata. Spero che quello che è successo serva da lezione per tanti altri ragazzi della loro età». Per il momento nessun perdono, ma Sabbatino lascia una porta aperta: «Non spetta a me – ha precisato - Io faccio il carabiniere, loro erano dall’altra parte della barricata. Magari un giorno mi verranno a ringraziare, quando capiranno che stavano seguendo una strada non idonea. Se mai ci sarà la possibilità di un confronto positivo io sarò felice per loro e vorrà dire che il mio intervento è riuscito a salvare due ragazzi». Il carabiniere non si sente un eroe: «Ho fatto solo il mio dovere e lo rifarei anche domani. Purtroppo le mie condizioni in questo momento non mi consentono ancora di riprendere il servizio. E non poter rimettere la divisa è la cosa più dura». 

Ha preso il via il «drive-in tamponi» allestito dalle farmacie pubbliche aderenti all'Associazione Assofarm site sul territorio dell'Asl Napoli 2 Nord. La struttura effettua 1.000 test antigenici al giorno a pazienti che aspettano la dichiarazione di guarigione e che l'Azienda sanitaria convoca direttamente presso il nuovo casello mediante un sms. I cittadini convocati si recano in auto presso il drive-in all'orario indicato e, dopo aver effettuato il tampone, in pochi minuti ricevono la comunicazione dell'esito dell'esame. L'Azienda sanitaria ha deciso di dedicare il nuovo casello tamponi esclusivamente all'effettuazione dei tamponi che servono per certificare la guarigione dalla malattia.

«Il servizio - sottolinea l'Asl Napoli 2 - è frutto dell'accordo che l'Asl aveva siglato sia con Assofarm Napoli (associazione delle Farmacie pubbliche) che con Federfarma Napoli (associazione delle Farmacie private); quest'ultima associazione, tuttavia, aveva comunicato la recessione dall'accordo 24 ore dopo averlo siglato». Antonio d'Amore, direttore generale dell'Asl Napoli 2 Nord, ringrazia «Assofarm per la disponibilità e la velocità con cui hanno risposto alla nostra proposta. Questa soluzione organizzativa nasce per poter garantire tempestività di diagnosi per il Covid-19 sul nostro territorio. La scorsa settimana sono stati effettuati sul territorio dell'Asl Napoli 2 Nord circa 108mila tamponi che hanno fatto emergere circa 18mila positivi. Si tratta di numeri enormi che non possiamo gestire in autonomia come Asl. L'accordo con le farmacie risponde proprio a questa necessità di garantire servizi in tempi certi ai nostri pazienti; purtroppo il recesso dall'accordo di Federfarma Napoli riduce la capacità di assistenza ai cittadini che avremmo potuto garantire se l'associazione delle farmacie private non avesse deciso di rescindere la convenzione 24 ore dopo averla siglata».

Il drive-in è stato allestito grazie alla disponibilità del Comune di Crispano nell'area Pip collocata sulla strada Atellana (Strada provinciale Caivano-Aversa) in prossimità dell'accesso dell'Asse Mediano. L'accesso avviene solo su convocazione da parte dell'Asl e il cittadino non è tenuto a corrispondere nulla. Le farmacie comunali aderenti ad Assofarm presenti sul territorio dell'Asl Napoli 2 Nord sono collocate nei comuni di Crispano, Afragola, Acerra, Casandrino, Casalnuovo, Villaricca e Bacoli. (ilmattino.it)

Un nuovo centro vaccinale per le Farmacie Comunali di Arezzo. Giovedì 3 febbraio prenderanno il via le vaccinazioni anti-Covid alla farmacia “Mecenate” e verrà così potenziato un servizio che già era fornito alla farmacia “San Giuliano” e che verrà ora previsto anche nel centro cittadino. Questa novità rientra nella recente riorganizzazione e ottimizzazione delle attività condotte dalle Farmacie Comunali di Arezzo per fronteggiare l’emergenza sanitaria che ha trovato il proprio fulcro nella scelta di attivare un nuovo sportello tamponi alla “Fiorentina” e di dedicare la “Mecenate” esclusivamente alle vaccinazioni.

