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Salute Europa - "I risparmi della spesa farmaceutica devono rimanere nelle farmacie" 30 ottobre 2008

L’accordo del Tavolo, secondo calcoli di ASSOFARM, la Federazione delle Farmacie Comunali Italiane comporterebbe per ogni farmacia una perdita media di 22.600 euro di Risultato prima delle imposte, derivato da una serie di tagli sugli extra-sconti che le case farmaceutiche di medicinali equivalenti praticano alle farmacie che distribuiscono tali farmaci per conto del SSN.

 

“Le farmacie pubbliche non sono contrarie in via di principio a tali norme, nella misura in cui contribuiscono ad una maggiore efficienza della spesa pubblica sanitaria– ha affermato il presidente di ASSOFARM Venanzio Gizzi – a patto però che i benefici di tali risparmi rimangano all’interno delle farmacie. Diversamente, si colpirebbe l’unico settore di spesa sanitaria virtuoso (cumulato ad agosto 2008 -2% sullo stesso periodo dell’anno scorso per i farmaci di Fascia A). Si tolgono insomma risorse dove vengono gestite bene, per appianare problemi irrisolti altrove. Stupisce poi come da un lato si lamenta la mancanza di risorse per la spesa sanitaria, dall’altro la si gestisca in modi quantomeno singolari come potrebbe essere il caso della recente apertura in Toscana del primo ospedale che utilizza fitofarmaci, un sistema di cura la cui efficacia non ha ancora un’evidenza scientifica completamente riconosciuta”.

 

Secondo ASSOFARM, dunque, ci troviamo di fronte ad una soluzione iniqua e penalizzante per un settore che può offrire contributi importanti alla salute pubblica del paese. Contributi peraltro già individuati e in taluni casi già in essere. Tra essi va menzionata l’intenzione di finanziare la distribuzione in farmacia di medicinali che oggi i cittadini sono costretti a ritirare nelle strutture pubbliche, lontano da casa e con orari ridotti, oppure tutta una serie di servizi sanitari primari (misurazione del peso e pressione, prenotazione visite specialistiche, informazione sanitaria, ecc.) che oggi le farmacie pubbliche offrono gratuitamente all’utenza.

 

”Ci troviamo di fronte ad un cambiamento sostanziale in corso d’opera dei contenuti di un accordo appena raggiunto, che in tal modo rischia di risultare nullo. Le farmacie non possono essere ulteriormente penalizzate da manovre ingiuste, ma devono essere considerate un elemento fondamentale del nuovo Servizio Sanitario italiano, capace più di ogni altro di offrire servizi di prossimità al cittadino”, ha concluso il presidente Gizzi.

 

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