COMUNICATO STAMPA

 

Roma, 10 marzo 2022

Le istituzioni sanitarie e le rappresentanze delle farmacie francesi hanno sottoscritto, ieri, la “Convenzione farmaceutica” giudicata “ambiziosa” dalle parti.

In appena quattro mesi di trattative, è stato definito un contratto quinquennale con alcuni elementi di assoluto rilievo.

Dispensazione a domicilio: i farmacisti verranno remunerati con 2,5 euro per consegna, con un limite di 5 atti giornalieri.

Servizi:
richiami vaccinali per adulti, dispensazioni di kit per screening riferite ad un numero via via crescente di patologie, collaborazione con il medico di medicina generale nelle zone con bassa presenza di medici stessi, telemedicina, supporto alle donne in gravidanza.

Sicurezza farmacologica: sviluppo di piani che rafforzino l’aderenza terapeutica e corretta assunzione del farmaco oltre alla veridicità delle prescrizioni.

Investimenti: a sostegno del complesso piano di interventi, il sistema assicurativo obbligatorio e quello complementare, corrispondenti al nostro SSN, stanzieranno circa 130 milioni di euro.

Di quanto accaduto oltralpe colpisce certamente la rapidità con le quali le parti hanno raggiunto un accordo, i contenuti innovativi di quest’ultimo e, differentemente dal mantra che permea ogni nostra trattativa con il SSN, ovvero procedere agli accordi fra le parti con l’invarianza di spesa, le risorse economiche impegnate.

Contenuti assolutamente coerenti con la necessità di rafforzamento della sanità territoriale, emersa drammaticamente in tutta Europa a seguito dell’emergenza Covid. Si tratta di risultati certamente dovuti alla rinomata efficienza della pubblica amministrazione francese, ma forse ancor più dipendenti da una forte volontà politica di investire nel sistema farmaceutico territoriale.

Tutto ciò dovrebbe ispirare il dibattito italiano. Se infatti tutta l’emergenza pandemica ha dimostrato la qualità di prim’ordine del nostro sistema istituzionale e sanitario, non sembra che si stia facendo tesoro delle esperienze degli ultimi due anni. Riteniamo che tanto il sistema sanitario nazionale quanto le farmacie abbiano tutte le carte in regola per affrontare la sfida organizzativa iniziata in questi giorni in Francia: quella di evolvere la risposta emergenziale in riforme strutturali di ampio respiro.

Su questi nuovi auspici, Assofarm chiede con forza che il confronto per il rinnovo della Convenzione tra Regioni e Farmacie riprenda quanto prima. Confronto nel quale Assofarm porterà l’entusiasmo civile che sempre ha contraddistinto il lavoro dei manager e dei farmacisti delle oltre 1.600 Farmacie Comunali presenti in tutta Italia.

Arch. Venanzio Gizzi
Presidente Assofarm