Il servizio dei vaccini anti-Covid sarà garantito tutti i giovedì dalle 9,30 alle 18,30 in un apposito locale in viale Mecenate adiacente alla farmacia, mentre nei giorni di lunedì, martedì, mercoledì e venerdì continuerà ad essere garantito dalla farmacia “San Giuliano” con orario dalle 13 alle 16. Il responsabile delle vaccinazioni sarà il dottor Francesco Insana che, appositamente formato per questo delicato ruolo, sarà a disposizione dell’utenza per la somministrazione gratuita e per fornire tutte le informazioni relative a questa pratica fondamentale per la prevenzione del contagio da Covid19. Il servizio sarà rivolto ai cittadini a partire dai dodici anni di età che potranno iniziare o completare il ciclo vaccinale con Pfizer, nel rispetto di tempi e modalità di somministrazione previsti dalle linee guida nazionali. Per prenotare il vaccino è possibile contattare direttamente le farmacie “Mecenate” allo 0575/21.413 e “San Giuliano” allo 0575/36.36.10. «La nostra intenzione - spiega l’amministratore delegato Massimo Sisani, - era di prevedere uno sportello dedicato esclusivamente ai vaccini nel centro di Arezzo, andando così a efficientare e a far crescere un servizio già fornito a “San Giuliano”. Questa riorganizzazione rientra nell’ottica di continuare a garantire prossimità e vicinanza ai cittadini, facendoci trovare pronti di fronte alle sfide e ai bisogni emersi con l’evolversi dell’emergenza sanitaria». (arezzonotizie.it)

“Mai sottovalutare questi fatti. La vigliaccheria di un atto di vandalismo condotto nottetempo può rapidamente portare a ben di peggio. Tutte le Farmacie Comunali italiane si uniscono ai colleghi mantovani della nostra consociata Asep, ma al tempo stesso chiedono che si risponda con severità a queste vere e proprie minacce”: questo il commento del presidente di Assofarm Venanzio Gizzi alla notizia di quanto avvenuto alla Farmacia Comunale di Mottella.

Come riportato dalla stampa locale, nella notte tra il 29 e il 30 gennaio scorsi qualcuno ha imbrattato l’ingresso antistante la farmacia comunale alle porte di Mantova, firmando   la scritta “I VAX UCCIDONO” con la W rossa, simbolo del pensiero e del credo contro la politica vaccinale.

 “Non vorrei che atti simili fossero confusi con la libertà di pensiero e di parola – continua Gizzi –  Un conto è poter esprimere le proprie opinioni in un dibattito pubblico, un conto è farlo di nascosto, con parole pesanti e modi che hanno un ché di intimidatorio. Tutto ciò va condannato e perseguito, ma tutto ciò non fermerà il nostro lavoro, a fianco della scienza e della maggioranza dei cittadini che crede non solo nei vaccini ma anche in una società aperta al libero confronto delle idee”

Il sistema del tracciamento dell’epidemia attraverso i tamponi, avrebbe funzionato altrettanto bene senza la dimensione privatistica delle farmacie territoriali? Le future Case di Comunità potranno dispiegare tutto il loro potenziale sanitario senza la dimensione di servizio pubblico delle stesse farmacie? 

La risposta a queste due domande, nata dalla cronaca di settore delle ultime settimane, spinge a riflessioni fino ad oggi inedite.


Partiamo da quanto suggerisce la vicenda dei tamponi. Le lunghe file che ogni giorno si formano davanti alle farmacie di tutto il paese, unitamente al dato complessivo di circa 3 milioni di euro quotidianamente spesi in tamponi, ha portato più di un commentatore ad immaginare che le farmacie abbiano inventato l’ennesimo business camuffato da servizio sanitario. A tali osservatori non sarà poi passato inosservato il fato che alcune Regioni vorrebbero applicare la tassa di occupazione di suolo pubblico ai gazebo installati di fronte alle farmacie. 

