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Dopo l’encomio solenne ricevuto dal comandante generale dei carabinieri, questa mattina il brigadiere capo Maurizio Sabbatino, accoltellato da due baby rapinatori durante un drammatico assalto a una farmacia di corso Vercelli, è stato premiato anche negli uffici di Farmacie Comunali Torino Spa dove la presidentessa del Consiglio comunale, Maria Grazia Grippo, ha annunciato che al sottufficiale dell’Arma verrà conferita la benemerenza civica. Lo scorso 29 novembre, pur essendo fuori servizio, Sabbatino aveva cercato di bloccare i due giovani banditi, 18 e 16 anni, mentre scappavano con un bottino di 870 euro. Il carabiniere si era reso conto che impugnavano pistole giocattolo, ma il sedicenne aveva in tasca anche un coltello e lo ha colpito con 4 fendenti. I due rapinatori sono stati arrestati meno di 24 ore dopo, mentre Sabbatino è stato ricoverato per più di un mese all’ospedale San Giovanni Bosco. «Quella tra carabinieri e farmacisti è una sinergia che va avanti anni – ha detto Luciano Platter, presidente emerito di Federfarma Torino - Il gesto del brigadiere ha colpito tutti noi, dimostrando che per un carabiniere il dovere travalica ogni ostacolo». Il comandante regionale dei carabinieri, Aldo Iacobelli si è detto orgoglioso del comportamento di Sabbatino: «È un professionista maturo che milita da 35 anni nell’arma. Vissuti nella consapevolezza della missione affidata, che prevede la tutela del territorio e dei cittadini. Per lui è stato naturale intervenire. Sapeva che anche se disarmato. È un eroe moderno, che tutti i giorni si sacrifica per difendere persone e sedi istituzionali. Bravo Maurizio siamo orgogliosi di te». Il brigadiere si è poi rivolto ai due autori della rapina: «Spero che capiscano la gravità del gesto che hanno compiuto. Non si può vivere di illegalità, sono giovani e hanno la possibilità di rimettersi in carreggiata. Spero che quello che è successo serva da lezione per tanti altri ragazzi della loro età». Per il momento nessun perdono, ma Sabbatino lascia una porta aperta: «Non spetta a me – ha precisato - Io faccio il carabiniere, loro erano dall’altra parte della barricata. Magari un giorno mi verranno a ringraziare, quando capiranno che stavano seguendo una strada non idonea. Se mai ci sarà la possibilità di un confronto positivo io sarò felice per loro e vorrà dire che il mio intervento è riuscito a salvare due ragazzi». Il carabiniere non si sente un eroe: «Ho fatto solo il mio dovere e lo rifarei anche domani. Purtroppo le mie condizioni in questo momento non mi consentono ancora di riprendere il servizio. E non poter rimettere la divisa è la cosa più dura».