Prima però di lanciarsi al galoppo di queste nuove pregiudiziali sulle farmacie, e di aumentare il peso fiscale sulla somministrazione dei tamponi, bisognerebbe tener conto dei costi sostenuti dalle stesse farmacie, dall’impiego di professionisti esterni alla distrazione dei farmacisti dipendenti dalle loro attività ordinarie. Costi che, è bene ricordarlo, le farmacie sostengono  come investimenti “a rischio”, senza alcuna garanzia sui ritorni generati di mese in mese.

Cosa succederebbe se un numero crescente di farmacie interrompesse il servizio giudicandolo eccessivamente anti-economico? Il Paese avrebbe un’alternativa distributiva altrettanto sicura dal punto di vista sanitario e altrettanto uniformemente distribuita sul territorio nazionale? Le istituzioni centrali e regionali avrebbero un’alternativa logistica altrettanto efficace in termini di capacità di acquisto del prodotto, capacità di stoccaggio, dotata perdipiù di registratori di cassa in grado di gestire i pagamenti diretti del cittadino?

La risposta a queste domande è no. E se ci si liberasse dei tradizionali pregiudizi sul nostro settore, si noterebbe con facilità che questa volta la dimensione privatistico-commerciale della Farmacia ha prodotto benefici generali assai superiori ai costi che essa ha chiesto in cambio.



Negli stessi giorni in cui riflettavamo su quanto appena scritto, la stampa di settore annunciava che la Farmacia dei Servizi sarebbe rientrata nel prossimo decreto ministeriale che indicherà ruoli ed attori a vario ruolo attivi nelle Case di Comunità.

Si tratta di una novità (i primi documenti delle Case  non citavano le farmacie) che ripaga il nostro settore dell’impegno straordinario profuso lungo tutta la crisi pandemica e che è coerente con le politiche propositive che farmacie pubbliche e private portano avanti da tempo. La nostra partecipazione al lavoro delle Case di Comunità sarà anche un viatico importante alla riapertura del Tavolo sul rinnovo della Convenzione, ora che è stata recentemente rinnovata quella coi medici di medicina generale. Un rinnovo che dovrà seguire un nuovo Atto di Indirizzo, dal momento che il precedente del 2017 non tiene conto dei rilevanti cambiamenti occorsi nella sanità territoriale durante questi ultimi anni. 

Quali che saranno i contenuti e i tempi che daranno forma a tutto ciò, è evidente che la Farmacia italiana sta vivendo un riposizionamento positivo e ricco di opportunità nelle politiche sanitarie pubbliche del paese. 


Considerate insieme, queste due vicende evidenziano come la complessità della farmacia italiana, quel coesistere in essa tanto di una mission di servizio pubblico quanto di pratiche commerciali, fanno di essa una risposta molto  funzionale ai diversi bisogni del Paese, tanto per le emergenze quanto in piani di sviluppo più organici.


Francesco Schito

Segretario Generale Assofarm

Nell'ultima iniziativa presa da Farmapiana, dal 6 al 9 gennaio, c'è anche tutta l'esperienza del suo presidente, Francesco Lotti, come insegnante. Si chiama infatti “Back to school”, o più comunemente “Ritorno a scuola”, e vuole offrire una corsia “preferenziale” a chi, a partire appunto dal 7 gennaio, farà il suo ritorno a scuola o all'università. Dal 6 al 9, infatti, in ogni farmacia comunale Farmapiana si potranno acquistare tamponi rapidi “fai da te” al prezzo calmierato di 5,50 euro (contro gli 8,90 euro con cui vengono solitamente venduti). L'offerta è riservata agli studenti di ogni ordine e grado – previa presentazione del tesserino sanitario – e agli studenti universitari, ai quali invece è richiesto di mostrare al farmacista il proprio tesserino di riconoscimento. “E' una valida opportunità – ha detto il presidente di Farmapiana, Francesco Lotti – che offriamo a tutti gli studenti, in modo che il rientro a scuola avvenga in sicurezza, la loro ma anche dei loro compagni”. 

Farma.Co.M, la società partecipata dal Comune di Monza che gestisce la 10 farmacie comunali cittadine e il Comitato di Monza della Croce Rossa Italiana, hanno siglato un accordo di collaborazione per l’apertura da mercoledì 20 gennaio di un nuovo punto “tamponi” nell’area adiacente la farmacia comunale di Via Ramazzotti 36. Importante la possibilità di accedere al servizio fino alle ore 23 (il mercoledì, giovedì e venerdì), che costituirà un fondamentale supporto per tanti lavoratori e cittadini.

La videointervista al presidente di Farma.Co.M Vito Potenza

Aperta il 15 gennaio scorso al pubblico la “Farmacia S.M.Novella Scala”, una nuova Farmacia Comunale A.Fa.M, alla presenza dell'assessore a Welfare e presidente della Società della salute di Firenze Sara Funaro, del Presidente di A.Fa.M Massimo Mercati e del consigliere regionale Andrea Vannucci. Situata in Via della Scala n.61, si tratta della 22esima A.Fa.M, la terza del Centro Storico di Firenze, che va ad aggiungersi a quella della Stazione S.M.Novella e a alla Farmacia San Niccolò. Parte del network Apoteca Natura, il nuovo spazio è stato realizzato “su misura” per le esigenze dei cittadini e per i bisogni emergenti in era-covid, con aree riservate al consiglio e ai servizi di prevenzione, strutturati in modo da garantire i massimi standard di sicurezza, per gli utenti e per il personale. La farmacia sarà aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, con orario continuato 9-20.

La Farmacia di Via della Scala adotterà un format altamente innovativo, analogo a quello sperimentato per la prima volta presso la Farmacia Comunale di Ponte a Greve, con grande attenzione ai servizi di prevenzione e ai servizi di autodiagnosi di primo e secondo livello. Tra questi, la misurazione della pressione, del colesterolo, della glicemia, dell’emoglobina glicata e del profilo lipidico, oltre a elettrocardiogramma, holter pressorio e holter cardiaco. Tutti i servizi saranno disponibili per la cittadinanza entro il mese di marzo. Già a partire dalla prossima settimana, sarà invece attivato il servizio CUP per la prenotazione di esami specialistici.

Infine, per offrire un’ulteriore forma di contrasto alla pandemia, presso la nuova farmacia sarà possibile ricevere il vaccino anticovid-19, somministrato dal personale della farmacia appositamente formato, e si aggiungerà alle 5 farmacie (Ponte a Greve, San Niccolò, Varlungo, Canova, Via Pratese) in cui è possibile eseguire i test antigenici rapidi, svolti con il supporto di personale infermieristico. Questi servizi saranno attivi e prenotabili dall'ultima settimana di gennaio (info e prenotazioni su farmaciecomunalifirenze.it)

"L'apertura di una farmacia è sempre importante - ha detto l'assessore Funaro - e oggi, in tempo di pandemia, lo è ancora di più poiché qui verranno effettuati anche tamponi e somministrati vaccini anti Covid-19. I cittadini del centro adesso hanno una nuova farmacia comunale dove potersi recare e trovare vari servizi per far fronte ai propri bisogni, acquistare medicinali, farmaci da banco e prodotti per l’igiene, fare analisi strumentali e usufruire di servizi in autodiagnosi. Le farmacie sono un presidio del sistema sanitario sul territorio e un punto di riferimento per le esigenze di cura e salute dei fiorentini, che in questo delicato momento storico sono cresciute. Anche le nostre farmacie comunali stanno dando un grande aiuto per far fronte all'emergenza Coronavirus e ringrazio tutto il personale e la dirigenza che si sono resi disponibili per ampliare i servizi offerti dimostrando grande disponibilità e professionalità".

“Questa nuova apertura – ha affermato il Presidente Mercati – che cade proprio a settanta anni dalla fondazione delle Farmacie Comunali di Firenze conferma la volontà di continuare ad investire, nonostante il periodo difficile causato dalla pandemia, a cui si è aggiunto il lungo stop della farmacia di Ponte a Greve per l’incendio che lo scorso giugno ha coinvolto il centro commerciale. Crediamo che sia un segnale importante per portare valore all'interno della comunità. Cogliamo l’occasione per ringraziare i nostri 200 collaboratori e collaboratrici, con cui dal 2016 abbiamo intrapreso un importante percorso professionale, e che in questi due anni hanno offerto un servizio sanitario e civico fondamentale”.

Il 19 gennaio scorso si è tenuta l’inaugurazione dei nuovi “ambulatori di medicina generale su viale Adua”, un nuovo presidio sanitario realizzato dalle Farmacie Comunali Far.Com, alla presenza del sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, dell’assessore alle Politiche di tutela e promozione della salute Anna Maria Celesti, dell’assessore al bilancio Margherita Semplici e dell’amministratore unico di Far.com Alessio Poli.

Situati in viale Adua 38, nei locali dell’ex ferramenta Grani, accanto alla farmacia comunale n.1, sono stati realizzati in tempo record, in poco più di 2 mesi. Una struttura che ospita 10 ambulatori destinati ai medici di medicina generale, una sala corsi, un centralino in grado di gestire due linee telefoniche (057320055 e 05731798133) e una infrastruttura dati e informatica che supporterà al meglio i futuri percorsi di digitalizzazione dei servizi sanitari.

«È stato valorizzato il presidio sanitario esistente, costituito dalla Farmacia comunale 1, aperta 24 ore al giorno per tutto l'anno, e la confinante Casa della salute, a vantaggio del miglioramento dei percorsi di accesso alle cure da parte dei cittadini – precisa il sindaco Alessandro Tomasi –. Questi nuovi servizi sono resi possibili dalle Farmacie comunali, nel pieno rispetto della missione di Farcom che investe gli utili per migliorare i servizi di prossimità e le condizioni in cui si trovano a lavorare i medici di medicina generale e i cittadini che accedono a questo fondamentale servizio; chiaramente sulla sanità territoriale è indispensabile che lo sforzo di investimento sia collettivo e venga dagli enti e dai soggetti che ne hanno competenza.»

«Una struttura all’avanguardia – dichiara l’amministratore Unico di Far.Com Alessio Poli – pensata per garantire i massimi standard di qualità e sicurezza, dotata di doppia banda di connessione internet per evitare interruzioni di linea e quindi di lavoro, locali predisposti per l’attività di telemedicina e video consulto e un impianto elettrico potenziato per consentire l’utilizzo di apparecchiature elettromedicali legate anche allo sviluppo di attività specialistiche. Gli ambulatori sono dotati anche di un sistema di ricambio forzato dell’aria che, unito all’istallazione di un impianto a lampade al plasma, consente di sanificare in continuo l’aria degli ambienti sanitari. Un’attenzione, questa, fondamentale nell’attuale scenario di emergenza sanitaria. La struttura, inoltre, è dotata di filodiffusione per aumentare l’insonorizzazione degli ambienti e di un impianto domotico che consente di gestire anche da citofono eventuali reperibilità.»

«Le farmacie comunali costituiscono un patrimonio economico e sociale per la città. Utili investiti per migliorare i servizi di prossimità nonostante il periodo difficile causato dalla pandemia – sottolinea l’assessore al Bilancio Margherita Semplici - crediamo che questo sia un segnale importante per portare valore all'interno della comunità.»

«Il nuovo centro polifunzionale destinato ad accogliere i medici di medicina generale – evidenzia l’assessore alle Politiche di tutela e promozione della salute Anna Maria Celesti – risponde alla volontà di ottimizzare la continuità assistenziale e di prossimità a favore dell’utenza del territorio. Con questo progetto, infatti, andiamo a offrire non solo maggiori spazi, ma anche maggiori servizi grazie ai medici che svolgeranno la loro attività a vantaggio di tutta la città. Avremo così un nuovo punto di riferimento all’avanguardia che assicurerà risposte efficienti ed efficaci alla domanda di salute del territorio.» (www.comune.pistoia.it)